IN CONVERSATION WITH: STEFANIA MENEGHELLO (PAREIDOLIA RECORDINGS)

"WE TAKE CARE OF THE ITALIAN ELECTRO SCENE"





DA DOVE NASCE LA TUA PASSIONE PER LA MUSICA?

La mia passione per la musica non conosce tempo, ascolto musica da quando ero piccola. Ho avuto la fortuna di avere una mamma che adorava ascoltarla per ore, difatti aveva tantissimi dischi in vinile e molti di questi ora fanno parte della mia collezione.

Parlo di vinili dei Deep Purple, dei Genesis, Pink Floyd, di Michael Jackson, in fatto di gusti non le si poteva dire veramente nulla.

Devi inoltre sapere che lei ha sempre frequentato molto le discoteche ed è stata lei che mi ha sempre spronato o comunque lasciato molta libertà sulla frequentazione di club e eventi, non mi ha mai impedito di andarci, anzi!

Per questo motivo ho iniziato a lavorare per diversi Club come ad esempio l’Alter Ego di Verona, il mio club dei cuore, già da giovanissima, e con giovanissima intendo terza media o insomma anni 2005/2006.

L’Alter Ego per me è stato la porta che mi condotto verso tutto il mio mondo attuale, il luogo dove ho ascoltato i primi artisti dei quali mi sono innamorata: Nathan fake, James Zabiela, Nic Fanciulli, *** E vabbè poi gli stessi resident che ai miei occhi erano veramente dei capi assoluti, dei mentori.

La musica comunque ha sempre fatto parte della mia vita, mi è sempre stata accanto come un’amica, mi ha “rassicurato e fatto star bene” in parecchi momenti difficili dove non trovavo conforto in praticamente niente.

Ho sempre amato la nightlife ed il clubbling in tutte le sue sfaccettature quindi non solo per i dj set ma per l’ambiente, le persone, la socializzazione, l’atmosfera che andava a crearsi.

Devo dire peró che ho ascoltato qualunque genere musicale, son passata veramente dal HardCore, al Punk, al Metal. Ancora oggi ascolto tantissimi generi musicali, non ascolto solo elettronica, assolutamente.

Un’altra cosa importante che ritengo aver avuto la fortuna vivere è stata quella di partecipare a dei rave, illegali per la maggior parte e che ora non esistono praticamente più soprattutto in Italia, i super rave che facevano nelle colline tra Verona e Vicenza o a Bassano del Grappa.

Ho visto un tipo di atmosfera che è difficile da descrivere se non l’hai mai vissuta e queste esperienze mi hanno aperto un mondo incredibile, mi hanno portato ad amare quella che è la musica elettronica nella sua forma più libera, rude, vera.



COS’E’ PAREIDOLIA

Pareidolia nasce nel 2014 dalla fortissima esigenza che avevo di esprimere la mia idea di musica o comunque sia di avere una piattaforma sulla quale esprimermi al 100%, a 360°, a partire dal nome dell’etichetta.

La pareidolia è un meccanismo naturale della psiche umana, agisce nel subconscio in maniera totalmente naturale e fa si che ad ogni forma che il tuo cervello non sa cogliere, concepire o meglio non conosce tu gli dai comunque una forma che ti è familiare.

L’esempio per eccellenza sono le nuvole. Quando guardi le nuvole, anche con delle forme astratte, ti sembra comunque di scorgere degli oggetti o degli animali.

Il cervello lo mette in atto per autodifesa da quello che ti è sconosciuto.

Ho studiato psicologia alle superiori ed è tutt’ora una mia grandissima passione, leggo molti trattati, libri, interviste ecc e questo meccanismo del nostro subconscio mi ha sempre attirato moltissimo.

Ho scelto questo nome proprio perché avevo voglia che la gente anche solo leggendolo avesse perfettamente chiaro che cosa io volessi, volevo che Pareidolia avesse un’identità marcatissima della serie “è Pareidolia, beh allora è Electro”.

L’identità è tutto, soprattutto nella musica.

Personalmente mi ispiro a tantissime labels come ad esempio Clone Rec e R&S, quest’ultima per me è proprio l’essenza di quello che è un pensiero, un percorso, un’identità appunto, e la mia label preferita.

Ma potrei fare tantissimi altri esempi come ILIAN TAPE: tutti gli artisti o comunque sia tutti i dischi loro li riconosci immediatamente, senza sapere che sono Ilian Tape. Ascolti un disco e dici “mh ok questo è un Ilian Tape.” anche senza averlo visto. Questo doveva essere Pareidolia, un’etichetta electro influenzata da altri altri subgeneri come ad esempio la seconda uscita di Sean Dixon molto più Chicago o la penultima di In Aeternam Vale molto più techno e Rave anni 90.



CHI C’E’ DIETRO PAREIDOLIA:

La parte grafica è affidata a Dumbo Beat aka Umberto 320, anche lui produttore e dj mentre i master son curati da Frank Agrario, ingegnere, entrambi conosciuti a Bologna. La distribuzione, anch’essa italiana, è Basic Frame.

Poi di tutto il resto me ne occupo in generale io.



DONNE E MUSICA ELETTRONICA: HAI MAI AVUTO DIFFICOLTA’?

Non sono l’unica donna avere una label in Italia. Ad esempio c’è Alessia Di Livio con Danza Tribale (label che rispetto moltissimo) ma posso nominarti anche Claudia Landi con Scuderia la quale si occupa del genere hardcore o ancora Simona Faraone con Roots Underground o Carola Pisaturo con Claque Musique.

In generale comunque la scena italiana è ricca di figure femminili forti, capaci, di talento che stimo molto, sono orgogliosa di farne parte! Per quanto riguarda la tua domanda non ho mai trovato grandissime difficoltà nell’essere donna nel mondo della musica in generale, ho sempre vissuto benissimo il rapporto con gli uomini e i vari “addetti ai lavori”.



PERCHE’ IL VINILE?

Io adoro il vinile, ascolto musica in vinile tutti i giorni. Ovvio, ascolto musica anche su altre piattaforme però il vinile è tutt’altra cosa inutile.. è lo specchio della filosofia di Pareidolia.

Non riesco a vedere un’uscita come quella di Pip Williams (ad esempio) che è electro-modulare UK in formato digitale, perderebbe il senso, non so se mi spiego.

Il sound di Pareidolia è rivolto ad una fetta molto piccola di pubblico e di conseguenza tutte le persone che la seguono fin dalla prima uscita è perchè, presumo, si siano affezionate a lei anche per l’assenza del digitale.

Preferisco fidelizzare e continuare a coltivare un pubblico esclusivo sebbene molto minore.

Porto avanti questa label solo per passione, solo per amore verso la musica per questo continuo a mantenere, coltivare e coccolare il pubblico che si è creato attorno ad essa in questi sei anni attraverso la stampa di dischi solo in vinile.

Ovviamente c’è stata l’idea di avvicinarsi al digitale però per ora, per questi motivi, rimango fedele al vinile.



PAREIDOLIA 006 DAVIDE PIRAS – CLUSTER Ep.

Siamo alla sesta release, che uscirà appunto in autunno con Davide Piras (CLUSTER Ep.)

E’ un uscita a cui tengo tantissimo, perché è finalmente di un italiano.

Io e Davide ci conosciamo da qualche tempo, lui mi è sempre piaciuto musicalmente e lo seguo anche con il suo alias Dj Chupacabra.

Lo trovo un ragazzo di talento, si vede che ha studiato musica ma soprattutto si vede che possiede una vera e propria consapevolezza degli strumenti che usa per produrre.

E’molto giovane, classe 1993, ma ha un’identità molto forte.

Nell’electro è difficile avere un’identità:

spesso diventa banale, monotona, sentita, noiosa ed è un po’ lo svantaggio di questo genere.

Davide invece produce della musica mai scontata e di altissima qualità, di classe. Sono molto felice di aver prodotto il suo ep, sento che ha un’idea dietro cosa per me fondamentale.

PROGETTI PER IL FUTURO?

Attualmente non ho progetti futuri definiti o meglio per per la settima release, che ci sarà sicuramente.

Ho delle idee però sono una persona che va molto d’istinto, può succedere che tra un mese trovo qualcuno che mi interessa, come può essere fra un anno, una settimana.

Mi faccio molto trasportare dalle mie emozioni.

La musica per me è istinto, pelle e soprattutto cuore.

E’ l’unica cosa che non programmo nella mia vita perchè per il resto programmo davvero tutto, anche il frigo.


PAREIDOLIA IN UNA PAROLA:

La parola che identifica Pareidolia è ricerca.

Oltre ad che essere passione senza vincoli, l’intento principale è il voler dar voce a degli artisti che io ritengo debbano averla.

La ricerca è fondamentale soprattutto per l’idea che ho di musica ed è la cosa più gratificante.

A volte mi ritaglio dei pomeriggi o delle mattine ed inizio ad ascoltare musica per ore su qualsiasi portale: da discogs, YouTube, cerco e  mi documento.

La fonte puó essere la più disparata, può essere un artista che trovo su qualche evento o leggo su qualche flyer ad esempio.

A volte passano mesi, giorni prima che trova qualcuno che mi interessi poi succede qualcosa che in un attimo mi cattura e li vado proprio di petto, scrivo, faccio, tento, mettila come vuoi..

Ho contattato anche artisti che non hanno potuto lavorare con me per svariati motivi e quindi ho dovuto deviare la ricerca in altro ma avere una label è bello anche per questo, non darsi per sconfitti e continuare a perseverare, senza guardare cosa fanno gli altri, seguendo il tuo istinto e le tue idee.



4 DISCHI CHE TI RAPPRESENTANO:



KRAFTWERK - TOUR DE FRANCE

Tangerine Dream - Phaedra

LFO - LFO (Leeds warehouse mix)

AFX - AFX 2