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In Focus: Berlin Atonal 2023 | UPSAMMY

Upsammy (aka Thessa Torsing) suona al Globus per il Berlin Atonal 2023. Il festival celebra la sua prima edizione completa in oltre quattro anni, sperimentando un nuovo formato biennale esteso. È passato un decennio da quando il BA ha trovato la sua nuova dimora all'interno del Kraftwerk. Oggi sembra impossibile immaginarselo altrove. La mostra "Universal Metabolism", che si svolge durante la settimana, fa da ponte a due weekend carichi di concerti, DJ set, spettacoli audiovisivi e installazioni. Se il festival riesce nell’intento di unire performance uniche e all’avanguardia con la più ricercata scena clubbing internazionale, il progetto "Universal Metabolism", dal canto suo, sfida ulteriormente il potenziale creativo del Kraftwerk, proseguendo e ampliando la sperimentazione formale di "Metabolic Rift" (la mostra seminale svoltasi nel complesso industriale nel 2021). Una miscela riuscita, visionaria nonostante l’esemplare coerenza con la tradizione dell’Atonal.


Abbiamo trascorso un pomeriggio con Thessa tra le strade che circondano l'ex centrale elettrica di Mitte.

Musica e architettura si fondono e conversano tra loro in questi scatti di AGF.



Passeggiando per Karl Marx Allee e Schillingstraße, ci soffermiamo davanti ad alcuni degli edifici più emblematici della città. Kino International, Cafe Moskau, Kosmos. Ampie facciate in vetro e sobrie forme geometriche caratterizzano gli edifici moderni dell'epoca della DDR. Qui, gli ornamenti monumentali del classicismo socialista lasciano il posto a uno stile più funzionale. Una sensazione di desolazione stranamente rasserenante pervade le strade. Attraversiamo Jannowitzbrücke. Bottiglie vuote costeggiano il marciapiede mentre oltrepassiamo il KitKat e giriamo a sinistra su Köpenicker Straße. Come di consueto, una sfilza di persone fa la fila al negozio di kebab all'angolo. Si distinguono almeno cinque lingue diverse mentre i clienti affamati si scambiano soldi e döner. Lì, nel cuore di Berlino, si trova un gioiello architettonico nascosto. Osservando il design della facciata moderna e un po' scialba del Kraftwerk, nessuno potrebbe mai immaginare di trovare al suo interno una cattedrale di cemento lunga 100 metri e alta 20. Una manifestazione paradigmatica della ricca storia industriale di Berlino, nonché della sua continua metamorfosi.



Hai assistito a qualche esibizione all'interno del Kraftwerk? Quali emozioni ha suscitato in te l'edificio? L'esperienza fisica di questo spazio (soprattutto prima della tua performance) ti ha per caso indotto in un stato mentale particolare, permeando così il tuo set?

Upsammy: Ho assistito ad alcune performance sia prima che dopo il mio set. L'edificio mi ha fatto sentire piccolissima mentre la musica infinitamente grande, è stata un’esperienza avventurosa. Il Kraftwerk offre uno spazio per sperimentare la musica in molti modi, da diverse angolazioni. A volte si sente la musica risuonare in lontananza, suscitando curiosità. L'oscurità enfatizza l'attenzione per il suono. Nel complesso, si ha la sensazione che l'edificio sia una sorta di universo nascosto dalle infinite variazioni crescenti strutturali, dove nuovi spazi vengono prodotti anche dai suoni. Questo senso di interazione tra spazio e suono ha permeato anche il mio set. Non si tratta solo di trarre ispirazione dallo spazio, ma anche di rimodellarlo. Zoomando su suoni più piccoli e dettagliati per creare un senso di vicinanza o, a volte, espandendosi per enfatizzare la natura industriale dell'edificio.




Quando ci si reca a una serata Tresor New Faces oppure all’OHM per una Hard Trade, spesso non ci si rende conto che Tresor, Globus e OHM si trovano all'interno del Kraftwerk. Sono “solo” dei club che esistono in sé e per sé. Atonal diventa così l'unica occasione in un anno (ormai ogni due anni) che assembla in modo serpentino e simbiotico diversi ingranaggi per creare un mostro di Frankenstein. Per fortuna (?), la macchina intelligente sembra sotto il controllo dei suoi creatori. Almeno per ora. Ritieni che la tua esperienza di suonare al Globus sarebbe stata diversa al di fuori del contesto di Atonal?

Upsammy: Ho suonato al Globus qualche tempo fa prima dell'Atonal ed è stata un'esperienza totalmente diversa, seppur entrambe molto piacevoli. All'Atonal penso che ci sia più spazio per approcciare un dj set in modo sperimentale, il che significa che si possono effettuare svolte e cambiamenti in modo più simile ad un musicista. C'è meno enfasi sulla funzionalità della musica, perché la gente è già sintonizzata su uno spazio mentale che si aspetta sorprese o forse anche momenti scomodi.



Consideri l'architettura una co-protagonista degli eventi musicali? In altre parole, lo spazio in cui ti esibisci di solito influenza o ispira le tue performance? Hai mai riflettuto a quale potrebbe essere lo spazio ideale per suonare o ascoltare la tua musica?

Upsammy: Sono convinta che lo spazio giochi un ruolo fondamentale nel modo in cui le persone percepiscono il suono. Personalmente, mi piacciono gli spazi piccoli, dove si crea una certa vicinanza con il pubblico, perché mi sembra ci sia più spazio per set avventurosi. Ho pensato molto allo spazio ideale per suonare. Mi viene in mente un ambiente esterno, con un senso di intimità ma anche di apertura, dove si possa entrare e uscire senza restrizioni, allontanandosi così da un obiettivo commerciale o da un genere specifico. Si direbbe un rave ahah! Ma potrebbe assumere anche forme diverse, credo.



Quanto influisce il fatto di vivere ad Amsterdam sulla tua musica? Negli anni Ottanta, Amsterdam era una città dinamica e vivace, nota per la sua miscela progressista di cultura, arte e atteggiamenti liberali. Hub per i movimenti controculturali e per la musica alternativa, paradiso degli squatter, capitale della rivoluzione sessuale occidentale. In quegli anni, la città si guadagna la reputazione di "luogo più liberale del mondo", attirando artisti e creativi da ogni dove. Oggi, musica e creatività sono diventate industrie e, mentre l’overtourism minaccia di travolgere la città, la sua tanto decantata tolleranza subisce dei contraccolpi. Senza voler romanticizzare il passato, pensi che la città abbia perso il suo fascino underground e innovativo? Che impatto ha su Amsterdam l'aumento di rilevanza globale di città come Rotterdam, Utrecht o L'Aia? Come giudichi l'evoluzione della scena di Amsterdam negli ultimi anni e come credi che si svilupperà nel futuro?

Upsammy: Non credo che vivere ad Amsterdam influenzi particolarmente la mia musica (come musicista), forse la mia musica è più una fuga dalla città in un certo senso. Come dj, invece, direi che ha un'influenza maggiore su di me. Sono circondato da molti bravi dj e l'eclettismo della scena musicale elettronica di Amsterdam è qualcosa di davvero apprezzabile. Un locale come Garage Noord, per esempio, è un terreno fertile per ogni sorta di strana mutazione della musica elettronica, ma ospita anche serate punk. Tuttavia, il fatto che Garage sia uno dei pochi locali di questo tipo la dice lunga su come sia Amsterdam in questo momento. L'innovazione avviene più su piccola scala, nei laptop/studi della gente o nelle accademie d'arte. Sarebbe bello se potessimo avere più spazi fisici a basso impatto per i giovani musicisti per sperimentare e incontrarsi; a volte sembra che tutti vivano sulla propria isola. Credo che il termine underground sia molto difficile da applicare ad Amsterdam (e a molte altre città), perché cosa significa underground oggi?




C’è sicuramente una crescente influenza musicale che proviene dalle altre città e che ha un impatto su ciò che si ascolta ad Amsterdam. Sfortunatamente, gli spazi dei club di queste città vanno e vengono, in uno strano flusso, il che è un peccato. Amsterdam sembra quindi essere sempre il centro della vita notturna. Sarebbe bello se gli abitanti di Amsterdam uscissero di più dalla città e alimentassero gli spazi dei club in altre città. Al momento, il mio club preferito al di fuori di Amsterdam è il Laak all'Aia.



È difficile dire come si evolverà la scena di Amsterdam in futuro. Al momento sembra molto sfaccettata, il che può dimostrarsi una cosa positiva, ma può anche apparire frammentata, dato che si tratta di una città piccola e le tendenze musicali vanno e vengono rapidamente. Speriamo di riuscire a ricavare alcuni spazi che contribuiscano a creare un nucleo musicale sostenibile ad Amsterdam. D'altra parte, sembra che il comune stia rendendo di nuovo più facile l'avvio di nuovi club: speriamo che funzioni.



Pensi che l'Olanda stia diventando sinonimo di un riconoscibile "Dutch sound"? Mi riferisco a quella miscela di elettronica veloce, cristallina e psicoattiva... una sorta di trance tribale fantascientifica, rappresentata da artisti (archetipi?) come te, Woody92, Spekki Webu o Nikos.


Upsammy: Continuo a pensare che il “Dutch sound” nel suo complesso (recentemente) sia caratterizzato dalla sua diversità, adottando suoni provenienti da molti luoghi diversi. Ma il suono che descrivi è in effetti qualcosa che sta facendo capolino da un po' di tempo a questa parte, un suono che forse cerca un'estetica più ampia, combinando questi strani suoni atmosferici e elementi idm. Per quanto mi riguarda, questo sound è ancora piuttosto vario e contiene elementi vicini alla dnb. Per Woody e Spekki è forse un po' più sul lato tekno. Anche se non mi piace restringere il campo a questi generi, è più facile parlarne. Non lo considero necessariamente un sound olandese in particolare, c'è anche una certa influenza australiana, e le cose si evolvono così tanto su Bandcamp che tutto presto diventa un fenomeno più ampio.





Words: Mila Azimonti

Photography: AGF

Curated by: Alice Suppa


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ENG VERSION


Upsammy (aka Thessa Torsing) plays at Globus at Berlin Atonal 2023, for its first full edition in over four years. It's been a decade since the festival found its new home inside Kraftwerk. 2023 is also the first edition of its new expanded biennale format. The "Universal Metabolism" exhibition, taking place throughout the week, bridges two weekends filled with concerts, DJ sets, audiovisual shows, and installations. Once more, the festival assembles idiosyncratic and trendsetting performances with the finest international clubbing scene. The "Universal Metabolism" project, for its part, builds upon the formal experimentation of “Metabolic Rift” (2021’s seminal exhibition) to further challenge the potential of the three-story industrial complex. A triumphant blend, visionary despite the exemplary consistency with the Atonal tradition.


We spent an afternoon with Thessa across the streets surrounding Mitte's former CHP plant.

Music and architecture merge and converse in these shots by AGF.


As we stroll through Karl Marx Allee and Schillingstraße, we stop in front of some of the city's most emblematic buildings. Kino International, Cafe Moskau, Kosmos. Wide glass façades and sober geometrical shapes characterize the modern buildings from GDR times. Here, the monumental ornamentation of socialist classicism gives way to a functional style. A desolate yet soothing feeling of emptiness pervades the street. We cross Jannowitzbrücke. Empty bottles line the pavement as we walk past KitKat and turn left on Köpenicker Straße. As always, people are queuing at the corner kebab shop. At least five different languages can be heard as the hungry customers exchange money and grab their döner. There, in the heart of Berlin, lies a hidden architectural gem. When staring at the design of Kraftwerk’s modern and rather dull façade, no one could ever imagine finding inside a 100-meter-long and 20-meter-high concrete cathedral. A paradigmatic manifestation of Berlin’s rich industrial history and ongoing metamorphosis. Have you attended any performances inside Kraftwerk? What emotions did the building trigger in you? Did the experience of that space (especially before your gig) put you in a distinctive mental space, perhaps permeating your set?


I went to see some performances before and after my set. The building made me feel very small, and the music very big, it was adventurous. It gave space for experiencing the music in many ways, from different angles. Sometimes you’d hear music echoing in the distance, and it would spark curiosity. The darkness emphasized the focus on sound. Overall, it felt like the building was some hidden universe with endless growing variations in the architecture, with new spaces being produced by the sounds as well. This sense of interaction between the space and sound is something that permeated into my set. Taking inspiration from the space but also trying to reshape it. Zooming into smaller, detailed sounds to create a sense of closeness or sometimes expanding again to emphasize the industrial nature of the building.


When heading for a Tresor New Faces night or for a Hard Trade party at OHM, people often do not realize that Tresor/Globus and OHM exist within Kraftwerk. They are "just clubs" that live in and of themselves. Atonal thus becomes the only occasion in a year (now every two years) that assembles different cogs in a serpentine and symbiotic manner to create a Frankenstein monster. Luckily (?), the intelligent machine seems under the control of its creators. At least for now. Do you reckon your experience of playing at Globus would have been different outside the context of Atonal?


I played at Globus some time ago before Atonal and it was indeed a different experience. Both have been very enjoyable. At Atonal I think there is more space to approach your DJ set experimentally, meaning you can take twists and turns like you would do as a musician. There is less emphasis on the functionality of music because people are already tuned in to a headspace that expects surprises or maybe even uncomfortable moments.


Do you see architecture as a co-protagonist of music events? Put differently, does the space where you perform usually influence or inspire your performances? Have you ever thought of what could be the ideal space to play your music?

I think space plays a very important role in how people experience sound. I enjoy small spaces, where there is a certain closeness to the audience, I feel like there is more space for an adventurous set. I have been thinking a lot about the ideal space to play music. Outside space with a sense of intimacy within the environment, as well as openness, where you can enter and leave without restriction, steering away from a certain commercial goal or specific genre. Sounds like a rave haha! But it could take on different forms as well, I think.


How much does living in Amsterdam influence your music? In the 1980s, Amsterdam was a dynamic and vibrant city, known for its progressive blend of culture, art, and liberal attitudes. Hub for counterculture movements and alternative music, squatters' paradise, capital of the occidental sexual revolution. In those years, the city gained a reputation as the "most liberal place in the world", attracting artists and creatives from all around. Today, music and creativity have become industries, and as over-tourism threatens to overwhelm the city, its much-hailed tolerance suffers backlashes. Without wanting to romanticize the past, do you think that the city has lost its underground and innovative sparkle? What impact does the rise in relevance of cities like Rotterdam, Utrecht, or The Hague have on Amsterdam? What is your take on the evolution of the Amsterdam scene in recent years? How do you see it developing shortly?

I don’t think living in Amsterdam, in particular, influences my music (as a musician), maybe my music is more of an escape from it. As a DJ instead, it has a bigger influence on me I would say. I am surrounded by a lot of good DJs and the eclecticism of the Amsterdam electronic music scene is something I can appreciate. A venue like Garage Noord for example, is a breeding ground for all sorts of weird mutations of electronic music, but also showcases straightforward punk nights. However, Garage being one of the few places of such kind does say something about what Amsterdam is like right now. Innovation happens more on a small scale, on people’s laptops/studios, or at art academies. It would be great if we could have more low-key physical spaces for young musicians to experiment and meet each other; sometimes it feels like everyone is on an island. I think the term underground is very difficult to apply to Amsterdam (and many other cities), because what does underground entail nowadays?

I think there is a musical influence growing from the other cities which impacts what you hear in Amsterdam for sure. Unfortunately, the club spaces in those cities come and go now and then, in a weird flow, which is a shame, so Amsterdam seems to always be the center of nightlife. It would be great if people from Amsterdam stepped out of the city more and nurtured those club spaces in other cities. Right now, my favorite club outside of Amsterdam is Laak in the Hague.

It's difficult to say where the Amsterdam scene will go in the future, it seems very multi-faceted right now, which can be a good thing, but it can also feel fragmented, since we are such a small city and trends in music are coming and going so quickly. Hopefully, we will be able to gain some spaces that contribute to a sustainable musical core in Amsterdam. On the other side, the municipality seems to be making it easier again to start a new club – hopefully, this will work out.


Do you think the Netherlands is becoming synonymous with a distinguishable, contemporary "Dutch sound"? I am talking about that blend of fast-paced, crystalline, and psychoactive electronics …a sort of sci-fi tribal trance – of which artists like you, Woody92, Spekki Webu, or Nikos might be the archetypes.


I still think the overall Dutch sound (recently) is characterized by its diversity, adopting sounds from many different places. But the sound you are describing is indeed something that has been poking through for a while now, a sound that maybe looks for a more overarching aesthetic, combining these weird atmospheric sounds, IDM elements. On my side, this sound is still quite diverse and contains sounds close to dnb. For Woody and Spekki it's maybe a bit more on the tekno side. Even though I don’t like to narrow it down to these genres, it makes it easier to talk about. I do not necessarily consider it a Dutch sound in particular though, there is also quite a bit of Australian influence there, and things evolve so much on Bandcamp that it soon becomes a wider phenomenon.



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