In focus: Polifonic Festival Milano | NICOLA MAZZETTI

Updated: Jun 15


Nicola Mazzetti è un volto familiare per i Dj e gli appassionati di musica elettronica (e non solo). Nel 2009 Nicola infatti ha aperto Serendeepity, negozio di dischi in zona Navigli a Milano che, nell’arco di pochissimo tempo, è diventato una vera e propria istituzione, richiamando un pubblico sempre più eterogeneo e internazionale. Lo abbiamo raggiunto proprio a Serendeepity per farci raccontare del suo lavoro come proprietario di un negozio di dischi, ma anche del suo punto di vista privilegiato come Dj, attento osservatore e frequentatore della nightlife milanese. Proprio Milano sarà palcoscenico internazionale della musica elettronica dal 10 al 12 giugno grazie a Polifonic, festival che presenta una line up eccezionale e che, sabato, vedrà sul palco anche Nicola Mazzetti. In questa intervista, Nicola offre più di uno spunto interessante sul mondo del vinile, su Milano e sul periodo che sta vivendo il clubbing nella città.



Ciao Nicola, iniziamo parlando della tua esperienza con Serendeepity.


Ho aperto Serendeepity nel 2009. L’esperienza di questi anni è sicuramente legata al mercato del vinile, di conseguenza l’aumento della visibilità del vinile a livello globale ha aiutato molto. Da quando noi abbiamo aperto c’è stata un’ascesa costante di questo mondo che non è più solo legato a collezionisti, Dj o addetti ai lavori, ma sta includendo sempre di più gente che fa altro nella vita, ma che sta ritrovando il piacere e il bello di comprare dei dischi.

Siamo principalmente un negozio di dischi però vendiamo anche altre cose: apparecchiature, libri e vintage.





Da quando è nato Serendeepity è diventato un punto di riferimento per i Dj e gli appassionati di musica anche al di fuori di Milano. Quali sono le sfide maggiori che senti di dover affrontare per accontentare un pubblico tanto ampio?


La sfida è stata fin dall’inizio riuscire a mandare avanti questa realtà, tutto il resto viene con molta naturalezza. Io faccio il mio lavoro che è molto complesso, ma al tempo stesso relegato a poche semplici cose, sostanzialmente gli acquisti e la selezione musicale che poi la gente trova qua. Quindi la sfida è sicuramente accontentate i gusti di più gente possibile, allo stesso tempo mantenendo la nostra identità sulla selezione musicale che abbiamo. Ad esempio, fino a qualche anno fa non avevamo reparti pop o hip-hop, che oggi invece sono tra i reparti che vendono di più proprio perché c’è stato un aumento di visibilità del vinile. In più siamo in una zona di grande passaggio che nel weekend si riempie di gente che compra questo genere di musica che, quando avevamo aperto, non trottavamo. Però l’aggiunta di questi generi non ha tolto spazio ad altro quindi la nostra ricerca va sempre nella direzione della nostra identità e del nostro gusto. Ci sono altre cose che non ci interessano, ma che vendiamo lo stesso perché diamo un servizio alle persone e sarebbe stupido non averle.





Immagino che essere esposto costantemente a nuovi stimoli ti abbia anche influenzato come dj, hai dei punti fissi quando suoni o ti lasci stimolare da quello che ascolti in un determinato periodo?


Sono totalmente influenzato. Allo stesso tempo il mio lavoro qui a Serendeepity è un servizio per gli altri. La mia figura come Dj è ovviamente influenzata dalla ricerca musicale che chiunque faccia il Dj, più o meno, fa.

Il fatto di avere il negozio non mi differenzia così tanto dagli altri. Sicuramente ho il dovere di ascoltare un sacco di musica, perché occupandomi per il negozio dell’acquisto di roba di tanti generi diversi, devo ascoltare la maggior parte di quello che compro. Per me stesso facci della ricerca, ma è una minima parte e non è direttamente il frutto della ricerca che faccio per il negozio.


Per Polifonic dividerai il palco con dj e artisti di fama internazionale, come ti fa sentire l’idea?


Mi fa sentire bene per quanto riguarda la città perché sicuramente è un festival che a Milano, per come è strutturato, non si era mai visto. Ce ne sono stati altri che hanno avuto delle bellissime line up, bellissime situazioni anche se magari meno che in altre città. Polifonic è entusiasmante da questo punto di vista ed è bello vedere un cartello con tutti questi artisti insieme e ancora più bello essere coinvolto. Però la mia soddisfazione personale conta meno per me rispetto alla soddisfazione di vedere una cosa così su Milano. Se fosse in un altro paese sarei contento di andarci a suonare però la cosa più bella è proprio che sia qua, è emozionante.


Dopo anni Milano torna a essere palcoscenico internazionale della musica elettronica, a tuo avviso come si è evoluta in questi ultimi anni la scena del club nella città?


Sicuramente questo è il momento per chi si mettesse in testa di organizzare qualcosa perché c’è bisogno in questa città. C’è un discreto movimento di turisti, magari un turismo che rispetto ad altre città è meno legato alla musica e al clubbing. Situazioni come Polifonic possono dare alla nostra città una visibilità all’estero e quindi aiutare in tutti e due i sensi: sia il pubblico a conoscerci e quindi a venire qua per determinate manifestazioni e anche chi organizza a trovare un po’ più di sicurezza e di mentalità per organizzare qualcosa, piccolo o grande che sia. Anche a livello di club non ci sono tante situazioni. Sì, sono in in evoluzione con varie organizzazioni però non ci sono davvero tanti luoghi dove fare clubbing o anche semplicemente ascoltare musica dal vivo che non siano concertoni. Nel piccolo sono poche le realtà o quasi assenti.


Da cosa pensi che dipenda?


Evidentemente non viene dato tanto spazio da parte di chi ha dei locali che pensa di più alla “Milano da bere” e meno a creare luoghi culturalmente e musicalmente interessanti. Non c’è questo interesse in generale. Se vai in altre città la musica dal vivo nei locali o nei bar è molto più presente. Qui in negozio entrano turisti a chiedermi dove si può andare a bere qualcosa e ascoltare delle musica e spesso non so cosa rispondere. Sono davvero difficili da trovare queste situazioni a Milano.





Qual è l’artista che sicuramente ascolterai durante Polifonic?


Me stesso di sicuro! Sono incuriosito da Katatonic Silentio perché lavora qui da noi ormai da quasi un anno, ma non l’ho ancora mai sentita dal vivo. Ormai ci conosciamo personalmente, lei mi ha sentito in qualche serata. Io faccio solo il Dj, lei fa sia Dj che live. Sarà molto interessante per me. Poi io suono in uno slot con Paramida e Francesco del Garda. Anche Francesco non l’ho mai sentito durante una serata, ma l’ho conosciuto di recente quindi sarà bello rivedersi. Ce ne sono tanti anche contemporaneamente. Bisognerò riuscire a prendere delle decisioni tra uno stage e l’altro.



t-mag è media partner di Polifonic

POLIFONIC FESTIVAL MILANO

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ENGLISH

Nicola Mazzetti is a familiar face for DJs and fans of electronic music (and not only). In 2009 Nicola opened Serendeepity, a record store in the Navigli area of Milan that, in a very short time, has become a real institution, attracting an increasingly heterogeneous and international audience. We joined him in Serendeepity to tell us about his work as the owner of a record shop, but also about his privileged point of view as a DJ, an attentive observer, and a frequenter of the nightlife in Milan. Milan will be on the international stage of electronic music from 10 to 12 June thanks to Polifonic festival that presents an exceptional lineup and that, Saturday, will also see Nicola Mazzetti on stage. In this interview, Nicola offers more than an interesting insight into the world of vinyl, Milan, and the period of clubbing in the city.

Nicola, let’s start talking about your personal experience with your record store Serendeepity.


I opened Serendeepity in 2009. The experience of these years is linked to the vinyl market, so the increase in the visibility of vinyl at a global level has helped a lot. Since we opened there has been a constant rise of this world that is no longer just related to collectors, DJs, or insiders, but is including more and more people who do something else in life, but are rediscovering the pleasure and the beauty of buying records.

We are mainly a record store but we also sell other things: equipment, books, and vintage.


Since it was born Serendeepity has become a point of reference for DJs and music fans even outside Milan. What are the biggest challenges you feel you have to face to please such a large audience?


The challenge was from the beginning to succeed in keeping this reality going, everything else comes very naturally. I do my very complex work, but at the same time relegated to a few simple things, basically the purchases and the music selection that people then find here. So the challenge is of course to please the tastes of as many people as possible, while at the same time keeping our identity on the music selection we have. For example, until a few years ago we had no pop or hip-hop departments, which today are among the departments that sell more because there has been an increase in the visibility of vinyl. In addition, we are in an area of great passage that on the weekend is filled with people who buy this kind of music that, when we opened, we did not trot. But the addition of these genres has not taken away space from other so our research always goes in the direction of our identity and our taste. There are other things that we don’t care about, but that we sell anyway because we give people a service and it would be stupid not to have them.


I guess being constantly exposed to new stimuli has also influenced you as a DJ, do you have fixed points when you play or let yourself be stimulated by what you listen to in a certain period?

I am totally influenced. At the same time, my work here in Serendeepity is a service to others. Of course, my figure as a DJ is influenced by the musical research that anyone who plays the DJ, more or less, does.

Having the store doesn’t differentiate me that much from the others. I have to listen to a lot of music. Since I have to shop for the stuff of many different genres, I have to listen to most of what I buy. For myself, do some research, but it’s a small part and it’s not directly the result of the research I do for the store.

At Polifonic you will share the stage with internationally renowned DJs and artists, how does the idea make you feel?


It makes me feel good about the city because it is a festival, as it is structured, you had never seen in Milan. There have been others who have had beautiful line ups, and beautiful situations even if maybe less than in other cities. Polifonic is exciting from this point of view and it is nice to see a sign with all these artists together and even more beautiful to be involved. But my satisfaction counts less for me than the satisfaction of seeing something like this in Milan. If it were in another country I would be happy to go and play but the best thing is that he is here, it’s exciting.


After years Milan returns to be the international stage of electronic music, in your opinion how has the club scene evolved in recent years in the city?


Surely this is the time for those who think to organize something because there is a need in this city. There is a fair movement of tourists, maybe tourism that compared to other cities is less related to music and clubbing. Situations like Polifonic can give our city visibility abroad and thus help in both ways: let the public know us and then come here for certain events and even those who organize to find a little more security and mentality to organize something, small or large. Even at the club level, there are not many situations. Yes, they are evolving with various organizations but there are really not many places to clubbing or just listen to live music that is not huge concerts. In the small are few or almost absent realities.


What do you think that’s about?


Evidently it is not given so much space by those who have clubs who think more about the "Milano da bere" and less to create culturally and musically interesting places. There is no such interest in general. If you go to other cities, live music in clubs or bars is much more present. Here in the store tourists come in to ask me where you can go for a drink and listen to music and I often do not know what to answer. It is really hard to find those situations in Milan.

Which is the artist you will listen to during Polifonic?


Myself for sure! I am intrigued by Katatonic Silentio because she has been working here for almost a year now, but I have not heard her live yet. Now we know each other personally, she heard me on a few nights. I’m just a DJ, she’s a DJ and live performer. It’s going to be very interesting for me. Then I play in a slot with Paramida and Francesco del Garda. I have never heard of Francesco playing live, but I met him recently so it will be great to meet each other again. There are many artists who play at the same time. I will have to be able to make decisions between stages.