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MDW 24 | XYZT di Edoardo Dionea Cicconi

Durante questo Fuorisalone, ne abbiamo viste di ogni. Ma chi ci ha colpito veramente, è un artista (non nuovo a t-mag) che, con la design week, c’entra ben poco; stiamo parlando di Edoardo Dionea Cicconi.

L'artista, durante questa settimana di caos e delirio milanese, ha esposto la sua serie "XYZT" alla nuova sede milanese della internazionale Cadogan Gallery.



Vuoi decifrare il codice di questa serie di opere? Cosa rappresenta?

Questa serie di lavori è molto influenzata dalla fisica contemporanea, soprattutto dal concetto di spazio-tempo. Il lavoro nasceva dall’idea di rappresentare dei buchi neri.

Sia le sculture totem sia quelle da muro hanno una superficie specchiata sul fronte, dritta e affilata, che ha una particolarità: a volte riflette la realtà distorcendola. L'immagine si flette e poi ritorna al suo aspetto iniziale, cogliendo lo spettatore di sorpresa, la cui immagine viene distorta, scompare e poi riappare. Gli spettatori si fondono con lo spazio circostante, come una sorta di buco nero.

E Il nome XYZT è un codice. “XYZ” sono le assi dello spazio + “T” il tempo. 

Questa volta ho voluto però rendere protagonista la luce, piuttosto che lo spazio circostante (come ad esempio al MuMe Museum dove gli spettatori si “fondevano” con due tele enormi del Caravaggio- ndr).

La sala era offuscata da una patina di nebbia e si vedeva poco. Dalla sinistra un fascio di luce fredda arrivava sul muro al centro, dove c’era il pezzo in acciaio specchiato. La riflessione rimbalzava sulla destra, in colore oro. Un contrasto netto. Il fascio di luce veniva inghiottito da questo “buco nero”, e successivamente espulso. Un gioco di distorsione che creava geometrie nella sala, unicamente con la luce, sempre in movimento attraverso dei sensori nascosti.



Come nasce la tua collaborazione con la galleria Cadogan, che sappiamo avere sede sia a Londra che a Milano?

Nasce con un solo-show a Londra. Il direttore aveva espresso curiosità riguardo il mio lavoro e dopo uno studio visit abbiamo deciso subito la data della mostra. E’ stato tutto abbastanza veloce e fluido. Abbiamo una visione molto simile quindi lavorare insieme è un piacere. Cadogan ha più di 40 anni di attività, sono felice di far parte di questo incredibile viaggio e di crescere assieme a loro, con una totale libertà e rispetto reciproco. Questo non è affatto scontato. Ammetto che per me, partendo da zero - anzi sotto zero - in questo mondo totalmente folle dell’arte contemporanea, è stata una magnifica sorpresa. 


Cosa dobbiamo aspettarci, ancora, da Edoardo Dionea Cicconi per il futuro e per questo 2024?

Sto preparando le prossime mostre, cercando sempre di trovare una narrativa che abbia un senso con tutte le altre mostre o attività già realizzate. Un  grande insegnamento è stato quello di capire che esiste una visione a lungo termine, e non solamente il focalizzarsi sul presente, o su sé stessi. Cambiano costantemente, e io invece tento, un tentativo difficile, di puntare la mente su tematiche universali, disconnesse da ogni presente. Evito di essere autoreferenziale. E cerco di evitare di rappresentare l’umanità. Piuttosto cerco  di creare dimensioni atemporali dove l’uomo non è protagonista, dove l’uomo non fa parte dell’equazione del miracolo della vita. Non mi interessa ricercare o rappresentare “la condizione umana”. Si, interessa a me come persona, ma io non conto nulla rispetto a ciò che cerco di rappresentare. 

Il mio lavoro è stato descritto più volte come “rappresentare attraverso oggetti intrusi delle installazioni in luoghi che sono decontestualizzati dall’arte contemporanea”. Beh, sicuramente un monolite in acciaio dentro un museo di arte antica è un oggetto intruso. Ma in realtà, pensandoci bene, secondo me è l’esatto opposto. Sarebbe l’uomo ad essere un intruso.

Sono felice di realizzare a giugno una mostra in un sito Unesco, curata da Melania Rossi. Una curatrice che rispetto molto.  Poi una collaborazione istituzionale a Luglio in Sicilia e a Settembre a Londra, dove inaugurerà la nuova sede della galleria Cadogan.

Ed è già il 2025…



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