t-mag UNCOVERS: ORTIGIA SOUND SYSTEM


Ortigia Sound System è un festival di musica elettronica che mescola i ritmi della tradizione mediterranea con le nuove tendenze della musica contemporanea.

Dopo il successo dell'ultima edizione, che ha portato il Festival all'attenzione nazionale, Ortigia Sound System vuole allargare gli spot mediatici nazionali e internazionali su questa preziosa città attraverso un fitto programma di musica e performance artistiche distribuite in diverse aree dell'isola.

Dal 27 luglio al 31 luglio 2022 nell’incredibile cornice dell’isola siciliana tantissimi gli artisti che si esibiranno per tutta la durata del festival.


Ne abbiamo parlato con Enrico Gambadoro (Direttore artistico), Marta Affinito e Marco Salah El Din Tantawy (Responsabili comunicazione ed ufficio stampa)



Da dove nasce la necessità di avere un proprio festival e qual è il rapporto con la musica elettronica che vi ha portati alla realizzazione del festival?


Enrico: L’ideazione del festival è avvenuta in maniera molto casuale. E’ nato durante gli anni dell’università da me e Benedetto, co-founder del festival. Abbiamo frequentato entrambi la facoltà di architettura a Siracusa. Eravamo entrambi appassionati di musica ed abbiamo iniziato ad organizzare dei piccoli eventi durante il periodo di studi. Nel tempo iniziavano ad arrivare persone dalle città circostanti e ci siamo resi conto che questi “piccoli” eventi potessero avere del potenziale da sfruttare. Ci siamo resi conto che Ortigia fosse un posto magico, con un’energia pazzesca. Abbiamo iniziato poi a riflettere sul fatto che avremmo potuto fare degli eventi che potessero far arrivare gente non solo dalla Sicilia ma anche da tutta Italia. Avevamo circa 22 anni quando abbiamo iniziato questo percorso, ora ne abbiamo 31. Posso dire che siamo cresciuti insieme ad Ortigia. Abbiamo girato in lungo ed in largo tutti i festival più all’avanguardia d’Europa. Penso che sia un festival molto autentico e indispensabile per Il territorio. Noi questo territorio lo rispettiamo, lo conosciamo e lo viviamo quotidianamente. Credo sia questa la forza di Ortigia Sound System, la consapevolezza ed il rispetto della musica e del territorio.

In che modo è cambiata la comunicazione negli anni di Ortigia Sound System?


Marco: Io sono entrato a far parte del team di Ortigia Sound System nel 2020. Anno in cui il festival non si è potuto fare. Conoscevo molto bene il festival, è stato anche il mio caso studio della mia tesi universitaria sull’utilizzo degli spazi outdoor nei festival musicali. Ho subito notato che la comunicazione fosse divisa tra italiano ed inglese a seconda di cosa si volesse comunicare. La mia prima decisione quando arrivai fu l’utilizzo totale dell’inglese nella comunicazione. E’ stata una scelta sicuramente stilistica ma anche di necessità: Ortigia veniva dall’edizione del 2019 in cui aveva attirato tantissimo pubblico fuori dall’Italia ed è stato fondamentale cambiare la comunicazione in inglese.

Marta: Penso che molto sia legato al discorso dell’accessibilità. Sono discorsi che per anni ho cercato di fare nei festival di musica elettronica in Italia, di capire effettivamente le barriere linguistiche e fino a dove potevamo spingerci con la lingua per esprimere determinati concetti. Parallelamente anche la scelta della line up, attraverso l’inclusione di tantissime persone che non sono del territorio italiano.


Ogni anno Ortigia diventa portavoce di un manifesto: quest’anno tutto ruota intorno alla parola “Mito”. Raccontateci di più:


Enrico: Abbiamo sempre portato avanti la questione del manifesto. E una cosa su cui ci è sempre piaciuto lavorare. Fa parte un po’ del “divertimento creativo”. Crediamo che sia molto divertente pensare che tutto il festival giri intorno ad una sola parola. Mito significa racconto, volevamo dar vita ad un vero e proprio nuovo racconto, un nuovo mito. Sopratutto dopo questo periodo molto complesso abbiamo voluto che questa edizione di Ortigia fosse un nuovo inizio, un nuovo racconto ed un nuovo modo di vedere il festival. C’è un patrimonio artistico, culturale ed architettonico che Ortigia Sound System lega a tutto il mondo classico che c’è dietro al territorio. Attraverso la parola “mito” abbiamo voluto riscoprire questi luoghi e questi paesaggi, che diventano gli scenari del festival delle esibizioni, delle performance. Abbiamo poi voluto legare anche una chiave iconografica contemporanea: ci sono delle sculture di un’artista palermitana fatte con una gomma particolare per legare appunto il tema dell’arcaico e del classico. Attraverso l’utilizzo di un archetipo come la colonna in chiave moderna, con l’utilizzo di colori fluo e forme totalmente scomposte.


Marco: In chiave di comunicazione il fatto di avere per ogni edizione un manifesto nuovo introdotto da un claim che diventa quasi il nome del festival la trovo una cosa estremamente particolare ed utile per dividere poi tutte le varie edizioni di Ortigia Sound System. E’ anche molto divertente perché comunque intorno a questo concept si sviluppa tutta l’identità visiva.

Marta: Ho trovato anch’io molto divertente tutto lo sviluppo della comunicazione intorno al manifesto di quest’anno perché è stato come un desiderio avverato dopo il presagio della precedente edizione “Ritornerai” in cui qualcosa di grandioso e di epico sarebbe appunto tornato. Non vedevamo l’ora di rivivere quella musica, quei luoghi e quei momenti che abbiamo vissuto prima della pandemia. Mito è una rinascita: dell’isola, del festival, del team che c’è dietro la realizzazione di Ortigia Sound System, della comunità che rinasce dalla music industry, delle persone che amano la musica. Quest’anno è un momento un po’ particolare: di ripresa ma anche smagliante. E’ stato divertente per me ricostruirlo, scriverlo e pensarlo perché è davvero un manifesto di speranza.



Perché consiglieresti Ortigia Sound System?

Enrico: Io consiglio il festival perché quello che noi cerchiamo di fare è dare un’idea ed una concezione di Sicilia ed avanguardia. Il nostro obiettivo è quello di rendere il territorio speciale attraverso la fruizione di esso, l’utilizzo di nuove tecnologie, la cura degli stage. Sono quelli i dettagli su cui noi lavoriamo per un anno al festival. Vieni ad Ortigia, vieni a scoprire una Sicilia all’avanguardia.

Marta: Io personalmente non conoscevo il festival prima di conoscere Marco che nel tempo è diventato il mio migliore amico. Come tutte le persone che sono ad Ortigia. Non è solo la line up che è bella, non è solo il cibo che è buono, non è solo il sole: è tutto quello che c’è dietro al festival: sono le persone che conosci, la base locale tradizionale del territorio di Ortigia ed il rinnovo dei giovani che migrano costantemente ogni anni verso l’isola. Quasi come un pellegrinaggio della cultura, dell’arte e della passione musicale. Quindi perché non consigliare Ortigia?

Marco: E’ tutto il senso di comunità che c’è intorno al festival, è una cosa veramente incredibile. Quest’anno in particolare sto consigliando Ortigia Sound System per la qualità del festival: della direzione artistica e della ricerca che c’è dietro. Molte cose devono ancora essere svelate: tutta la parte delle talk avrà una curatela molto interessante, tutti gli allestimenti degli stage saranno assegnati a studi di architettura e ad artisti giovani legati al mondo dell’architettura. Sarà un festival all’insegna della ricerca e dell’innovazione.



Ascolta la playlist dedicata su Spotify

The Sound Of Ortigia Sound System


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