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Rocce siamo e rocce ritorneremo, Nextones e Tones Teatro Natura.

Tones Teatro Natura è una piccola benedizione per un vecchio spregio alla montagna.

ph. Edoardo Comba

Prima di ambientarsi negli organi interni di Nextones, vorrei aprire una parentesi sulla location cardine del festival, il Tones Teatro Natura, un progetto di riqualifica per metà miracoloso. La suggestiva ex Cava Roncino di Val D’Ossola acquisisce un senso altro in un teatro permanente fatto di pietra, strutturato con materiale di recupero della stessa cava. La location è maestosa, lato tecnico ben strutturato, e il lavoro di riqualifica immenso. Non è un caso che Nextones abbia scelto il Tones Teatro Natura come punto cardine del suo sviluppo. Ma il teatro in pietra non è l’unica “attrazione”. Il campeggio sottostante (sempre incluso in Tones Teatro Natura) è vita, immerso in un bosco di fianco a un fiume tranquillamente raggiungibile (dalle tende si sente il rumore del’acqua).


La domenica il campeggio era talmente carico di energie che è stato scelto come location a sorpresa per tenere la pista nelle ultime ore del festival. Un pomeriggio caratterizzato dall’aria frizzantina e una culla tribale tenuta prima da Brando (Akwaaba World) e poi da Luce Clandestina da Torino. La componente torinese si è rivelata fondamentale nella struttura musicale del festival. Sempre dal capoluogo piemontese, sempre al campeggio, Radio Banda Larga ha curato entrambi pomeriggi del venerdì e del sabato (tra interviste e curiosi dj set).

Venerdì pomeriggio hanno servito un dj set di benvenuto su un piatto di presa bene. Un’ottima entrata con tanti breaks cantati e basse larghe (in seguito mi hanno suggerito che all’opera c’era Nodef di RBL Torino).

Durante la sera, Gang of Ducks fanno ballare prima della performance di Pontus Lidberg (che mi sono perso perché mi ero allontanato un secondo). Subito dopo, inizia la prima fase di riqualifica acustica nella cava grazie ai numerosi subwoofer (posizionati sopra spalti di pietra) di Stefanie Egedy. Si conclude il rituale con il live firmato Holy Tongue. Holy Tongue viaggia nel tempo con un live electronics capitanato da Valentina Magaletti, Al Wootton e Susumu Mukai. Qui la roccia ha preso forma e si è presa le frequenze a lei più gradite. L'atmosfera viene stravolta grazie a Stenny di scuderia Ilian Tape. Breaks che ti spaccano dopo silenzi allarmanti (Torino waves). Chiude il venerdì un dj set spacca ossa (soprattutto le ginocchia) di Courtesy e si torna in branda.


Sabato e domenica la musica parte il pomeriggio ma fin dalla mattina il campeggio è vivo. La location è circondata da intrattenimenti locali, natura e un piccolo paese. Al campeggio la colazione viene servita con disco dub, caffè, cornetti caldi e volendo una birra o un prosecco per i più temerari. I percorsi che partono dal campeggio costeggiano il fiume e sono presenti un sacco di spot dove mettere amaca e telo. Super apprezzato questa componente perché utile per staccare nei giorni del festival.

Pietre e rocce, rocce ovunque, anche sui tetti del paesino di Oira, la località della cava. Circolo, trattoria e intriganti stradine che passano sopra terrazzamenti, orti e piccoli corsi d’acqua.

Sulla strada principale del paese si affaccia un incrocio con una statua dedicata alle bande musicali e un curioso cimitero quasi cantato dove luccica un Requiem. In lontananza si intravede Domodossola.


Sabato sera altra doppietta di live, sempre aperti dalle danze dei Gang of Ducks. La struttura per il Nextones è importante, regge bene. Katatonic Silentio e Lorem spaventano a teatro, intensità e narrazione ti entrano dentro in un modo o in un altro, senza compromessi. Ghostbusters con intelligenza artificiale.

Live super intenso e carico.

Lorenzo Senni accende la luce con un live da Lorenzo Senni. Elettronica trance pulita e tagliente, mood ballereccio, impossibile stare fermi. Senni che fa il Senni e spacca tutto con anima e ma soprattutto con il corpo. Rockstar modality in un teatro scavato nella roccia. VTSS riprende #lendanzeperlemasse variando e variegando a colpi di techno e inserimenti club non solo europei. Il contesto ha aiutato a diffondere allegramente i rimbalzi della dj. Chiude il sabato Richie Hawtin e ritorno al campeggio.


La domenica si riprendono le danze nel pomeriggio,

intanto però il campeggio ha preso vita e le circostanze sono totalmente rilassate.


Nextones, per niente male, si respira bene.


ENG VERSION

Or

Rocks we are and rocks we shall return,

Nextones and Tones Nature Theatre


Tones Teatro Natura is a small blessing for an old scorn for the mountains.

Before settling into the inner organs of Nextones, I would like to open a parenthesis on the festival's pivotal location, Tones Teatro Natura, a half-miraculous redevelopment project.

The evocative former Roncino Quarry in Val D'Ossola acquires a different meaning in a permanent theatre made of stone, structured with recycled material from the quarry itself.

The location is majestic, the technical side well-structured, and the redevelopment work immense.


It is no coincidence that Nextones chose the Tones Nature Theatre as the cornerstone of its development.

But the stone theatre is not the only 'attraction'.

The campsite below (also included in Tones Teatro Natura) is life,

nestled in a forest next to a river that is quietly accessible (you can hear the sound of the water from the tents).


On Sunday, the campsite was so full of energy that it was chosen as a surprise location to hold the track in the final hours of the festival. An afternoon characterised by crisp air and a tribal cradle held first by Brando (Akwaaba World) and then by Luce Clandestina from Turin.


The Turin component proved to be fundamental in the musical structure of the festival.

Also from the Piedmontese capital, always at the campsite, Radio Banda Larga covered both Friday and Saturday afternoons (including interviews and curious DJ sets).



On Friday afternoon they served a welcome DJ set on a platter of good takes. A great entry with lots of sung breaks and wide bass (I was later suggested that Nodef of RBL Turin was at work).


During the evening, Gang of Ducks do some dancing before Pontus Lidberg's performance (which I missed because I had stepped away for a second). Immediately afterwards, the first phase of acoustic redevelopment begins in the quarry thanks to Stefanie Egedy's numerous subwoofers (positioned above stone stands). The ritual concludes with a live performance by Holy Tongue.

Holy Tongue travels through time with live electronics led by Valentina Magaletti, Al Wootton and Susumu Mukai. Here the rock has taken shape and taken on the frequencies it likes best.

The atmosphere is turned upside down thanks to Stenny from the Ilian Tape stable. Breaks that smash you after alarming silences (Torino waves).

Friday closes with a bone-crunching (especially knee-crunching) DJ set by Courtesy and it's back to the bunk.


On Saturday and Sunday the music starts in the afternoon but from the morning the camp is alive.

The location is surrounded by local entertainment, nature and a small village.

At the campsite, breakfast is served with a disco dub, coffee, hot croissants and, for the more adventurous, a beer or prosecco.

The paths from the campsite run along the river and there are plenty of spots where you can put your hammock and towel.

Super appreciated as this is useful to get away on festival days.

Stones and rocks, rocks everywhere,

even on the roofs of the village of Oira,

the quarry town.

A club, a trattoria and intriguing little streets that pass over terraces, vegetable gardens and small streams.


On the main street of the village is a crossroads with a statue dedicated to marching bands and a curious, almost sung cemetery where a Requiem glistens.

Domodossola can be glimpsed in the distance.


Saturday evening another double live show,

always opened by the dancing Gang of Ducks.

The structure for the Nextones is important, it holds up well.

Katatonic Silentio and Lorem scare in the theatre,

intensity and narrative get inside you in one way or another,

without compromise. Ghostbusters with artificial intelligence.


Live super intense and charged.


Lorenzo Senni turns on the light with a live show.

Clean and sharp trance electronics, danceable mood, impossible to stand still.

Senni playing Senni and smashing everything with soul and, above all, body.

Rockstar modality in a theatre carved out of rock.

VTSS resumes #lendanzeperlemasse by varying and variegating with techno hits and club insertions not only from Europe. The backdrop helped to spread the DJ's bounce merrily. Saturday was closed by Richie Hawtin and back to camp.


On Sunday the dancing resumed in the afternoon,

in the meantime, however, the campsite has come to life and the circumstances are totally relaxed.


Nextones, not bad at all, it breathes well.


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