t-mag IMO: Lost Festival 2022




Quando Franco Maria Ricci - geniale editore e grafico - ospitò Jorge Luis Borges per un periodo, gli rivelò il suo progetto di realizzare il labirinto più grande del mondo: lo scrittore obiettò saggiamente che il più grande labirinto del mondo esisteva già, ed era il deserto.

Borges era ossessionato dai labirinti: per lui, più che un luogo fisico, il labirinto è un'allegoria della complessità del mondo, la cui intelligibilità non è afferrabile usando solo la razionalità. Il Labirinto della Masone di Franco Maria Ricci - che nel frattempo ha realizzato a Fontanellato (Parma) il gigantesco dedalo che paventava a Borges - forse non è il labirinto più grande del mondo. Ma LOST (Labyrinth Original Sound Track) è sicuramente il più bel festival che si sia mai svolto in una struttura di questo tipo: più che un mero evento di musica elettronica, una piattaforma di sperimentazione capace di congiungere ricerca e arte, in una cornice unica, composta da 200mila piante di bambù.




Un progetto che è nato, concepito e ideato dal Labirinto stesso, con la rinnovata direzione artistica di Luca Giudici: per la seconda edizione, dal 17 al 19 giugno, "Giad" ha dato un taglio più "ballato" alla lineup - Lee Gamble, Gabber Eleganza, Tamburi Neri, esplosivi nel closing dj-set della domenica - rispetto al primo atto di LOST. Non è mancata però la sperimentazione e il concetto: estatico il live di Caterina Barbieri, una carezza quello di John Glacier, un act poco conosciuto dagli appassionati di musica elettronica, che speriamo di rivedere presto in giro per festival. Così come quello di Oklou: per l'artista francese era il debutto in Italia, e non vediamo l'ora di riapprezzarla il mese prossimo a Opera Festival, ai piedi dell'Etna. Una novità assoluta, non per gli adepti della techno ma per tutto il mondo, è stata poi l'esibizione della bravissima Marina Herlop: il live A/V dell'artista catalana era una world premiere.



37 artisti da 11 paesi del mondo, equamente suddivisi tra il Main stage - nella corte principale sotto la grande Piramide - il Bambù Stage e l'ameno Lost Garden, diventato per l'occasione il quartier generale - in versione chill out - di Radio Raheem. Non solo live e dj-set però a Fontanellato: a integrare e completare il progetto, il palinsesto di Extra, con il soundwalk negli spazi dell'Oasi curato da Enrico Malatesta e Glauco Salvo di MU (MU - soundwalk and sound intervention). e l'installazione sonora Drummophone, creata per LOST 2022 da Riccardo La Foresta, con dieci tamburi risonanti negli spazi della Sala delle Colonne.



"Il labirinto è andato perduto - scrisse una volta Borges - e ora non sappiamo nemmeno se siamo circondati da un labirinto, un cosmo segreto o solo un caos casuale". Quello che sappiamo però, è che non vogliamo perderci la III edizione di questo boutique festival per nulla al mondo: ci vediamo nel 2023, LOST!


Eng Version


t-mag IMO: Lost Festival 2022


When Franco Maria Ricci--genius publisher and graphic designer--hosted Jorge Luis Borges for a time, he revealed to him his plan to create the world's largest labyrinth: the writer wisely objected that the world's largest labyrinth already existed, and it was the desert.

Borges was obsessed with labyrinths: for him, more than a physical place, the labyrinth is an allegory of the complexity of the world, the intelligibility of which cannot be grasped using rationality alone. Franco Maria Ricci's Labyrinth of the Masone - who meanwhile has created in Fontanellato (Parma) the gigantic maze he feared in Borges - may not be the world's largest labyrinth. But LOST (Labyrinth Original Sound Track) is surely the most beautiful festival ever held in such a structure: more than a mere electronic music event, it is a platform for experimentation capable of combining research and art, in a unique setting of 200 thousand bamboo plants.


A project that was born, conceived and conceived by the Labyrinth itself, with the renewed artistic direction of Luca Giudici: for the second edition, from June 17 to 19, "Giad" gave a more "danced" edge to the lineup - Lee Gamble, Gabber Eleganza, Tamburi Neri, explosive in the closing dj-set on Sunday - compared to the first act of LOST. However, there was no shortage of experimentation and concept: rapturous Caterina Barbieri's live show, a caress that of John Glacier, an act little known to electronic music fans, whom we hope to see around festivals soon. So was Oklou's: it was the French artist's debut in Italy, and we look forward to enjoying her again next month at Opera Festival, at the foot of Etna. A first, not for techno followers but for the whole world, was then the performance of the very talented Marina Herlop: the Catalan artist's live A/V was a world premiere.


37 artists from 11 countries of the world, equally divided between the Main stage - in the main courtyard under the great Pyramid - the Bamboo Stage and the pleasant Lost Garden, which became for the occasion the headquarters - in chill out version - of Radio Raheem. Not only live and DJ sets, however, at Fontanellato: to complement and complete the project, the Extra schedule, with the soundwalk in the spaces of the Oasis curated by Enrico Malatesta and Glauco Salvo of MU (MU - soundwalk and sound intervention). and the sound installation Drummophone, created for LOST 2022 by Riccardo La Foresta, with ten resonant drums in the spaces of the Sala delle Colonne.


"The labyrinth has been lost," Borges once wrote, "and now we do not even know whether we are surrounded by a labyrinth, a secret cosmos or just random chaos. What we do know, however, is that we don't want to miss the 3rd edition of this boutique festival for anything in the world: see you in 2023, LOST!