IN FOCUS: Volantis x Magazzini Generali



Ultimo appuntamento della stagione per i Magazzini Generali. Volge al termine una stagione ricca di buona musica ed artisti di altissimo livello in uno dei club che hanno fatto e continuano a fare la storia del clubbing italiano.


L'ultimo saluto lo diamo attraverso le parole di colui che è stato una delle colonne portarti di questa stagione. Abbiamo parlato con il dj e produttore Volantis che ha avuto uno dei ruoli più importanti all'interno del club: la residency.


Il DJ resident è infatti responsabile della linea musicale del club, ed in parte, quindi, dell'immagine e messaggio che viene proiettato. In un'epoca di DJ superstar che ottengono la maggior parte dell'attenzione, crediamo che invece la residenza sia il punto di partenza necessario ed indispensabile per la riuscita di un party ed in questo caso di un'intera stagione.






La stagione dei magazzini è volta al termine e tu sei stato il dj resident principale di questi mesi. Cosa rappresentano per te i magazzini e che energia emanano rispetto ad altri club?

Ho diversi ricordi di quando andavo le prime volte nei club e pensavo: quanto mi piacerebbe essere dall'altra parte della console! Più volte questa cosa è successa quando a diciotto o diciannove anni andavo ai Magazzini e la prima volta che ci ho suonato ero super emozionato.

Come tutti i Club di Milano negli anni ha subito diverse evoluzioni e dal 2018, quando ho iniziato la mia residency, credo sia tornato ad essere uno dei punti di riferimento per i grandi artisti di musica elettronica a Milano. L'energia che ho ogni volta che suono è indescrivibile. Con il nuovo impianto LA Acoustic quello che suoni arriva e le persone possono godersi appieno ogni sfumatura delle tue sonorità.

Quali sono le emozioni che provi nel dover aprire la serata ad un artista ampiamente affermato, che magari hai seguito per tutta la tua crescita musicale? Senti di avere qualche responsabilità o ti lasci completamente andare? Io amo iniziare a suonare con la pista vuota e finire con la gente nel pieno del suo divertimento.

Aprire a grossi artisti internazionali è da una parte un onore e dall'altra una bella responsabilità: non tanto nei loro confronti quanto più nei confronti di chi mi lascia questo compito e nei confronti di chi viene a sentirli e ha delle aspettative su tutto lo show proposto durante la serata. Sono sempre stato un amante della musica molto trasversale e negli anni ho costruito un mio suono. In questo modo riesco a godermi la mia proposta riuscendo ad integrarmi senza snaturarmi ad ognuno degli eventi.

Essere resident ti permette sicuramente di sperimentare molto, dovendoti confrontare sempre con grandi artisti molto diversi tra loro e di conseguenza, con pubblici diversi. Come si svolge la ricerca e la selezioni dei dischi per ognuno?

Da quando ho iniziato a fare il Dj ci sono stati diversi periodi in cui ho ascoltato e mi sono appassionato a tanti generi diversi. Sia nell'ambito dell'elettronica, sia nell'ambito di quei generi di cui l'elettronica è figlia. Ho un grosso catalogo di musica che va dall'afro alla techno, passando per downtempo, disco, house ed elettronica ed in ognuno di questi generi riesco a trovare quei dischi con atmosfere romantiche e sognanti che fanno da filo conduttore durante i miei set. Con questa filosofia sono sempre riuscito (o almeno spero) a creare la giusta atmosfera prima di ognuno degli artisti con cui ho condiviso la console da Jon Hopkins a Kerri Chandler.



Da qualche anno hai anche fondato la tua etichetta "Alzaya" insieme a Nicodemo. Come dividi il tuo tempo e le tue energie fra l'attività di Dj e il ruolo di label manager?

Alzaya racchiude la filosofia che ho appena raccontato ma in ambito di produzione. Il focus è fare delle citazioni a generi musicali che hanno fatto la storia rivisitandoli, rendendoli contemporanei e non una copia di qualcosa che è già stato. Questo progetto è la nostra massima espressione artistica. Nicodemo, oltre che essere un fratello, è anche la persona con cui ho più sviluppato un gusto musicale comune e Alzaya ci da modo di connetterci con artisti, promoter e addetti ai lavori che hanno un approccio simile al nostro, che apprezzano il nostro lavoro di label manager e la nostra proposta musicale come Djs. Stiamo lavorando su parecchi progetti in cui sentiamo di poterci esprimere appieno e che non vediamo l'ora di condividere con artisti che ci piacciono in giro il mondo.

Negli ultimi anni, soprattutto a causa della pandemia, si è parlato spesso di dare più risalto ai resident anziché puntare automaticamente sui grossi nomi (spesso) stranieri. Cosa ne pensi? è il caso di dare più spazio a dj minori, ma "di casa" o continuare a puntare su nomi che hanno più risonanza? La musica è musica e dal mio punto di vista vale tutto. Credo che sia giusto valorizzare chi se lo merita ma dipende da che punto di vista guardi la questione.

Se sei un promoter devi fare un balance tra proporre qualcosa di bello e qualcosa che venda. Se sei un dj e/o un producer, resident o non resident non importa, devi trovare il modo di far conoscere la tua proposta e di renderla appetibile per chi spende dei soldi così da darti la possibilità di salire sul palco. Quello che posso dire è che ogni artista deve avere il tempo necessario per potersi esprimere al meglio, e che una volta che la gente è sul dancefloor non importa chi sia il più conosciuto ma chi riesce ad empatizzare meglio con il pubblico

C'è qualche ricordo in particolare, divertente o emozionante, legato a questa stagione? Purtroppo questa stagione con il Covid di mezzo è stata breve, ma uno dei ricordi più belli di sempre legato a Magazzini è stato quando ho suonato con DVS1 e Marcel Detmann.

DVS1 è una leggenda vera e propria, uno di quelli che ha fatto una carriera veramente integra e dedita alla musica senza compromessi. Durante il mio set è stato dietro di me, in disparte e dopo aver suonato si è avvicinato e mi ha detto "Amico mio tu hai qualcosa. Questa sera mi sono goduto più il tuo set che il mio. Grazie."

I complimenti fanno sempre piacere, ovviamente, ma in quell'occasione mi sono emozionato ed è stato uno di quei momenti (fondamentali) in cui dentro di me mi sono detto che evidentemente qualcosa di buono lo sto facendo!


Descrivi i Magazzini Generali con una parola e dici perchè. STORIA Perchè sono l'unico club aperto dal 1995 a Milano, che ha visto passare mode e generazioni senza cambiare sede e senza cambiare brand. Scegli 5 tracce che per te raccontano i magazzini generali

(le inseriremo nella nostra playlist "The Sound of Magazzini Generali") Ho fatto un check della playlist! :) Qui sotto trovi un disco mio e di Nicodemo e alcuni dischi che ho apprezzato negli anni, di artisti con cui ho avuto l'occasione di suonare ai Magazzini durante la mia residency: Volantis & Nicodemo - Spaziotempo DVS1 - Black Russian Ricardo Villalobos - Lazerpresent Ellen Allien & Apparat - Jet Bonobo - Cirrus



Stasera ultimo appuntamento della stagione dei Magazzini Generali con

BLACK COFFEE

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Ascolta la playlist Spotify dedicata - "The Sound Of Magazzini"