“LA DISCOTECA” nel futuro distopico di Jacopo Miliani



In un futuro distopico
le discoteche hanno perso la loro funzione
aggregativa e sono diventati luoghi
di controllo dell’intimità interpersonale...


Jacopo Miliani, artista e regista fiorentino, è l’ideatore del progetto vincitore dell'ottava edizione di Italian Council: la discoteca. Questo surreale lavoro cinematografico consiste in una grande installazione audio-video composta dalla proiezione del film omonimo e dalla scultura luminosa al neon “Babilonia”, oltre che da una pubblicazione monografica contenente materiali della pellicola e della ricerca a essa inerente.


La discoteca nasce in collaborazione con APS Arcigay Il Cassero / Gender Bender Festival; Bottega Bologna; If I Can't Dance, I Don't Want To Be Part of Your Revolution e Run by a group / Openspace.


La vicenda del film è ambientata in un futuro distopico e buio, in cui un’autorità non

ben identificata proibisce severamente di dare libero sfogo alle emozioni e il ballo, in quanto forma pura di libera espressione, viene dunque fortemente regolamentato e quasi proibito. Ogni mattina, un’applicazione digitale - situata all’interno delle abitazioni delle persone - controlla il loro stato emozionale; qualora questa percepisse delle intense vibrazioni, la punizione consisterebbe nell’essere trasformati in rose, simboli di perfezione e entità che soggiornano tra la vita e la morte.

Alcuni esseri umani vengono poi accuratamente scelti da questa misteriosa applicazione virtuale per partecipare a una speciale serata in discoteca, dove non vi è più traccia del divertimento e dell’imprevedibile. Essa è infatti divenuta luogo destinato a consumare un rituale finalizzato unicamente alla riproduzione, attraverso un atto rigorosamente controllato. Il Babilonia, questo è il nome della discoteca, è abitato da una regina-tiranna: Sylvester (Eva Robin’s) e dai suoi aiutanti queer che illustrano le regole da compiersi. Sulla pista da ballo, Ermes (Pietro Turano) e Didi (Eugenia Delbue) - due giovani anti-eroi - troveranno nei propri gesti e ricordi la possibilità di una diversa e sorprendente trasformazione.

Il corpo al centro dell’esperienza

Miliani propone una narrazione aperta in costante dialogo con lo spettatore riguardo ad argomenti come la costruzione dell’identità, la sfera della sessualità, la fluidità di genere, il rapporto tra le scelte personali e quelle imposte dalla società. Il film non vuole essere un documento diretto del tempo che stiamo vivendo, ma attraverso l’arte e la creatività vuole porre domande e stimolare interpretazioni. Il corpo viene posto al centro dell’esperienza non solo visiva, ma anche fisica dello spettatore. L’uomo è al centro del progetto.


Affrontando per la prima volta il linguaggio del cinema ho trovato una guida in svariati riferimenti cinematografici e ho voluto mischiarli con citazioni della cosiddetta “cultura mainstream”, in quanto entrambi fanno parte del mio immaginario. Mi sono anche lasciato guidare dal simbolismo dei fiori

e da visioni oniriche e surreali, con il fine di proporre una narrazione aperta e in costante dialogo con lo spettatore. Ho voluto raccontare la discoteca non come uno spazio sociale, ma come il luogo intimo di un’esperienza che, seppur personale, per potere esistere necessita sempre di una condivisione. Si tratta di un viaggio in un’altra dimensione dove la notte non sostituisce il giorno, ma lo sospende”.

Il film La discoteca ha trovato la location principale nel Kontiki di Vigarano Mainarda, inaugurato

nel 1974 nel ferrarese, diventato un grande salotto musicale per artisti come Cocciante, De André, Renato Zero e Donna Summer.

“Non è importante dove si arriva, ma la trasformazione. Mi piacerebbe che guardando il film lo

spettatore perdesse il controllo delle definizioni che lo circondano e iniziasse a danzare anche semplicemente chiudendo gli occhi e immaginando di “ballare con chi vuoi tu come vuoi tu”.


Il Neon

Appositamente per il film, Jacopo Miliani realizza la scultura luminosa al neon: Babilonia, parte integrante del set cinematografico, è uno spazio composto da un insieme di voci, idee, linguaggi e identità fluide.

Cast artistico

Thomas Costantin, artista della scena musicale milanese, firma le musiche originali

create appositamente per il film. Costantin vanta numerose presenze a livello internazionale ed è stato consulente musicale di prestigiose case di moda e realtà d’arte quali Gucci, Dior, Versace, Saint Laurent, Biennale Venezia, Pirelli Hangar Bicocca. Dal 2021, inizia un nuovo capitolo come cantautore in italiano, realizzando i singoli “Berlin” e “La città si svuota”.

Annamaria Ajmone ha collaborato alla stesura della partitura coreografica presente nel film; la fotografa Sara Scanderebech ha prodotto tutte le foto della cartella stampa; la supervisione dei costumi è stata affidata alla stylist e costumista bolognese Valentina Cencetti; l’artista e graphic designer Alessandra Mancini ha seguito tutto il progetto grafico e firma la locandina del film.

Il Libro

Jacopo Miliani, La discoteca, 2021,

Courtesy l'artista e il Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci, Prato


La discoteca è anche una pubblicazione edita da Viaindustriae publishing con la progettazione

grafica di Alessandra Mancini. Il volume - organizzato in diverse sezioni che mirano a evidenziare come le discoteche possano essere interpretate quali contesti di contaminazione, trasformismo e gestualità dal forte potenziale politico e sociale - accoglie una ricca selezione di oggetti e locandine che testimoniamo la scena della discoteca italiana dagli anni ‘70 al 2000.

La discoteca come mondo parallelo


La discoteca nasce come luogo di aggregazione negli anni ’70 e si trasforma presto in uno spazio eterogeneo, fatto di idee e culture, in cui le etichette sociali non contano più nulla. La musica “bianca” si fonde con quella “nera”; i ragazzi diventano i protagonisti assoluti della notte; le persone si incontrano, ascoltano e vivono. Da New York a Londra, da Francoforte a Ibiza; dalla Disco music alla techno: la musica elettronica è un’energia dinamica, viva, che unisce e dà voce a tutti, senza discriminazione. Un mondo parallelo abitato da uomini e donne liberi, che non guardano più l’altro per giudicarlo, ma per conoscerlo e accoglierlo. Chi vive il club esplora se stesso e nessuna applicazione al mondo potrà toglierci il diritto di essere, né oggi né domani. Il futuro non ci fa paura.



“La discoteca” progetto vincitore dell'ottava edizione di Italian Council, programma di promozione dell’arte contemporanea italiana nel mondo della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura (MiC). Coordinato e prodotto dall'associazione culturale Nosadella.due con la curatela di Elisa Del Prete e Silvia Litardi del direttivo curatoriale NOS Visual Arts Production. Il progetto nasce in collaborazione con APS Arcigay Il Cassero / Gender Bender Festival; Bottega Bologna; If I Can't Dance, I Don't Want To Be Part of Your Revolution; Run by a group / Openspace.