top of page

John Frusciante :II.

La parabola sinusoidale di John Frusciante, chitarrista pluripremiato e membro dei Red Hot Chili Peppers, rappresenta un punto di riferimento per la sperimentazione musicale. I suoi labirinti esistenziali e gli abbandoni e i ritorni di fiamma con la band californiana sono una costante che va di pari passo alla sua sfrenata e quasi mistica ricerca sul suono.


Negli ultimi dieci anni, la sua attività di musicista è stata polimorfa e ricca di collaborazioni e side projects. Dal 2015 ha pubblicato quattro album di musica elettronica strumentali con l’alias Trickfinger, tra i quali il gioiello She smiles Because she presses the button (2020). Sotto lo stesso pseudonimo è producer assieme a Aurora T09 dell’etichetta Evar Records di Los Angeles. Nel 2020 firma con il suo vero nome l’album MAYA, con sonorità idm e jungle. Dichiara a proposito, che il dolore della morte della sua gatta è troppo forte per consentirgli di usare l’alias Trickfinger. Più recenti sono i nuovi album con i RHCP con i quali si è ricongiunto nel 2019 dopo dieci anni di assenza, Unlimited Love e Return of the dream canteen (2022).


I binari paralleli che lo vogliono “chitarrista dei RHCP” e/o autore avantgarde sembrano arrivare, nel 2023, a un punto di rottura. Frusciante dichiara la sua necessità di “pulirsi la mente” e di comporre musica per ottenere “una scultura di suono”.



In :II. Frusciante slatentizza la sua utopistica volontà di disattendere le aspettative: l’album si distanzia dalle atmosfere dei lavori precedenti e si impone come un’ode al minimalismo, d’altronde nato e proliferato in California. Non vi è traccia dello stato americano rappresentato in “Californication” (1999), qui si respira un’altra aria. Quella della disillusione, del suono che si arrende al tempo, attraverso loop e droni, in slow motion, tra time lag e delay. L’ascoltatore è invitato all’oblio e all’immersione in una sequenza di eventi sonori. Centrale è dunque la California degli avanguardisti, della Dreamhouse di LaMonte Young, del concetto di musica come arte inclusiva - presa di posizione assolutamente politica che mira alla ridefinizione del concetto di composizione (“you and the note, the note and you” per citare Terry Riley). Non solo, a rivelarsi è quella particolare esigenza tipica della musica ambient per cui il suono non deve mai prevalere psicologicamente sull’ascoltatore, bensì accompagnarlo ad un ascolto estatico e intrapsichico. Viene in mente la figura di Timothy Leary, studioso della psichedelia, presente nel cortometraggio “Stuff” (1993) girato da Johnny Depp, che sinistramente accompagna Frusciante nel suo viaggio lisergico in una strada lastricata di pericolo verso i confini della sperimentazione.


Come in una spirale, le geniali sperimentazioni di Niandra Les Des and usually just a t-shirt (1994) – album prodotto nel periodo dannato dell’autore – in particolare i brani #Untitled, sono presenti nel suo ultimo album. Ricerca del loop, straniamento e improvvisazione: questi gli elementi basilari della poetica di Frusciante. Durante l’intero album il suono si “muove” per cerchi, errori e lente evoluzioni, portando alla contaminazione tra glitch, ambient e drone music. Non conta il risultato, ma il processo: l’artista non deve influenzare l’ascoltatore e a sua volta deve sfuggire alla pressione del mercato musicale. Ecco che sparisce qualsiasi tipo di voce umana, le chitarre eliminate per lasciar spazio a macchinari quali l’ANAlOG4 e la Monomachine; il suono è in presa diretta (una delle note distintive di Frusciante) e le title tracks ermetiche e post-umane.



Il brano d’apertura Golpin è un omaggio alla psichedelia anni Sessanta versione drone, Pyn una bizzarria sonora che richiama i Matmos e Gyroscope dei Boards of Canada, Blessdub Dot una spirale sonora con alte dosi di white noise e Frantay – la migliore traccia dell’album – un incubo di sonar, droni e tempeste nucleari, mentre Sluice è il crush del code, il virus che ha infettato il linguaggio. La traccia conclusiva, Firpln è una fredda eco di aeroplani che volano tra i detriti di un’esplosione. Al di là dei riferimenti musicali immediati, quali Aphex Twin e Alva Noto, . |: familiarizza con gli esperimenti di John Cale – in particolare Loop (1966)- e gli album del progetto Dark Morph di Carl Michael Von Hausswolff (2019-2020). Lo stesso Frusciante cita come sue influenze Fennesz, Bernard Parmegiani e Chris Watson, oltre alla traccia di Jimi Hendrix “…And the gods made love” e agli esperimenti con il mellotron di John Lennon.


L’album si configura come un’esperienza di ascolto, permeata di presagi oscuri che la sua vocazione concettuale non serve a soffocare. Ascoltandolo, ci si imbatte in piante carnivore, lande desolate, laser alieni che adoperano una vivisezione del corpo umano, come se fosse materiale sacrificale che i devices stanno divorando. Frusciante si fa medium di un landscape ai confini del mondo, de-umanizzato e siderale, componendo con disarmante nostalgia un’opera che traccia una linea di continuità tra gli anni Sessanta e l’oggi; nel divampare della cannibalizzazione delle identità da parte dei social, l’artista fa dell’identità multipla il suo punto di forza e la sua estrema verità.






ENGLISH VERSION






The sine wave of John Frusciante, award-winning guitarist and member of the Red Hot Chili Peppers, represents a point of reference for musical experimentation. His existential labyrinth and his abandonments and backfires with the Californian band are a constant that goes hand in hand with his unbridled and almost mystical research into sound.


In the last ten years, his activity as a musician has been multifaceted and full of collaborations and side projects. Since 2015 she has released four albums of instrumental electronic music under the alias Trickfinger, including her jewel She smiles Because she presses the button (2020). Under the same pseudonym he is producer together with Aurora T09 of the Evar Records label in Los Angeles. In 2020 Frusciante signs the idm/jungle album MAYA with his real name. He claims by the way, that the pain of his cat's death is too strong to allow him to use the alias Trickfinger. More recent are the new albums with RHCP with which he reunited in 2019 after a ten-year absence, Unlimited Love and Return of the dream canteen (2022).


The parallel tracks that want him to be "RHCP guitarist" and/or avant-garde author seem to reach a breaking point in 2023. Frusciante declares his need to "clear his mind" and to compose music to obtain "a sculpture of sound".


With :II. Frusciante reveals his utopian desire to disregard expectations: the album distances itself from the atmospheres of the previous works and imposes itself as an ode to minimalism, born and proliferated in California, his country. There is no trace of the American state represented in "Californication" (1999), here you breathe a different air. That of disillusionment, of music that surrenders to Time through loops and drones, in slow-mo, between time lag and delay. The listener is invited to forget and immerse himself in a sequence of abstract events. Central therefore is the California of the avant-gardists, of LaMonte Young's Dreamhouse, of the concept of music as an inclusive art - an absolutely political stance that aims at redefining the concept of composition (“you and the note, the note and you” to quote Terry Riley). Not only that, to reveal itself is that particular need typical of ambient music for which the sound must never prevail psychologically over the listener, but rather accompany him to an ecstatic and intrapsychic listening. The figure of Timothy Leary comes to mind, a scholar of psychedelia, featured in the short film "Stuff" (1993) shot by Johnny Depp, who ominously accompanies Frusciante on his lysergic journey on a road paved with danger through the boundaries of experimental research.


Like in a spiral, Niandra Les Des and usually just a t-shirt (1994) - album produced in the damned period of the author - in particular the #Untitled tracks, never stop returning, here in his last album. The search for the loop, estrangement and improvisation: those are Frusciante’s poetic basics. Throughout the album the sound "moves" in circles, errors and slow evolutions, leading to the contamination between glitch, ambient and drone music. The result does not count, but the process: the artist must not influence the listener and in turn must escape the pressure of the music market. Here any type of human voice disappears, the guitars eliminated to make room for machines such as the ANAlOG4 and the Monomachine; the sound is live (one of Frusciante's distinctive notes) and the title tracks hermetic and post-human.


Opener Golpin is a homage to sixties psychedelia drone version, Pyn a sonic bizarre reminiscent of Matmos and Boards of Canada’s Gyroscope, Blessdub Dot a sonic spiral with high doses of white noise and Frantay – the best track of the album – a sonar nightmare of drones and nuclear storms, while Sluice is the crush of the code, the virus that has infected language. The concluding track, Firpln is a cold echo of airplanes flying through the debris of an explosion. Beyond the immediate musical references - just as Aphex Twin, or Alva Noto’s work - . |: gets acquainted to the experiments of John Cale - especially Loop (1966) - and also with Carl Michael Von Hausswolff's Dark Morph (2019-2020). Frusciante himself cites Fennesz, Bernard Parmegiani, John Lennon’s mellotron experiments and Chris Watson as influences, as well as the Jimi Hendrix track “… And the gods made love”.


The album is configured as a listening experience, permeated with dark omens that its conceptual vocation does not serve to stifle. Listening to it, one comes across carnivorous plants, desolate lands, alien lasers that use a vivisection of the human body, as if it were sacrificial material that the devices are devouring. Frusciante becomes the medium of a landscape on the edge of the world, dehumanized and sidereal, composing with disarming nostalgia a work that traces a line of continuity between the Sixties and today; in the blaze of cannibalization of identities by social media, the artist makes multiple identities his strong point and his extreme truth.


Comments


bottom of page