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t-mag IMO: Ambra Castagnetti “LA ZONA”

“la Zona” di Ambra Castagnetti è un viaggio, quasi astratto, in tutto quello che la forma e il gender hanno avuto l’esigenza di dichiarare attraverso la loro ritrovata fluidità. Una mostra materica, sia dal punto di vista visivo, che strutturale, che al contempo nel disperdersi della forma trova la sua naturale ragion d’essere.


Ambra Castagnetti, “la Zona” - Courtesy Francesca Minini, Milan - Ph. Andrea Rossetti.

Il titolo è un omaggio a “Stalker” di Andrej Tarkovskij - film del 1979, capolavoro del cinema d’autore fantascientifico. E’ da qui che l’artista trae la sua ispirazione, partendo dai suoi studi antropologici per approdare alla corrente Cyberpunk e al Manifesto Xenofemminista del 2015, superamento teoretico del femminismo “vecchia scuola”.


Il panorama che si staglia all'interno dello spazio espositivo di Francesca Minini a Milano è un sogno lucido, perché immaginifico, ma al contempo coerente con se stesso e con quello che vuole significare all’interno dello spazio-mondo della galleria.

L’ignoto dialoga con l’ambiente circostante, con la forma e la materia, aprendo degli spiragli su nuove interpretazioni di senso. L’esigenza di non categorizzazione dell’essenza e della sua forma esplode con grande attualità, avvicinando l’arte contemporanea alle tematiche antispeciste e antibinariste: l’umano, l’animale, la tecnologia e la natura si fondono in un unico essere.


Ambra Castagnetti, Ph. Lars Larkin

Un chiaro esempio di questa ibridazione è “Salina” (2023) un busto di donna in cera, paraffina, sale, bronzo, stagno, conchiglie e funghi, in cui si incontrano l’armonia della statuaria antico-greca di Fidia e l’idea radicale di scultura materica di Joseph Beuys.


Terreno comune di entrambi (A.C. e Joseph Beuys) è la profonda ricerca spirituale, l’indagine sciamanico-psicologica e l’urgenza di connettersi al proprio essere, utilizzando il corpo ed il suo paradosso come mezzo e specchio di un paesaggio interiore, al di fuori di ogni categoria imposta.

Il tòpos onirico esce dal suo classico ruolo di rifugio dal mondo esterno (come lo era per i Surrealisti) per diventare nuovo terreno di una guerra ontologica dell’Io, dichiarazione di esistenza, manifesto di non-appartenenza e ribellione.

Il viaggio nella “Zona” di Ambra Castagnetti culmina nell’installazione immersiva “Wall City”, dall’estetica Cyberpunk di manga giapponesi come “Evangelion” nella futuristica città di Neo-Tokyo3. Un enorme specchio contornato di vero muschio, che riflette ed ingloba al suo interno l’lo spettatore, lo spazio la tecnologia: uno Stargate spazio temporale e collegamento diretto di un loop infinito fra il dentro ed il fuori, l’umano e la natura.



Ambra Castagnetti è nata nel 1993 a Genova e ora vive e lavora tra Milano e Parigi. La sua pratica si muove attraverso la scultura e l’installazione performativa. Mostre e progetti recenti selezionati: Palazzo Braschi, Roma (2023), Fondazione Pini, Milano (2023), New Galerie, Parigi (2023), Francesca Minini, Milano (2022), La Biennale di Venezia, Venezia (2022), Manifattura Tabacchi, Firenze (2021), Palazzo Monti, Brescia (2021), Mana Contemporary, New York (2020), Art Drive In, Brescia (2020), Casa Testori, Milano (2019), Villa Necchi, Milano (2019). Nel 2021 e nel 2020 ha aderito ai programmi di residenza all’Atelier Modigliani, Parigi, a Palazzo Monti, Brescia e Manifattura Tabacchi, Firenze.

Ambra Castagnetti, “la Zona” sarà visitabile fino al 28 Luglio 2023, Francesca Minini, Milano. Courtesy Francesca Minini, Milan - Ph. Andrea Rossetti.


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ENG:


"la Zona" by Ambra Castagnetti is an abstract journey into everything that form and genre have needed to declare through their newfound fluidity. A material exhibition, both from a visual and structural point of view, coincidentally finds its natural raison d'être in the dispersion of the form.


The title is a tribute to Andrei Tarkovsky's "Stalker" - a 1979 film, a masterpiece of Sci-Fi. The artist draws her inspiration here, starting with her anthropological studies, continuing with the Cyberpunk current till the 2015 Xenofeminist Manifesto, a theoretical overcoming of "old school" feminism.


The panorama that stands out inside the Francesca Minini space in Milan is a lucid dream because it’s imaginative but simultaneously coherent with itself and what it means within the gallery space world.

The unknown dialogues with the surrounding environment, with form and matter, opening glimmers of new interpretations of meaning. The need for non-categorization of the essence and its form explodes with significant relevance, bringing contemporary art closer to anti-species and anti-binary themes: the human, the animal, and the merge of technology and nature into a single being.


A clear example of this hybridization is "Salina" (2023), a woman's bust in wax, paraffin, salt, bronze, tin, shells and mushrooms, in which the harmony of the ancient Greek statues of Phidias and the idea of radical material sculpture by Joseph Beuys meets.


The common ground of both (A.C. and Joseph Beuys) is a profoundly spiritual research, a shamanic-psychological investigation, and the urgency to connect to one's being using the body and its paradox as a means and mirror of an inner landscape beyond any imposed category.

The oneiric tòpos emerges from its traditional role of refuge from the outside world (as it was for the Surrealists) to become a new terrain for an ontological war of the ego, a declaration of existence, a manifesto of non-belonging and rebellion.


The journey in Ambra Castagnetti's "Zone" culminates in the immersive installation "Wall City", from the Cyberpunk aesthetic of Japanese manga such as "Evangelion" in the futuristic city of Neo-Tokyo3. A colossal mirror surrounded by natural moss reflects and incorporates the inner viewer, space and technology: a fourth-dimensional Stargate and direct connection of an infinite loop between the inside and the outside, the human and nature.


Ambra Castagnetti was born in 1993 in Genoa and now lives and works between Milan and Paris. Her practice moves through sculpture and performative installation.

Selected recent exhibitions and projects: Palazzo Braschi, Rome (2023), Fondazione Pini, Milan (2023), New Galerie, Paris (2023), Francesca Minini, Milan (2022), La Biennale di Venezia, Venice (2022), Manifattura Tabacchi, Florence (2021), Palazzo Monti, Brescia (2021), Mana Contemporary, New York (2020), Art Drive-In, Brescia (2020), Casa Testori, Milan (2019), Villa Necchi, Milan (2019). In 2021 and 2020, she participated in residency programs at Atelier Modigliani, Paris, Palazzo Monti, Brescia and Manifattura Tabacchi, Florence.


Ambra Castagnetti, "la Zona," will be open until 28 July 2023, Francesca Minini, Milan. Courtesy Francesca Minini, Milan - Ph. Andrea Rossetti.


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