t-mag IMO: Polifonic Festival Milano



Paul Klee è stato il primo a parlare di “polifonia" nelle arti visive, considerandola superiore a quella musicale. Secondo il pittore tedesco - che era anche un fantastico violinista - la pittura polifonica supera la musica, in quanto qui il tempo è qualcosa di più che spazio, e il concetto della contemporaneità vi si manifesta più intensamente".


Uno statement simile a quello di Klee devono averlo fatto gli organizzatori di Polifonic, ormai celebre festival giunto alla quarta edizione in Valle d'Itria, quando hanno deciso di portare il loro progetto in terra meneghina. Non una semplice preview - come quella, sempre a Milano, con la nostra amica Jessy Lanza o quella a Londra al Village Underground - ma una vera e propria edizione del festival, con la lineup più ricca e trasversale della storia di Polifonic. Non solo "high vibe music", ma anche una grande area dedicata a installazioni curate dall'Accademia delle Belle Arti e da NABA: particolarmente di impatto quelle dell'artista coreano Kalman Pool e soprattutto l'installazione di Natuzzi curata dal designer Marcantonio. Giganteschi germogli d'ulivo - albero simbolo della Puglia - alti 4 metri, caratterizzati da una superficie dorata specchiante: "Ho immaginato dei germogli giganti - ha spiegato il designer - fuori scala, per ricordarci la potenza della natura rispetto alla quale noi siamo come piccole formiche”.


Oltre alle specialità pugliesi ai food truck - in linea con il DNA del festival di connessione con il territorio e le sue eccellenze - il piatto forte di Polifonic "Made in Milano" è stata sicuramente la musica, Ça va sans dire. Dal live dei Dengue Dengue Dengue ai set di Lakuti e Rick Wilhite - protagonisti della serata del venerdì a Lampo Farini - per arrivare a mostri sacri della musica elettronica della prima e dell'ultima ora, in quel del parco Esposizioni di Novegro: Adiel, Axel Boman, Palms Trax.


E poi DJ Tennis, Jeff Mills - sentire partire Jaguar dalle mani di The Wizard vale sempre il prezzo del biglietto - fino a Seth Troxler: la sua presenza in lineup avrà fatto storcere più di qualche naso ai puristi dell'elettronica, ma il suo closing set domenicale nel Main Stage è stato un"broche de oro" di questa prima edizione meneghina di Polifonic.


Menzione d'onore infine per i sempre ottimi Hiver e Jolly Mare: quest'ultimo, con la sua live band, ha portato a Milano - insieme a pasticciotti e bombette di Alberobello - un pizzico di Puglia. Ed è in Puglia, tra amene masserie e spiagge assolate, che si rinnova tra poco più di un mese, il rendez-vous con Polifonic: l'appuntamento con la quinta edizione del festival è dal 28 al 31 luglio.



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POLIFONIC FESTIVAL

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ENGLISH VERSION


Paul Klee was the first to talk about "polyphony" in the visual arts, considering it superior to music. According to the German painter - who was also a fantastic violinist - "polyphonic painting surpasses music, because here time is something more than space, and the concept of contemporaneity manifests itself more intensely."


When they decided to bring their project to Milan, the organizers of Polifonic - now a famous festival in its fourth edition in the Itria Valley - must have made a statement similar to that of Paul Klee. Not a simple preview - like the one in Milan with our friend Jessy Lanza or the one in London at the Village Underground - but an actual edition of the festival, with the wealthiest and most transversal lineup in the history of Polifonic. Not only "high vibe music" but also a large area dedicated to installations curated by the Academy of Fine Arts and NABA: particularly impactful those of the Korean artist Kalman Pool and especially the installation by Natuzzi curated by designer Marcantonio. Gigantic olive shoots - tree symbol of Puglia - 4 meters high, characterized by a mirrored golden surface: "I imagined giant shoots - the designer explained - out of scale, to remind us of the power of nature concerning we are like little ants."


In addition to the Apulian specialties to food trucks - in line with the DNA of the festival of connection with the territory and its excellences - the main dish of Polifonic "Made in Milan" was the music, Ça va sans dire. From the live set of Dengue Dengue Dengue to the DJ set of Lakuti and Rick Wilhite - protagonists of Friday evening at Lampo Farini - to get to the sacred monsters of electronic music of the first and last hour in that of the park Exhibitions of Novegro: Adiel, Axel Boman, Palms Trax...


And then DJ Tennis, Jeff Mills, hear Jaguar start from the hands of The Wizard is always worth the ticket price. Then up to Seth Troxler: his presence in the lineup will have made more than a few noses to purists of electronics, but his closing Sunday set in the Main Stage was a "broche de oro" of this first Milanese edition of Polifonic.


Honorable mention finally for the always excellent Hiver and Jolly Mare: the latter, with his live band, brought to Milan - along with Pasticciotti and Bombette di Alberobello - a bit of Puglia. And it is in Puglia, between pleasant farms and sunny beaches, which is renewed in just over a month, the Rendez-Vous with Polifonic: the appointment with the festival's fifth edition is from 28 to 31 July.