In Focus: C2C Festival | BILL KOULIGAS

04 Novembre 2022.

Bill Kouligas suona sullo Stone Island Sound Stage - palco dedicato al progetto curatoriale Stone Island Sound, nato a supporto della produzione artistica contemporanea indipendente - al LINGOTTO Fiere di Torino per il ventesimo anniversario di C2C Festival.


Abbiamo trascorso un pomeriggio con lui sui tetti della Pinacoteca Agnelli, scendendo vorticosamente lungo l'immensa scalinata de La Pista 500.


Musica e architettura si fondono e si confondono in questi scatti di Letizia Cigliutti.



"... Per parlare dei suoni bisogna cominciare facendo silenzio. Fare silenzio. Strana espressione. Come fare architettura, quando questa descrive il vuoto attraverso le forme. Vediamo le forme e intuiamo il volume. Fuori e dentro. Silenzio e vuoto. Stessa cosa." (Dario Paini)



Musica e architettura hanno a che fare con proporzioni e dinamiche. Fare musica vuol dire "costruire" o "dare una forma"; Proprio come l'architettura, è in grado di proiettare un'immagine. Esiste qualche tecnica che rende il tuo processo di creazione musicale più "scultoreo" o "architettonico"?


Si tratta di come qualcuno possa orchestrare tutte le idee e lo spazio per comunicare un'esperienza. Costruire un rapporto intenso tra l'opera e il pubblico, inevitabilmente, presuppone un'idea architettonica.



"Il contenitore in cui si verserà la musica è il primo pensiero che si ha mentre si compone, poi vengono la passione e l'emozione in grado di plasmarla." Nel 2022, durante un TED Talk, David Byrne spiegò come l'architettura avesse innescato l'evoluzione musicale, quindi come certi tipi di musica sembrino funzionare meglio per contesti specifici. Essere un DJ significa anche viaggiare molto. Lo spazio urbano circostante e i luoghi in cui suoni ti sono di ispirazione? E se si, come?


Certamente lo fa, ed è qualcosa che personalmente prendo sempre in profonda considerazione sia in termini di espressione musicale, ma anche emotivamente.

Mi prendo sempre del tempo per esplorare l'ambiente o il contesto sociale e lo scenario generale e li uso come guida per l'immaginario che voglio creare.

Come DJ, non seguo un modello o un suono particolare. Quasi ogni set è diverso ed è sempre un riflesso della mia risposta emotiva alla posizione attuale in cui mi trovo. È un viaggio, e non so mai dove porta.




Nello specifico - non era la tua prima volta a Torino - nell'edizione dello scorso anno di C2C Festival hai suonato all'OGR, mentre quest'anno sul palco principale dell'OVAL Lingotto. Quali differenti emozioni ti hanno trasmesso questi due luoghi e quale pensi sia la chiave per entrare in empatia con il pubblico all'interno di uno spazio così ampio?


Potersi esibire di fronte a un pubblico così numeroso è un'esperienza incredibilmente potente. Le dinamiche sono così diverse, ma anche la libertà è ancora più sostanziale. Mi è difficile dirlo senza sembrare "pomposo", ma mi sono sentito estremamente rilassato nel suonare proprio perché era molto meno intimo. L'energia di una folla di queste dimensioni dà potere a tutte le sensazioni e ti permette di essere ciò che sei e di divertirti.



In musica, il ritmo è costituito da modelli di suoni legati ad un beat; consiste in una ripetizione di elementi e strutture che a volte possono essere irregolari, proprio come in architettura. Entrambe puntano a trovare un equilibrio. Come trovi il giusto compromesso tra un suono morbido ma dinamico e graffiante allo stesso tempo?


Basta essere fantasiosi, liberi di scegliere, ma bisogna anche rispettare la musica stessa, per navigare nell'esperienza complessiva.



Da dove nasce il tuo processo creativo e quando ti rendi conto di aver toccato la corda giusta? Sia nella tua musica che in quella degli artisti che fanno parte del tuo progetto, PAN Records.


Tutto consiste nel rimuovere ogni forma di ostacolo al fine di creare una vita alternativa di esperienze.





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ENGLISH VERSION


November 4th, 2022.

Bill Kouligas plays on the Stone Island Sound Stage - stage dedicated to the curatorial project Stone Island Sound, born to support independent contemporary art production - at the LINGOTTO Fiere in Turin for the twentieth anniversary of C2C Festival.


We spent an afternoon with him on the roofs of the Pinacoteca Agnelli, whirling down the immense staircase of La Pista 500.


Music and architecture melt and blend in these shots by Letizia Cigliutti.


"...To talk about sound, you have to start by making silence. Silence. Strange expression. How to make architecture when this describes the void through the forms? We see the forms, and we intuit the volume. Outside and inside. Silence and emptiness. Same thing." (Dario Paini)


Music and architecture both deal with proportions and dynamics. Music is about“building” or “giving a shape.” It projects an image, just like architecture can. Are there techniques or approaches that lead your music to have a more sculptural or architectural feeling?


It is all about how someone can orchestrate all ideas and the space in order to communicate an experience. Building an intense relationship between the work and the audience inevitably negotiates an architectural statement.


“The vessel in which one will pour the music is the first thought one has while composing, and then comes the passion and emotion to shape it.” In 2022 during a TED Talk, David Byrne explained how architecture had triggered musical evolution, then how certain types of music seem to work better for specific contexts.

Being a DJ also means traveling a lot. Are the surrounding urban space and the venues where you play inspiring for you? If so, how?


It certainly does, and it's something that I always take into deep consideration, both in terms of my musical expression also emotions.

I always allow myself to explore the social environment, social context, and general scenery and use it to guide the context I want to create.

As a DJ, I do not necessarily have a particular sound or pattern I follow. Almost every set is different, and it is always a reflection of my emotional response to the current position I am placed in. It is a journey, and I never know where it leads.


Mainly, it wasn’t the first time you’ve been to Turin. In the last year’s edition of C2C Festival you played at the OGR, but this year you played on the main stage of the OVAL Lingotto. What different feelings did they give you, and what do you think is the key to empathizing with the audience in such a vast place?


Being able to perform in front of such a large audience is a compelling experience. The dynamics are so different, but the freedom is even more substantial. I am finding it quite hard to articulate this without not sounding pompous, but I did feel highly relaxed playing because it was way less intimate. The energy of a crowd this size empowers all sensations and allows you to be who you are and have pure fun.


Rhythm in music is patterns of sounds related to a beat; it consists of a repetition of elements and structures that sometimes can be irregular, just like in architecture. Both consist in finding a balance. How do you simultaneously find the perfect compromise between something smooth but dynamic and sharp?


Being imaginative, free-flowing with your selection, and respecting the music to navigate the overall experience.


What is the foundation of your creative process, and when do you realize you’ve hit the right chord? Both in your music and that of the artists who are part of your project, PAN Records.


Everything consists in unpicking all forms of obstacles in order to create an alternative life of experiences.