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MDW 24 | NO FENCE di Domenico Romeo

Updated: 2 days ago

L’artista Domenico Romeo è noto per la sua costante ricerca di nuove forme espressive. Sperimentazione e innovazione sono i suoi elementi chiave. L’arte di Romeo è un tentativo di costruire un alfabeto visivo sempre in evoluzione, che attraversa pittura, scultura, architettura e suono. La sua pratica esplora approcci alternativi per destrutturare la relazione tra segno e simbolo, linguaggio e gesto, in contesti narrativi diversi. Siamo stati in studio, da lui, durante la design week, per l’esibizione NO FENCE, in collaborazione con: Pietro Bonomi, Metaprogresso, Nmr.cc ed Edoardo Totaro. 


ph @louisdebelle


 

Cosa rappresenta l’opera che vediamo e come nasce la collaborazione con: Pietro Bonomi, Metaprogresso, Nmr.cc ed Edoardo Totaro?


Il sistema installato presso il mio studio nella settimana dal 17 aprile è un esercizio spontaneo di non-architettura di protezione. L’idea nasce già a febbraio con la necessità di costruire uno shelter che dovrà ospitare una coppia di creativi romani in città per le attività connesse al Salone. Il nucleo abitativo temporaneo non prevede alcun progetto o autore e si installa al momento come si costruirebbe una capanna nella giungla. 

Ciò diventa una miccia che accende un processo organico di aggregazione e condivisione.

George e Spiros dello studio grafico greco Nmr.cc, in città nella stessa settimana, si aggiungono al non-progetto proponendo tre bandiere disegnate da loro che narrano un’esperienza di vita relativa a camera control e mass action. Così Metaprog presenterà la sua nuova veste grafica diventando Metaprogresso. Il suo sito Internet /esperimento si caratterizza per quattro CCTV in altrettanti uffici scelti casualmente in giro per il mondo. Così inizia a delinearsi un concept. 

Edoardo Totaro, parte della famiglia da sempre, sposa l’idea e propone la sua ricerca che si tramuterà in una zine dal titolo Terror and Fairies. È suo l’input che farà sorgere una barricata in ferro. 

Non poteva mancare Pietro Bonomi, alleato e fratello, che ha composto un soundscape inerente al concetto. 

Dunque quello che NO FENCE propone, non è nient’altro che un’indagine estemporanea tra gestione della folla e la necessità di estraniarsi da essa.

NO FENCE è un esperimento sull’organizzazione spaziale che sfida le dinamiche tradizionali di sicurezza, protezione, identità, occupazione e proprietà.



“Nessun progetto, nessun autore, nessuno scopo”; spesso nelle tue opere, compare questa sorta di negazione assoluta. Cosa significa per te e come, invece arriva al tuo pubblico?


No, no, no!


Quello fai, l’alfabeto che usi, ti portano ad essere un personaggio di rottura. E’ un caso che tu abbia esposto nel tuo studio, ma durante la settimana del Fuorisalone?


Rompere è un privilegio per pochi. 

Come si evince da sopra non si tratta di una mia mostra e il luogo è dettato del tutto da una necessità. 



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