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Canva6: Cco2 via Presto!? Records

L’instabilità creativa; l’inesauribile curiosità verso il movimento acustico; l’irrefrenabile intuizione artistica e il gusto della contaminazione. Canva6 (Marco Farina) è riuscito a far convivere tutti questi elementi in un progetto discografico: Cco2 firmato dalla Presto!? Records, etichetta fondata da Lorenzo Senni, disponibile sulle piattaforme dallo scorso novembre 2023 e in una versione CD limitata. 

Si tratta di un ritorno a distanza di poco più di un anno dal precedente album Ten Minutes to Midnight sempre sotto la stessa etichetta: “On his sophomore album Canva6 further expands his field of research, conceiving a new syntax for the ever worrying digital era. The strong foundations estabilished with his "Ten Minutes To Midnight" debut collapse here in a controlled detonation, feeding a fire where every single colour of Farina's emotional spectrum is reflected. Get you first row ticket to this spectacular accident, where new ideas explode with unpredictable movements under the "Cco2" brainstorm.”

10 brani che tendono verso nuove elettroniche sostenute da una personale elaborazione storico-musicale e una ricerca sonora, indisciplinata, che si interseca strutturando un lavoro completo e singolare, in una profonda ricerca emotiva che trasla il rumore esterno in una dolcezza intima.

È questo l’effetto fin dal primo ascolto del disco. 

Un disco che si distende, prende tempo, rallenta, adagiandosi dentro la relazione di un se stesso con l’altro. Cco2 rappresenta, chiaramente, una nuova letteratura musicale, concreta ed inafferrabile; una visione sospesa corrisposta in finali aperti, in un’ideologia acustica che non tralascia, anzi, approfondisce la cura stilistica, l’estetica e l’eclettica capacità creativa, tanto intima quanto magnetica di Marco Farina. 





Canva6 (Marco Farina), artista del suono, sperimentatore acustico, appassionato musicista!

Benvenuto su t-mag! A poco più di un anno da Ten Minutes to Midnight, è arrivato lo scorso novembre Cco2: un codice sonoro definito. Quando l’intuizione, l’idea alla base di questo secondo album? 

Ciao Giulia, grazie per il benvenuto.  Ho iniziato a lavorare a “Cco2” subito dopo l'uscita di “Ten Minutes to Midnight”. L’impianto di “Cco2” è in realtà lo stesso dell’album precedente, c’è sempre la volontà di creare soundscapes distopiche e dissociative, farle evolvere in esplosioni di euforia per poi lasciarmi/re la libertà a fine album di essere esausto (ahaha). 

Su “Cco2” avevo quindi le idee già chiare sul target; mi sono solo interessato a conservare lo stesso spettro emotivo di “Ten Minutes to Midnight” ed espanderlo, estenderlo come meglio ho potuto. 


Ho letto che per te l’instabilità è tutto e nulla; la tua musica, quindi, potrebbe intendersi sia come un luogo astratto in cui cercare un tuo equilibrio sincronizzando creazione e sperimentazione, sia come scomposizione che spezza/interrompe/slega il momento creativo dall’esigenza sperimentale? 

La tua interpretazione è interessante. L’instabilità applicata ai miei lavori è un elemento di grande ispirazione ma anche di grande crisi. Per questo è tutto e nulla; mi affascina sapere che nel campo della musica sperimentale ho carta bianca su ogni livello della composizione.  

Gli oggetti armonici dei quali mi servo provengono dal Pop. Ecco è proprio qui che percepisco l’instabilità. Non mi permette di dare un’etichetta alla mia musica perché Experimental lo trovo generico, Pop non lo è, allora cos’è? 


Chiaro!

Cco2 è un flusso che oscilla tra “agitazione statica” e “movimento stabile”; interessante come il brano (10 

tracce) sembra essere concepito in una sequenzialità temporale tra inizio e fine, filmando il suo scorrere tra velocità e lentezza, tra attesa e rottura, ordine ed esplosione.

Tu come rappresenteresti questo tuo lavoro; se la musica, se questo disco potesse trasformare il suono in un disegno, le linee congiungerebbero una figura o assumerebbero contorni sfumati? 

Tendo ad applicare un intervento di onomatopea ai miei lavori, non sempre ci riesco, ma ogni brano ha un significato personale ed è sempre la rappresentazione immaginaria di un ricordo, uno stato d’animo, un’emozione o uno stato fisico. 

Due esempi:  

il brano “Infinite Silk” rappresenta e suggerisce la sofferenza di un’esplosione, è un passaggio molto violento dell’album, chi ascolta noterà da subito che la sequenza di suoni che ho utilizzato è molto simile al rumore di un’esplosione, si inseriscono poi dei cori che rappresentano la dipartita di un’anima. 

Forever Q” invece è un bel film che finisce, un sole che tramonta dietro una collina durante un pomeriggio d’autunno e che in realtà non vorrebbe mai tramontare, ma che alla fine tramonterà. 

Concludo rispondendoti che se questo album potesse disegnare, disegnerebbe qualcosa di me in maniera molto dettagliata. 


Ti è mai capitato, durante la lavorazione di questo album, di concentrarti e di pensare (in una fase intima di lavorazione) all’impatto emotivo di chi, per la prima volta, ascolta la tua musica? 

Si sempre, infatti quando un mio album esce, la parte che preferisco è quando ne discuto con le persone. 

Noto che ad ognuno emerge sempre qualcosa di diverso rispetto alla forma che do alla mia musica, infatti le fantasie che si creano negli altri sono molto spesso l’opposto delle mie. 

Questa cosa mi piace tanto, trovo bello che grazie a una personale rappresentazione, un ascoltatore a volte viene catapultato nelle sue emozioni e nei suoi ricordi più intimi. 





Quando hai capito che la tua concezione-intenzione creativa coincideva con un tuo personale gusto musicale; che i tuoi progetti ti rappresentano così tanto intimamente da diventare espressione della tua identità nella sua completezza? 

È una cosa che so da sempre. Non faccio musica da molto. È da quando sono piccolo che so che la musica è il mio medium.  

Il mio trasferimento da Roma a Milano mi ha permesso di immergermi tanto nella musica; già a Roma ero molto preso, ma è a Milano che ho avuto i corretti stimoli per mettermi a lavoro su un progetto musicale senza regole e confini. 

Sono stato nell’ombra, un dj per molti anni; le mie radici- quindi- risiedono nei club, nei rave e nelle situazioni circostanti. Sono sempre stato tanto curioso e per questo non sono mai riuscito ad impormi come produttore di musica techno/house etc… Sono generi musicali che amo e che vivranno per sempre nel mio DNA, ma faccio fatica a rispettare le loro regole mentre affronto una composizione. 

Ad esempio non voglio sentirmi obbligato ad utilizzare una sezione percussiva o ricorrere a determinati timbri. Voglio fare quello che mi pare. Per questo è stato necessario sganciarmi da alcune culture e mettermi ad esplorare nuovi orizzonti musicali. 

Ed ecco che sono finito a fare questa musica strana. Per me la curiosità è sempre una cosa ingestibile!


Quanti aspetti ci sono di te “uomo” e di te “artista” dentro Cco2? 

Questa dualità è corretta. Non posso muovermi se non metto d’accordo i due Marco che convivono, si muovono nella mia mente quando creo musica. 

Il Marco “uomo” è il Marco che vive la vita di tutti i giorni e che deve fare fronte alle complessità e ai piaceri di essa; si deve occupare di essere emotivo. 

Il Marco “artista”, invece, è quello che studia la musica e che deve rappresentare l’essenza del Marco “uomo” sotto forma di suono. 

Entrambi devono comunicare, se non lo fanno non si fa musica… In Cco2 hanno comunicato tanto. 

Spoiler: in questa fase della vita non li ho mai visti comunicare così tanto, stanno lavorando a una cosa nuova.





 


Questa è una bellissima sorpresa. Non vediamo l’ora di saperne di più.

Nella tua visione creativa c’è una sorta di insofferenza verso una eccessiva “soluzione digitale” che sta semplificando la cultura e il linguaggio musicale? 

Sinceramente non so se sono in grado di dare una risposta in merito al linguaggio musicale. 

Il tema della “soluzione digitale” è più un’estetica che un’insofferenza personale. Sono stato molto influenzato dai romanzi di Philip K. Dick e David Foster Wallace, ma anche dal film “Her” e ovviamente “The Matrix”. 

È materiale estremamente distopico e a volte liminale; tende ad isolare l’individuo e a farlo vivere all’interno di una simulazione. (come non citare, ovviamente anche “Simulacra and Simulation”) 

Quindi, rappresentare queste tematiche in forma di suono è una challenge che mi intriga molto. Forse il messaggio è ancora più d’impatto in Ten Minutes to Midnight, anche se in Cco2 per la parte finale del brano “Into the Spectrum” mi sono ispirato al libro “Infinite Jest”, il loop col quale il brano si dissolve si ricollega a “l’intrattenimento”, ovvero questa cartuccia dalla quale ogni personaggio è ossessionato e che continua a guardarla all’infinito fino a diventare catatonico. 


Si sente la passione, si sente una matrice puramente elettronica, un’attitudine punk e una visione sonora puntata ad un futuro “rovesciato”; perciò, sono curiosa di sapere quale disco è stato davvero importante per te. Stessa domanda e curiosità per sapere il nome di un artista (se c’è) che ritieni fondamentale. 

Gli shock musicali negli anni sono stati tanti, troppi, però c’è stato un momento preciso in cui ho percepito, soprattutto emotivamente, il cambio di direzione di cui parlavo prima: dal mondo dei rave a cose “più da camera”. 

In particolare l’arrivo di una raccolta di lavori di Pauline Anna Strom intitolata “Trans-Millenia Music” 

Quel disco riesce sempre a muovermi qualcosa dentro, lo trovo di un’intensità così particolare e potente. 

In particolare i brani “Energies”, “Morning Splendor” e “Gossamer Silk” (quest’ultimo soprattutto) hanno il passe-partout alle mie emozioni più profonde. 

Ricordo perfettamente il modo in cui rimasi attratto dall’artwork del disco, per non parlare di quando l’ho ascoltato la prima volta, una crush potentissima (guarda tu il caso mi ero appena trasferito a Milano).  

Grazie Pauline e grazie RVNG Intl per avergli ridato vita! 


Una domanda di cuore, a chi dedichi questo album? 

Ai curiosi insaziabili, ai romantici e agli artisti.


ENGLISH VERSION


Creative instability; inexhaustible curiosity towards the acoustic movement; irrepressible artistic intuition and a taste for contamination. Canva6 (Marco Farina) has managed to bring all these elements together in a record project: Cco2 signed by Presto!? Records, a label founded in 2008 by Lorenzo Senni, available on platforms since last November 2023 and in a limited CD version.

This is a return just over a year after the previous album Ten Minutes to Midnight, also under the same label: “On his sophomore album Canva6 further expands his field of research, conceiving a new syntax for the ever worrying digital era. The strong foundations estabilished with his "Ten Minutes To Midnight" debut collapse here in a controlled detonation, feeding a fire where every single colour of Farina's emotional spectrum is reflected. Get you first row ticket to this spectacular accident, where new ideas explode with unpredictable movements under the "Cco2" brainstorm.”

10 tracks that tend towards new electronics supported by a personal historical-musical elaboration and an undisciplined sound research that intersects structuring a complete and singular work, in a deep emotional research that translates external noise into an intimate sweetness.

This is the impression on first listening to the disc.

A record that relaxes, takes time, slows down, settling into the relationship of one self with another. Cco2 expresses, clearly, a new musical literature, concrete and elusive; a suspended vision corresponded in open endings, in an acoustic ideology that does not neglect, indeed, deepens Marco Farina's stylistic care, aesthetics and eclectic creative capacity, as intimate as it is magnetic.


Canva6 (Marco Farina), sound artist, acoustic experimenter, passionate musician!

Welcome to Tmag

Just over a year after Ten Minutes to Midnight, last November saw the arrival of Cco2: a defined sound code. When the insight, the idea behind this second album?

Hi Giulia, thanks for the welcome. 

I started working on Cco2 right after the release of Ten Minutes to Midnight

The set-up of Cco2 is actually the same as the previous album, there is always the will to create dystopian and dissociative soundscapes, make them evolve into explosions of euphoria and then leave me/them free at the end of the album to be exhausted (haha). 

On Cco2 I was therefore already clear about the target; I was only interested in keeping the same emotional spectrum as in Ten Minutes to Midnight and expand it, extend it as best I could.


I have read that for you instability is everything and nothing; your music, then, could be understood either as an abstract place where you seek your own balance by synchronising creation and experimentation, or as a decomposition that breaks/interrupts/disconnects the creative moment from the experimental need?

Your interpretation is interesting. The instability applied to my work is an element of great inspiration but also of great crisis. That is why it is everything and nothing; it fascinates me to know that in the field of experimental music I have carte blanche on every level of composition.  

The harmonic objects I use come from Pop. This is where I perceive instability. It doesn't allow me to give my music a label because Experimental I find generic, Pop is not, so what is it?


Sure!

Cco2 is a flow that oscillates between 'static agitation' and 'stable movement'; interesting how the track (10 tracks) seems to be conceived in a temporal sequentiality between beginning and end, filming its flow between speed and slowness, between waiting and breaking, order and explosion. How would you represent this work of yours; if music, if this record could turn sound into a drawing, would the lines join a figure or would they assume blurred contours?

I tend to apply onomatopoeia to my works, I don't always succeed, but each piece has a personal meaning and is always an imaginary representation of a memory, a mood, an emotion or a physical state. 

Two examples: the track "Infinite Silk" represents and suggests the suffering of an explosion, it is a very violent passage on the album, whoever listens will immediately notice that the sequence of sounds I used is very similar to the sound of an explosion, then some choruses are inserted to represent the departure of a soul. “Forever Q“, on the other hand, is a beautiful film that ends, a sun setting behind a hill on an autumn afternoon and that actually never wants to set, but will eventually set. 

I conclude by saying that if this album could draw, it would draw something of me in great detail.


Did it ever happen to you, during the making of this album, to concentrate and think (in an intimate phase of working on it) about the emotional impact of someone listening to your music for the first time?

Yes always, in fact when one of my albums comes out, my favourite part is when I discuss it with people. 

I notice that everyone always comes up with something different than the form I give my music, in fact the fantasies that are created in others are very often the opposite of mine. 

I like this so much, I find it nice that thanks to a personal representation, a listener is sometimes catapulted into his or her innermost emotions and memories.


When did you realise that your creative concept-intention coincided with your personal taste 

musical taste; that your projects represent you so intimately that they become an expression of your identity in its entirety?

It's something I've known all my life. I haven't done music for a long time. I've known since I was a child that music is my medium.  

My move from Rome to Milan allowed me to immerse myself so much in music; already in Rome I was very into it, but it was in Milan that I had the right stimuli to set to work on a musical project without rules and boundaries. 

I was in the shadows, a DJ for many years; my roots - therefore - lie in clubs, raves and surrounding situations. I have always been so curious and therefore never managed to establish myself as a producer of techno/house music etc... These are genres of music that I love and that will forever live in my DNA, but I struggle to respect their rules while tackling a composition. 

For example, I don't want to feel obliged to use a percussive section or resort to certain timbres. I want to do what I want. That's why I had to disengage myself from certain cultures and set out to explore new musical horizons. 

And that's how I ended up making this strange music. For me, curiosity is always an unmanageable thing!


How many aspects are there of you 'man' and you 'artist' within Cco2?

This duality is correct. I cannot move if I do not bring the two Marks that coexist, that move in my mind when I create music, into agreement. 

The 'man' Marco is the Marco who lives everyday life and has to cope with the complexities and pleasures of it; he has to deal with being emotional. 

The 'artist' Marco, on the other hand, is the one who studies music and must represent the essence of the 'man' Marco in the form of sound. 

Both must communicate, if they don't, there is no music... In Cco2 they communicated a lot. 

Spoiler: at this stage of life I have never seen them communicate so much, they are working on something new.


This is a wonderful surprise. We can't wait to hear more

In your creative vision, is there a kind of impatience with an excessive 'digital solution' that is simplifying musical culture and language?

Honestly, I do not know if I am able to give an answer regarding the musical language. 

The theme of the digital solution is more an aesthetic than a personal intolerance. I was very influenced by the novels of Philip K. Dick and David Foster Wallace, but also by the film “Her” and of course “The Matrix”. 

It is extremely dystopian and sometimes liminal material; it tends to isolate the individual and make him live within a simulation. (How can we not also mention, of course, “Simulacra and Simulation”). 

So, representing these issues in the form of sound is a challenge that intrigues me greatly. Perhaps the message is even more impactful in Ten Minutes to Midnight, although in Cco2 for the final part of the track "Into the Spectrum" I was inspired by the book "Infinite Jest", the loop with which the track dissolves relates to "the entertainment", that is, this cartridge with which each character is obsessed and who keeps looking at it endlessly until he becomes catatonic.


You can feel the passion, you can hear a purely electronic matrix, a punk attitude and a sonic vision aimed at an 'inverted' future; therefore, I am curious to know which record was really important for you. Same question and curiosity to know the name of an artist (if any) that you consider fundamental.

The musical shocks over the years have been many, too many, but there was a precise moment when I perceived, especially emotionally, the change of direction I mentioned earlier: from the world of raves to 'more chamber' stuff. 

In particular the arrival of a collection of works by Pauline Anna Strom entitled “Trans-Millenia Music". 

That record always manages to move something in me, I find it of such a special and powerful intensity. Especially the tracks “Energies”, “Morning Splendor” and “Gossamer Silk” (the latter especially) have the passe-partout to my deepest emotions. 

I vividly remember the way I was attracted by the record's artwork, not to mention when I first heard it, a powerful crush (as it happens, I had just moved to Milan).

Thank you Pauline and thank you RVNG Intl for bringing it back to life!


A heartfelt question, to whom do you dedicate this album?

To the insatiably curious, the romantics and artists.

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