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t-mag IMO: ART EXPERIENCE BY VINICIUS JAYME VALLORANI

MONSTER CHETWYND, "LYSISTRATA", Febbraio 2023,

Galerie Gregor Staiger, Milano


L’artista e performer britannica Monster Chetwyn, meglio conosciuta come Spartacus Chetwyn e ancora prima Marvin Gaye Chetwyn, tuttavia nata Alalia Chetwyn, ha tenuto lo scorso 9 febbraio una conversazione sul suo lavoro in compagnia della evergreen critica e curatrice Mariuccia Casadio e l’editrice di “flash art” Eleonora Miliani, nello spazio della Galerie Gregor Staiger di Milano, in occasione di una sua mostra personale di

disegni su carta e sculture in vetro.


Monster Chetwyn si è presentata in tuta trasparente stampata e ricamata con perle fucsia, una parrucca della Nuova Guinea fatta di canne di bambù usata per non so quale rituale (del quale comunque si porta ancora dietro ‘i profumi’), trucco nero volutamente sbafato e sandali crocs multicolore. Con grande carisma e spiccata autoironia ha raccontato di sé, del suo percorso e fare artistico, riuscendo a toccare con semplicità argomenti di complessità estremamente maggiore e tenendo il pubblico particolarmente attento.


Nello specifico ci ha raccontato di come il suo operare non sia affatto meticoloso, ma focalizzato su una modalità di lavoro che non vuole seguire le regole dettate dal controllo del sistema artistico-conservativo.

E questa sua genuinità è perfettamente riscontrabile nei suoi disegni, dove il segno segue un flusso di probabilità senza mai creare caos; in maniera quasi zen, le figure vivono lo spazio accompagnandosi, calibrandosi.


Monster Chetwyn ha ben presente che nell’atto di dipingere, come in altre forme artistiche, la convinzione diventa problematica, mentre la vulnerabilità diviene ampiezza. Sfortunatamente la mostra è terminata lo scorso 11 Febbraio ma il lavoro della Chetwyn non lo è, tantomeno quello della galleria Gregor Steiger, che tra l’altro vince il premio come miglior cortile di ingresso ad una mostra d’arte della città.





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LINDA CARRARA, GIUSEPPE ADAMO, SILVIA GIORNDANI, VERA PORTATADINO, LORENZO DI LUCIDO, FABIO RONCATO, "Se il Paesaggio è Simbolico", visitabile fino al 11/03/23,

BOCCANERA GALLERY, Milano


“Se il Paesaggio è Simbolico” è il titolo della mostra collettiva ideata e curata dall’artista Linda Carrara, la quale, nello spazio della galleria Boccanera di Milano (visitabile fino al 11 Marzo), ha invitato a collaborare alla sua ricerca artisti di gesta affini.

Giuseppe Adamo, Lorenzo di Lucido, Silvia Giordani, Vera Portatadino e Fabio Roncato, sono stati chiamati a rivelare le sinapsi pittoriche e scultoree beneficiarie del complesso e intricato elemento Natura, nella sua riserva percettibile e non.


In questa interazione di opere ed operandi, sembra che la comune dinamica che dirige certe forze individuabili in natura, come moti ed erosioni, venga costantemente fatta riemergere nelle intenzioni curatoriali e artistiche degli artisti in mostra.

Sono qualità estratte dal proprio contesto naturale ma tuttavia a noi tangibili attraverso quel processo di mimesi disturbata, rappresentazione di una memoria sfocata, a tratti impercettibile, che lavora passivamente nella esperienza di consapevolezza di noi e dell’ambiente circostante.

Questo carattere è inquadrabile nella scelta delle installazioni dei lavori all’interno dello spazio (articolato) della galleria, dove il percorso genera il ritmo dell’esperienza artistica, fino a penetrare metafisicamente, attraverso il respiro, i dettagli infiniti di ogni singolo lavoro, l’intimo della realtà osservata.





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JESSIE HOMER FRENCH, "MEMENTO MORI", visitabile fino al 04/03/23, MASSIMO DE CARLO, Milano


La Massimo de Carlo porta a Milano, dopo la risonante presenza alla scorsa Biennale di Venezia, l’artista statunitense ottantatreenne Jessie Home French, con una personale dal titolo ‘Memento Mori’ visitabile fino al prossimo 4 Marzo.

Il corpo del lavoro pittorico, principalmente in piccolo e medio formato, riunisce pragmaticamente le capacità intellettuali e sensibili dell’artista, che nella sua decennale perseveranza da ‘narratrice locale’, come lei preferisce chiamarsi, speculano su problematiche oramai diventate attuali, come la complessità della crisi climatica e le conseguenti catastrofi naturali, in accordo con un genuino senso di rigenerazione e continuità.


La sagace rivelazione delle sue scelte pittoriche riesce quasi ad avvicinarsi ad un senso di gioia del vivere anche nelle situazioni più drammatiche e tristi, come nella morte e distruzione, contestualizzando ciò che la pittura naive potrebbe solo ritrarre.

Credo che la rivoluzione qui si risolva nel ribaltamento della scelta compositiva dove l’elemento umano diventa solo decorativo, quasi marginale, di fronte alla potente presenza dell’elemento naturale, che dall’evidenza tra campiture e contrasto, viene delicatamente avviato ad un discorso quasi astratto della forma.




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FLAVIO FAVELLI, "Progetto per Fontane e altre Figure", visitabile fino al 11/03/23,

FRANCESCA MININI, Milano


Flavio Favelli presenta un corpo di lavori, nuovi e meno nuovi, alla Galleria Francesca Minini di Milano, dal titolo ‘Progetto per Fontane e altre Figure’ visitabile fino all’11 marzo.


La cifra stilistica di Favelli è ben conosciuta in Italia, tanto da essere considerato uno di quei nomi da seguire costantemente all’interno del sistema fiere-gallerie, ma per sua fortuna, l’angoscia di questo meccanismo non riveste il suo operare artistico.

Anzi, sebbene costola di un sistema commerciale, il suo lavoro fa uso di strumenti che rigettano altri interessi fatto salvo quello critico, mantenendo altresì costante un linguaggio informale riconoscibile, capace di comunicare in maniera piana e comprensibile a diverse temporalità generazionali.

Attraverso domande poste a livelli differenti, Favelli riesce tutt’ora a lavorare da traduttore (nel senso di interprete e trasportatore) tra ciò che era e ciò che sarà, e credo che sia grazie a questo ‘non detto’ anacronistico che si realizza la sua capacità di catturarci.






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EN


MONSTER CHETWYND, "LYSISTRATA", February 2023,

Galerie Gregor Staiger, Milan


British artist and performer Monster Chetwyn, better known as Spartacus Chetwyn and before that Marvin Gaye Chetwyn, however born Alalia Chetwyn, held a conversation about her work last February 9 in the company of the evergreen critic and curator Mariuccia Casadio and the publisher of "flash art" Eleonora Miliani, in the space of the Galerie Gregor Staiger in Milan, on the occasion of one of her personal exhibitions

drawings on paper and glass sculptures.


Monster Chetwyn showed up in a transparent jumpsuit printed and embroidered with fuchsia pearls, a New Guinea wig made of bamboo canes used for I don't know what ritual (of which she still carries 'the perfumes' with her), black make-up deliberately smudged and multicolored crocs sandals. With great charisma and marked self-irony, he spoke about himself, his career and artistic practice, managing to touch subjects of extremely greater complexity with simplicity and keeping the public particularly attentive.


Specifically, he told us how his work is not meticulous at all, but focused on a way of working that does not want to follow the rules dictated by the control of the artistic-conservative system.

And this genuineness of his can be perfectly seen in his drawings, where the sign follows a flow of probability without ever creating chaos; in an almost zen way, the figures experience the space accompanying each other, calibrating each other.


Monster Chetwyn is well aware that in the act of painting, as in other art forms, conviction becomes problematic, while vulnerability becomes breadth. Unfortunately the exhibition ended on February 11th but Chetwyn's work is not, much less that of the Gregor Steiger gallery, which among other things wins the award for the best entrance courtyard to an art exhibition in the city.


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LINDA CARRARA, GIUSEPPE ADAMO, SILVIA GIORNDANI, VERA PORTATADINO, LORENZO DI LUCIDO, FABIO RONCATO, "Se il Paesaggio è Simbolico", open until 11/03/23,

BOCCANERA GALLERY, Milan


"Se il paesaggio è simbolico" is the title of the collective exhibition conceived and curated by the artist Linda Carrara, who, in the space of the Boccanera gallery in Milan (open until 11 March), has invited artists of deeds to collaborate in her research kindred.

Giuseppe Adamo, Lorenzo di Lucido, Silvia Giordani, Vera Portatadino and Fabio Roncato were called to reveal the pictorial and sculptural synapses benefiting from the complex and intricate element of Nature, in its perceptible and non-perceptible reserve.


In this interaction of works and operands, it seems that the common dynamic that directs certain identifiable forces in nature, such as motions and erosions, is constantly re-emerged in the curatorial and artistic intentions of the artists on display.

They are qualities extracted from their natural context but nevertheless tangible to us through that process of disturbed mimesis, representation of a fuzzy memory, at times imperceptible, which works passively in the experience of awareness of ourselves and of the surrounding environment.

This character can be framed in the choice of installations of the works within the (articulated) space of the gallery, where the path generates the rhythm of the artistic experience, until metaphysically penetrating, through the breath, the infinite details of each single work, the intimate of the observed reality.


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JESSIE HOMER FRENCH, "MEMENTO MORI", open until al 04/03/23, MASSIMO DE CARLO, Milan


Massimo de Carlo brings to Milan, after the resounding presence at the last Venice Biennale, the eighty-three-year-old American artist Jessie Home French, with a solo exhibition entitled 'Memento Mori' which can be visited until next March 4th.

The body of pictorial work, mainly in small and medium format, pragmatically brings together the artist's intellectual and sensitive abilities, who in her ten-year perseverance as a 'local narrator', as she prefers to call herself, speculate on issues that have now become topical, such as the complexity of the climate crisis and resulting natural disasters, in accordance with a genuine sense of regeneration and continuity.


The shrewd revelation of his pictorial choices almost manages to approach a sense of joy of living even in the most dramatic and sad situations, such as in death and destruction, contextualizing what naïve painting could only portray.

I believe that the revolution here is resolved in the overturning of the compositional choice where the human element becomes only decorative, almost marginal, in front of the powerful presence of the natural element, which from the evidence between backgrounds and contrast, is delicately initiated into an almost abstract form.


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FLAVIO FAVELLI, "Progetto per Fontane e altre Figure", open until 11/03/23,

FRANCESCA MININI, Milan


Flavio Favelli presents a body of works, new and less new, at the Galleria Francesca Minini in Milan, entitled 'Project for Fountains and other Figures' which can be visited until 11 March.


Favelli's stylistic code is well known in Italy, so much so that he is considered one of those names to be constantly followed within the fair-gallery system, but fortunately for him, the anguish of this mechanism does not affect his artistic work.

On the contrary, although an offshoot of a commercial system, his work makes use of tools that reject other interests except for the critical one, while also maintaining a recognizable informal language constant, capable of communicating in a plain and understandable way to different generational temporalities.

Through questions posed at different levels, Favelli still manages to work as a translator (in the sense of interpreter and transporter) between what was and what will be, and I believe that it is thanks to this anachronistic 'unsaid' that his ability to catch us.

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