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IN FOCUS: Linecheck Festival | Mysie

Giovedì 24/11/2022


Mysie suona al LINECHECK FESTIVAL, al BASE di Milano - centro culturale poli-funzionale che produce innovazione socialecontaminazione culturale tra arti, imprese e tecnologia nel cuore del quartiere Tortona, a Milano.

Abbiamo trascorso un pomeriggio con lei all’interno del complesso ex-Ansaldo, uno dei più importanti progetti di riqualificazione urbana in Europa.

Musica e architettura coesistono e comunicano insieme attraverso gli scatti di Francesco Bartoli Avveduti.


supported by k-way




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Mysie in total look K-Way

Sei arrivata al Linecheck Festival grazie all'invito dell'artista italiana La Nina. Da dove nasce questo vostro rapporto? Qual è l'obiettivo di fondere le vostre due realtà apparentemente così distanti ma legate in modo così naturale da sembrare un'unica identità?


Io e La Nina e io abbiamo legato grazie a una delle mie canzoni "IN MY MIND" e da allora abbiamo continuato a chattare su Instagram. Mi ha invitato al Linecheck Festival, invito che ho accettato con piacere. Adoro lei, il suo lavoro e la sua visione, è così talentuosa. Penso che si sia trattato di una connessione super naturale tra artisti. Questo genere di connessioni sono molto rare. Non capita spesso di entrare in contatto con gli artisti a un livello così profondo come quello che abbiamo instaurato noi. Sapevo che ci saremmo amalgamate senza sforzo perché ci capiamo a vicenda e siamo sicuramente sulla stessa frequenza! Pensa che ogni volta che le parlo mi emoziono!


Il manifesto di Linecheck di quest'anno è stato #inexile. Dalle parole del festival stesso: “Esilio dalle tante patrie che abitiamo, dopo due anni di movimenti limitati. Esilio dal nostro stesso essere, dopo molti anni di costruzione di identità che non hanno mai fatto sentire nessuno veramente a proprio agio". Come possiamo ritrovare il senso di appartenenza a qualcosa? O di viverlo veramente? Che ruolo ha la musica in questo ritrovarsi?


La pandemia mi ha fatto entrare in contatto con le mie radici. Penso che prima della pandemia ci fossero moltissime distrazioni; a Londra tutto ha un ritmo così veloce e crescendo qui sono stata super abituata e in un certo senso ero bloccata dal pilota automatico. Essere "in esilio" è stato molto importante per me per rallentare, respirare, connettermi e guardare a chi sono e al mio SCOPO senza distrazioni, senza politica, senza influenze.

Abbiamo affrontato collettivamente qualcosa di insolito, senza nasconderci, cercando di sentirci a nostro agio nel fare... niente?


Ho imparato che essere a disagio è importantissimo; fa parte della vera e propria crescita, soprattutto come artista. Significa che sto imparando qualcosa e che c'è un cambiamento in atto, sia esso esterno o interno. Credo che da quel periodo siano emerse molte cose che mi hanno fatto capire tanto sul mondo e anche sulle mie priorità. Avevo bisogno di questo e ho trovato il mio senso di appartenenza attraverso questo. La musica è stata ed è la mia forma di guarigione e di confronto, quindi mi ha aiutato a superare un periodo così incerto.

È stato bellissimo vedere le persone riunirsi e sottolineare l'importanza dell'ARTE e quanto tutti si affidino ad essa, che sia inconscia o meno.





Situato all'interno dell'ex complesso Ansaldo, uno dei più importanti progetti di riqualificazione urbana in Europa, BASE ha dato nuova vita a un monumento dell'architettura industriale. Come hai vissuto l'esperienza di suonare in uno spazio come BASE? Come cambia il tuo approccio alla musica dal vivo a seconda dello spazio in cui suoni?

BASE è stato uno spazio straordinario in cui esibirsi. Sono stata spesso orientata a suonare in spazi come BASE, spazi con carattere e grande attenzione ai dettagli. Ho provato una sensazione molto simile esibendomi al Gaite Lyrique di Parigi. C'è qualcosa in uno spazio che ha carattere, c'è un calore che non riesco a spiegare come performer. Il mio set era piuttosto spoglio, con un solo chitarrista, quindi il mio obiettivo è sempre quello di riempire e comandare lo spazio con l'immobilità, solo voce e strumentazione. Sto cambiando il mio set up per il nuovo anno, ma è bellissimo vedere come ogni spazio si trasforma nel MIO spazio ... per un'ora ;)






Musica ed architettura sono entrambe arti che non hanno bisogno di imitare le cose; sono arti in cui la materia e la forma hanno un rapporto più intimo che altrove; l'una e l'altra si rivolgono alla sensibilità generale. Qual è il processo creativo che sta alla base della composizione dei tuo brani? Quanta sensibilità c'è dietro la tua musica?


La mia musica è sempre nata da un luogo sensibile. La mia musica nasce da esperienze personali, da cose che ho visto e da cui sono stata ispirata. La musica deve farmi sentire qualcosa, sia che la ascolti sia che la crei. Il mio processo creativo inizia con la composizione, la melodia e gli accordi. Da ciò che suono al pianoforte traggo prima di tutto una sensazione, che poi si traduce lentamente in parole.






Thanks to K-Way






ENG VERSION



Mysie played at the LINECHECK FESTIVAL, at Milan's BASE - a multi-purpose cultural center that produces social innovation, cultural contamination between arts, business and technology in the heart of Milan's Tortona district.


We spent an afternoon with her inside the former Ansaldo complex, one of the most important urban redevelopment projects in Europe.


Music and architecture coexist and communicate together through Francesco Bartoli Avveduti's shots.



You came to Linecheck festival through the invitation of the Italian artist, La Nina. Where did this relationship of you come from? What is the goal of blending your two realities seemingly so far apart but then actually blended so naturally that it seems like one identity?


La nina and I connected through one of my songs ‘in my mind’ and from then we just carried on chatting on Instagram. She’d invited me to linecheck festival, to which I gladdddly accepted the invitation. Really adore her, her work and her vision, so so talented. I think this was just a super natural connection from artist to artist. These sort of connections can be so rare. It’s not often you connect with artists on a deeper level like how we’ve connected. I knew we’d blend effortlessly cos we just get each other, and are most definitely on the same frequency! Ahhh she just excites me whenever I speak to her!!


The manifesto for this year's Linecheck was #inexile. “In the words of the festival itself: Exile from the many homelands we inhabit, after two years of restricted movement. Exile from our own being, after many years of identity building which has never made anyone feel truly comfortable.” How we can regain a sense of belonging to something? Or truly experiencing it? What role does music play?


For me, the pandemic made me go inside and connect to my roots. I think before the pandemic, there was so much distraction; everything in london is so fast paced in the city and growing up here i’ve been super used it and kinda was stuck in autopilot. Being ‘in exile’ was super important for me to slow down, breathe, connect and look into who i am and my PURPOSE with no distraction, no politics, no influence. We collectively went through something out of the ordinary with nowhere to hide, trying to be comfortable with just doing… nothing?


For me i learned that being uncomfortable is super important; its apart of true and real growth especially as an artist. It means i’m learning something and there’s a shift going on whether thats external or internal. I think a lot came out of that time which made me realise a lot about the world, and even my own priorities. I NEEDED THIS and found my sense of belonging through this. Music was and is my form of healing and dealing, so it got me through such an uncertain time. It was beautiful to see people coming together, and actually highlighting the importance of ARTS and how much everyone relies on it; whether that be subconcious or not.


Located within the former Ansaldo complex, one of the most important urban redevelopment projects in Europe, BASE has breathed new life into a monument of industrial architecture. How did you experience playing in a space like BASE? How does your approach to live music change according to the space you play in?


BASE was a stunning space to perform in. I’ve often gravitated towards playing in spaces such like BASE, spaces with character and a great attention to detail. I had a very similar feeling performing at gaite lyrique in paris. There’s something about a space having character, there’s a warmth i get that I can’t really explain as a performer. My set was quite stripped with just a guitarist, so my aim is always to fill out and command the space with stillness, just vox and instrumentation. I’m in process of changing my set up for the new year, but its beautiful to see how each space morphs into MY space …for the hour ;)


Music and architecture are both arts that do not need to imitate things; they are arts in which matter and form have a more intimate relationship with each other than elsewhere; one and the other address the general sensibility. What is the creative process behind the composition of your pieces? How much sensitivity is behind your music?


My music has always come from a sensitive place. My music comes from personal experiences, from things I’ve seen and have been inspired by. Music has to make me feel something, whether I’m listening to it or making it. My creative process begins with composition, melody and chords. I get a feeling first from what I play on the piano and this slowly translates into words..through this I connect the dots with words that are personal to me and how I feel.

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