La donna è…



“Nessuna lotta può concludersi vittoriosamente se le donne non vi partecipano a fianco degli uomini. Al mondo ci sono due poteri: quello della spada e quello della penna. Ma in realtà ce n'è un terzo, più forte di entrambi, ed è quello delle donne”.

Malala Yousafzai, attivista vincitrice del premio Nobel per la pace.



Uno studio recente, condotto dai ricercatori dell’Università di Zurigo, ha rilevato che i recettori per l’ossitocina - l’ormone legato all’affettività e all’empatia - sono presenti in maggior numero nella donna. In entrambi i sessi favorisce l'attaccamento relazionale e la sua produzione viene stimolata dai contatti fisici affettuosi, o anche solo dalla vista di persone amate. Stimola inoltre l'interazione sociale, i legami e la fiducia nelle persone. Vi sarebbe dunque una correlazione tra questo ormone e la capacità di comprensione di sé e dello stato d’animo altrui.


L’universo femminile risulta essere maggiormente incline all’emotività, alla passionalità ed alla vulnerabilità rispetto a quello maschile, ma non per questo meno coraggioso e volenteroso. Nell’attuale società però - costruita dall’uomo impaurito - determinazione e audacia vengono incredibilmente considerate qualità “virili” e non universali.


Forza motrice incessante; madre di nuove possibilità. Principio d’armonia del mondo. Inizio di una nuova musica. La donna è coraggio.


L’uomo, smarrito nell’oblio delle proprie incertezze, ha ricercato costantemente frammenti di stabilità, inseguendo il potere e dominando con violenza il mondo circostante. La sua fondamentale paura verso le donne sottolinea il timore che egli prova per le emozioni ritenute “deboli”. Gli uomini si caratterizzano infatti per una marcata tendenza a dissociarsi da queste, come tentativo di conservare la percezione di sé. Temono di non essere forti, di essere umiliati, o abbandonati; temono altresì il dolore, la passione e il senso di impotenza. L’universo maschile ha cercato dunque di assumere il controllo di quello femminile, in quanto contaminato da “creature imprevedibili”, non facilmente comprensibili.



L’uomo ha piegato le ambizioni della donna, offuscandone i talenti, e ha cercato in tutti i modi di trasformarla in una distante e innocua ombra. Ma i demoni, se non affrontati, tendono a divenire sempre più grossi e pericolosi: la donna, oggi, rappresenta una sorta di magico e inquietante riflesso di come l’uomo potrebbe essere, se solo riuscisse a concederselo.



Caos e imprevedibilità non si possono governare: sovrastano l’essere, incatenandolo ai dubbi del divenire. Le emozioni inafferrabili pervadono l’anima e inquietano l’esistenza. Ma dal disordine nascono nuove realtà, e dalla polvere le stelle. La donna è amore.


Vi è anche un altro aspetto da sottolineare, l’accettazione del femminile che è presente in ogni essere umano. Perché il lato femminile è oggi represso dalla società, non solo dagli uomini, ma anche da molte donne. Occorre mostrarsi sempre egoisti e aggressivi, in una realtà sempre più spietata e individualista. Non siamo capaci di comprendere l’altro, perché lo abbiamo espulso, attraverso un’educazione ricca di stereotipi: l’uomo non può piangere; la donna non può scegliere. Dovremmo allargare i nostri orizzonti e abbracciare la dualità che è in noi intrinseca. L’incontro è una possibilità di rinascita.


Con l'inarrestabile ascesa e affermazione del ruolo della donna nella società, la speranza è che le nuove generazioni nascano in un contesto socio culturale che parte dal presupposto che donne e uomini hanno stesso valore e possibilità”.

Raffaella Ferrari, Medico Psichiatra


In un tempo non troppo lontano, soltanto gli uomini potevano ambire a una carriera di successo e a ricoprire un ruolo prestigioso nella società. Non vi erano donne fra i musicisti professionisti e molte delle loro opere rimasero anonime fino al Seicento. Era solo nei conventi o in alcune prestigiose famiglie che le donne venivano iniziate a un’istruzione musicale che andava oltre il passatempo: ne è un esempio Francesca Caccini, figlia di Giulio Caccini, importante compositore e membro della Camerata de’ Bardi di Firenze.




Francesca Caccini nasce nella corte Medicea e all’età di tredici anni riesce a esibirsi in pubblico come cantante in un’opera di suo padre L’Euridice, in occasione del matrimonio di Maria dei Medici con Enrico IV, Re di Francia. Venne immediatamente notata per la sua bellissima voce e richiesta anni dopo, dalla stessa Maria dei Medici, alla corte del Re. Tuttavia, Francesca non poté accettare per via di una obiezione da parte del Duca di Firenze. Diventerà successivamente la musicista più pagata alla Corte Medicea. Francesca Caccini, grazie alle sue opere Il Primo Libro delle Musiche a una e due vocie “La liberazione di Ruggiero dall’isola d’Alcinache”, divenne la prima compositrice femminile d’opera oltre che una delle compositrici più prolifiche del suo tempo.


Da qui iniziò un lungo e tortuoso percorso di emancipazione e autodeterminazione dell’universo femminile, fino ad allora controllato ed emarginato dall’angoscia maschile.


Ha scalato la montagna più alta - quella dell’ignoranza - e ha raggiunto, con fatica, la vetta del mondo. La donna è volontà.


Maria Anna Mozart, sorella di Wolfgang Amadeus Mozart, venne considerata un diamante grezzo, perché nonostante la sua eccelsa bravura nella composizione ed esecuzione musicale, non riuscì ad esprimere tutto il suo potenziale. Suonò con il fratello in tutta Europa, fino all’età di 18 anni, quando inspiegabilmente il padre Leopold, anch’egli musicista, decise di porre fine alla sua carriera. Maria Anna non poteva surclassare i due uomini Mozart in un’epoca in cui avrebbe dovuto semplicemente accudire il proprio uomo. Nonostante ciò, la giovane compositrice rimase un punto di riferimento per Wolfgang e lo accompagnò in quel percorso che lo porterà a divenire uno dei musicisti più famosi di tutti i tempi.


Clara Rockmore, Delia Derbyshire, Daphne Oram, Eliane Radigue, Bebe Barron, Pauline Oliveros, Maryanne Amacher, Wendy Carlos, Suzanne Ciani e Laurie Spiegel, furono le prime donne ad approcciare, nei primi anni del 1900, al nuovo mondo della musica elettronica. Questo, infatti, non veniva ancora preso seriamente in considerazione dagli uomini: i computer erano nelle mani delle banche e dei militari, non erano visti come oggetti per la sperimentazione musicale. Ma le mani sensibili delle donne sono riuscite a trasformare questi freddi strumenti in nuovi caldi mezzi per comunicare, attraverso spiazzanti melodie, messaggi di speranza e condivisione.



Margaret Keane dimostrò fin da bambina la sua grande passione per il disegno, raffigurando principalmente donne, o bambini con occhi particolarmente grandi. Nel 1955 Margaret sposò l’affascinante pittore Walter Keane, il quale iniziò ad occuparsi fin da subito della vendita dei quadri di sua moglie, appropriandosene la firma. I due erano inizialmente d’accordo, in quanto erano gli anni Sessanta e una donna che dipingeva era considerata di valore inferiore rispetto a un uomo. Margaret dedicava alle sue tele ormai circa sedici ore al giorno senza sosta, né gloria. I due si lasciarono nel 1965, e cinque anni dopo la Keane, stanca di vivere nella penombra, rivelò in una radio di Honolulu di essere lei l’artista dietro le tele dei celebri Big Eyes e citò in giudizio l’ex marito. Finalmente le furono attribuiti tutti i suoi meriti.



Donatella Versace è la protagonista di oltre mezzo secolo di moda: ha affrontato vette e precipizi, riuscendo a portare il marchio Versace in cima al mondo. Diva e guerriera, lacerata dal dolore per la perdita dell’amato fratello Gianni, non ha mai smesso di combattere. Divenuta nel tempo sempre più tenace e consapevole, la stilista ha salvato se stessa e ha confermato il successo globale del suo brand facendo scelte alquanto coraggiose. Legatissima al mondo della musica, amica di numerose pop star, ha avuto sempre il grande desiderio di unire i suoi due mondi: quello degli abiti e quello delle melodie. Prince, Madonna, Elton John: questi sono solo alcuni dei nomi esibitisi nelle sfilate Versace. Dalla Calabria a Hollywood. Dal passato al futuro. Colori e emozioni. Donatella Versace è divenuta leggenda.


Ha camminato a lungo dietro le spalle dell’uomo. Ha combattuto per sé e per gli altri. La donna è forza, e senza di essa nulla potrebbe esistere.



Il cambiamento nasce da un malessere, da una condizione che non ci fa star bene. Si attiva tramite la consapevolezza e la conoscenza profonda di sé.

L’universo è in continua evoluzione e movimento e i tentativi di restare legati ad una situazione stabile, nella speranza che non evolverà mai, sono destinati a fallire.


È arrivato il momento di superare gli stereotipi e di abbandonare concetti arcaici e ormai obsoleti: l’uomo deve imparare ad accettare se stesso, guardandosi dentro, per poter abbracciare totalmente il proprio essere emotivo.


È ora di indirizzare il nostro cammino verso un futuro migliore.

Ascoltiamo le donne e apprendiamo l’arte della consapevolezza. Conosciamoci e conosciamo.


La vita è un cambiamento continuo.