IN CONVERSATION WITH RICHIE CULVER & BLACKHAINE



Il coreografo, MC, poeta e performer di Salford Blackhaine e l'artista contemporaneo di Hull Richie Culver uniscono le forze in DID U CUM YET / I'M NOT GONNA CUM, un progetto audiovisivo di 20 minuti su due tracce pubblicato dall'etichetta discografica e studio creativo del Regno Unito: Participant. L'uscita è un'estensione dell'ormai famigerato lavoro su tela di Richie Culver “DID U CUM YET?” esso stesso un ironico riferimento all'atto intrinsecamente masturbatorio di pubblicare opere d'arte sui social media.


Ad accompagnare l'EP c'è un film, assemblato dal regista britannico/belga William Markarian-Martin. Il film "esplora due narrazioni, una come monologo di uno spacciatore di una piccola città, rendendosi conto che la sua vita non ha significato", e un'altra mentre guarda dall'alto della stazione degli autobus di Preston contemplando l'inevitabile. Unendo insieme i filmati raccolti da Blackhaine a Preston, Barcellona e Salford, girati in un parcheggio sotterraneo "per rappresentare una specie di purgatorio, come se fossi caduto attraverso i marciapiedi in un luogo infernale dopo aver fatto il salto", DID U CUM YET esiste nella tensione tra climax e anti-climax, una modalità di oscillazione frustrata in cui Blackhaine entra a mezz'aria, intonando "Alla deriva, cadendo, ballando". Rappresenta allo stesso tempo i pensieri fugaci di un'anima intrappolata nel limbo e un descrizione più generale della pratica artistica istintiva di Blackhaine.


DID U CUM YET / I'M NOT GONNA CUM sarà pubblicato digitalmente attraverso il canale Bandcamp di Participant il 22 febbraio 2021, con un'edizione limitata in vinile grigio da 12 " rilasciato nel prossimo aprile 2021. L'uscita digitale sarà accompagnata da un pezzo esclusivo dell'opera d'arte digitale di Richie Culver, firmata digitalmente dall'artista.




t-mag: Abbiamo circa 40 minuti di tempo per questa intervista quindi direi che possiamo iniziare! Vorrei capire meglio la storia che c'è dietro al nome del progetto. Magari Richie può iniziare a raccontare.


Richie: Ho realizzato un dipinto nel 2019. Il titolo è Did You Cum Yet? (Sei già venuto?). Ho scritto queste parole dopo un periodo di blocco artistico, dove stavo seriamente prendendo in considerazione di mettere fine alla mia carriera. Sentivo di star finendo le cose da dire e da dipingere. Quindi sono tornato indietro e ho scritto queste parole. Il significato cambia di continuo e la gente ha iniziato a mettere link al post (vedi il post su Instagram di master base reactor?) nei social media. È davvero bello dipingere qualcosa e più tempo passa più inizia ad avere senso. Volevo semplicemente fare un dipinto al contrario, cioè dipingermi mentre ero vivo solo nei testicoli di mio padre.



t-mag: La mia prossima domanda è la seguente: come mai avete deciso di collaborare? Vi eravate già conosciuti oppure come vi siete messi in contatto? Perché avete pensato fosse importante collaborare a un progetto insieme?


Richie: Ho contattato Tom, è stata una collaborazione particolare. I musicisti fanno queste cose da anni, sai, tipo mandare pezzi di musica al loro produttore senza neanche averlo mai visto, riuscendo a tirare fuori comunque un album completo. La prima volta che ho contattato Tom l'ho fatto da fan, facendo i complimenti a lui e al suo lavoro, che mi hanno ispirato anche per Did You Cum Yet?. Ho creato un libro con i commenti a quel quadro, perché l'avevo distrutto proprio a causa di quei commenti ricevuti online, che poi ho deciso di pubblicare. Ho detto a Tom: “Immagina farci una canzone”. Pensavo di essere abbastanza dietro alla cultura ma dopo aver visto i lavori di Tom sul movimento ho capito che sapevo ben poco del mondo del ballo. È stata un'esperienza assurda, e mi sono letteralmente perso nel tunnel. Poi ho sentito questa canzone che si chiama Moors, vero Tom?


Tom: Sì, Moors.


Richie: Ho pensato cazzo, sta scrivendo una canzone sulle brughiere. Non ci posso credere, qualcuno sta scrivendo un pezzo rap su delle brughiere e la produzione è così anni '90, sono diventato totalmente invidioso di questo artista che balla e fa rap. Non capivo neanche io perché fossi invidioso di qualcuno che faceva due cose che non faccio ma ho pensato di contattarlo.


Tom: Quando Richie mi ha contattato, stava facendo delle sculture, distruggendo scarpe con il cemento, una fottuta figata. Quando ho visto le immagini e queste enormi opere d'arte con questa immensa energia che non avevo mai percepito mi sono detto che questo artista doveva avere qualcosa in comune con me. Ero davvero gasato all'idea di lavorarci insieme. Parliamo delle stesse cose, ognuno a modo suo chiaramente, ma parliamo delle stesse ,così sarà un progetto fantastico.




t-mag: Quando avete iniziato questo progetto, e quanto ci avete messo per completarlo?


Richie: Abbiamo iniziato ad agosto, forse settembre, mi ricordo che c'era il sole. Poi ci si è messo di mezzo il Covid che ha un po' complicato la situazione.


t-mag: Vivete nella stessa città o lavorate a distanza? La mia domanda è, se non ci fosse stato il coronavirus, avreste lavorato a questo progetto in modo diverso?


Tom: Bella domanda. Credo che sarebbe stato un progetto completamente diverso in quel caso. Non credo che saremmo giunti a questo tipo di conclusione.


Richie: Assolutamente. Io sono in Portogallo e non posso spostarmi al momento, ma se fossi stato in Inghilterra, non saprei.

Io credo che il miglior modo di lavorare è lavorare da solo. L'isolamento non è una cosa nuova per me, anche se in questo modo non posso andare a registrare. Scrivo sempre pezzi da solo.


t-mag: Dove vivete in questo momento?


Richie: Di norma vivo a Londra ma a causa del covid sono bloccato in Portogallo da parecchio. Mi manca casa, voglio tornarci, sono di Hull nello Yorkshire e Tom è di Manchester. Nessuno dei due è londinese.


t-mag: Cosa pensate dell'importanza della musica in un'opera d'arte? Pensate che la musica può aiutare gli artisti a esprimere i sentimenti e l'energia dell'artista? Come ha fatto la musica a migliorare il vostro progetto?


Tom: Personalmente, non credo che tutto abbia lo stesso valore, che non sia un cazzo o che sia tanto. La musica ha un valore che riesce a continuare una storia, che era poi l'intenzione di Richie. Tocca a me continuare la sua riflessione e la sua storia.

È tutta questione di praticare insieme.


RIchie: Quando stavo facendo la roba del parlato ero in Portogallo e a un certo punto ha iniziato a parlare di petali, di cose che non avevo mai sentito da nessuno sai, alcune delle sue rime, alcuni degli argomenti trattati, roba mai sentita. Mettendo questo in relazione al titolo Did You Cum Yet?, poteva andare in entrambe le direzioni. È un titolo intenso. Non vengo, è qualcosa che tutti abbiamo detto a un certo punto della nostra vita. Legarlo a questa storia di un piccolo spacciatore di cui Tom parlerà poi meglio l'ha reso una cosa tanto cruda, tanto scura, l'esatto opposto del libro in cui ci sono i commenti Instagram di gente che mi insulta. Il disco passa pure dai distretti a luci rosse, roba piuttosto pesante e dark.


Tom: Mi piace che ci siano due storie che si svolgono nello stesso momento. Una di queste mi vede in piedi sulla pensilina della fermata del bus di Preston, all'inizio del disco salto e alla fine cado a terra. Questa storia, questa caduta, sarebbe come un contenitore all'interno del quale c'è questa narrativa, proprio del tipo di persone intorno a cui sono cresciuto. Tutti cercano il loro apice, il loro orgasmo, penso che volevo raffigurare questi orgasmi noiosi, per arrivare al cuore del nulla.



t-mag: Pensi che il posto dove sei nato o dove vivi ti abbia influenzato?


Tom: Assolutamente sì, me ne rendo conto quando parlo con le persone che vengono dallo stesso posto. Ascolto gangster rap tutto il giorno perché mi piace ma penso che la maggior parte delle persone che lo ascolta è davvero ignorante a riguardo perché non sanno un cazzo dei problemi di cui si parla. È strano che io abbia detto la stessa cosa. Forse averlo detto in un modo diverso lo rende più accessibile a un pubblico un po' diverso.


t-mag: Si percepisce attraverso il tuo video, attraverso le immagini e il tuo corpo. Come mai hai deciso di fare un video di questo progetto e cosa ne pensi dell'importanza di tradurre un'opera d'arte in un’altra forma d’arte come il video?


Tom: Richie ha detto che voleva facessimo un video e io ne colleziono e ne faccio una marea senza un vero scopo. All'inizio ho improvvisato su un tetto a Barcellona e lì mi è venuta l'idea della fermata del bus di Preston. Quindi ho fatto un sacco di riprese, era un po' come cucirle insieme, questo è stato il lavoro di Will, non l'ho fatto io. Penso che sia venuto davvero bene perché il disco è un fottuto film comunque sia. È un disco molto visivo, con il testo parlato, i robot, roba di questo tipo. Will ha fatto un lavoro assurdo con il video, veramente.

Ho ancora in mente la parte dei robot. Ogni volta che la sento c'è una frase, quella che parla di nascondersi nell'ombra, guardando nello specchio rotto del bagno. Mi ricordo l'ultimo dell'anno quando ... è morto, Tom è stata la prima persona che l'ha postato e ho scoperto di... sull'Instagram di Tom e ho pensato cazzo. Mi sono reso conto che ... rappava di piccoli spacciatori. C'è una versione inglese e più l'ascolto, più sento la connessione con (nome) e alcuni dei suoi testi.

John Cooper Clark è un grande. Parla proprio di quello che succedeva a Salford negli anni '60.


t-mag: E la coreografia? Come l'avete creata?


Tom: Mi viene sempre spontanea. Ho provato in passato a studiarle a tavolino ma non ci riesco, perché non riesco a concentrarmi su tante cose allo stesso tempo. Mi affido solo alle mie sensazioni e alla mia capacità di essere nel momento. Non penso davvero mentre lo faccio, giuro.




t-mag: Visto che in questo momento l'arte si è un po' fermata causa COVID, cosa ne pensi di esprimere la propria arte attraverso i social media? Pensi sia una cosa pericolosa o può essere utile per far conoscere al pubblico l'arte?


Richie: Per quanto riguarda la mia salute mentale, posso farne a meno. Sono dipendente dal mio telefono, sto sempre su Instagram ed è pesante. Ho sempre lottato contro le dipendenze da quando avevo poco più di 10 anni e sono consapevole di avere qualche problema in questo senso con la tecnologia. Il lato positivo è che è una vetrina di 24 ore dove le persone possono farsi conoscere. Molte carriere sono partite così e di soldi ne sono stati fatti a valanghe. Di recente ho tolto il follow un po' a tutti, ogni tanto spengo Instagram ma sono comunque al corrente di cosa succede nei social media. Dipende un po' da me, cosa ho bisogno di fare e cosa voglio fare.


Tom: Penso che Richie abbia ragione. È una cazzo di droga. Non posto tutto su internet, forse tipo il 30% delle cose che ho nel mio bagaglio. Ogni tanto penso di voler postare qualcosa e poi mi rendo conto che non serve a un cazzo, le persone non capiranno comunque. Ci sono tanti artisti o registi che mostrano il loro lavoro solo a una cerchia ristretta, tipo una cinquantina di persone. È tutta una questione di fidarsi del proprio pubblico. Il pubblico spesso deve svilupparsi insieme all'artista. Quando la gente che ti segue è poca, sono più in sintonia con te e ti possono aiutare a migliorare la tua arte.


t-mag: C'è una citazione che dice “In memoria di Alex”. È possibile capire cosa c'è dietro questa frase?


Richie: È uno dei motivi per cui sono ancora in Portogallo. Il mio fratellastro è morto la scorsa estate.

t-mag: crediamo sia importante capire cosa provano le persone.


Richie: Ma certo, chiaro. Purtroppo è scomparso giovane, ma gli piaceva molto il disco.

t-mag: Abbiamo quasi finito, vorrei chiedervi giusto l'ultima cosa. 5 dischi a testa che vi rappresentano.

Richie Culver:

The Vampires of Dartmore - Crime and horror

Crystal Gayle - Don't it make my brown eyes blue.

Baby D - Let me be your fantasy

The KLF - 3am eternal

Gravediggaz - nowhere to run, nowhere to hide

Blackhaine:

Section 25 - Hit

Nearly God - Tattoo

Space Afrika - Oh Baby

Moor Mother - The Myth Hold Weight

William Basinski - O, My Daughter, O, My Sorrow

ENGLISH VERSION

IN CONVERSATION WITH RICHIE CULVER & BLACKHAINE




t-mag: Hello and nice to meet you and thank you for having this conversation together.

We have more or less 40 minutes to get this interview done. So, amazing I think we can start.

I would like to understand better the story behind the name of the project. Maybe Richie can start.


Richie: I did a painting in 2019. It was called Did You Cum Yet? I wrote those 3 words after having a bit of a painter's block. I thought where I was going to with my painting career, I was running out of things to say or to paint. I went backwards and I wrote that basically. I guess it keeps changing a little bit, what it means. People recently have been linking it to (master base reactor post on instagram) or social media in general, the throw away aspects of it maybe subconsciously. I think it's so nice when you paint something and, the longer it is out there and it starts making more sense. I just wanted to paint backwards( as in paint a pre when I was alive in my father's testicles.)


t-mag: next question is, Why and how did you decide to collaborate together . Had you ever met before you started this collaboration, how did you get in touch, and why did you think it's important to collaborate


Richie: It's a very curving collaboration. Musicians have been working at this for years, you know like sendings lines of music over or whatever it stands, you can probably do a full album, can't you? You can make an album not having met the producer. So I reached out to Tom. The first time I reached out to him, I did it as a fan and I congratulated to him , telling him that his works is amazing and inspiring and I think that was the moment I started thinking about the paint Did you cum yet?, because I wasn't inspired anymore and then I saw Tom's work and that painting came and I made the book about the comments about that painting, because I destroyed that initial painting because of the comments it received online and then I made the book out of the comments basically. I said to Tom. Man imagine making a song about this. First of all, I saw Tom's movement stuff, thinking I knew about cultural stuff but after having seen Tom's work I realized how much I didn't know about the dance and movement world and I couldn't place it anywhere. It was mind-blowing. And then I went further down the wormhole. I realized your raps and I saw this song called moors. Was it moors Tom?


Tom: Yeahh It was moors.


Richie: I thought, fucking hell, He was writing a song about the moors, It's so perfect, I cannot believe someone's writing a rap song about the moors and the production and everything was proper like nineties stuff, I realized that I come across this movement artist that raps and I got jealous because of his work. I thought wow It's amazing. I know when I like something because I get jealous, but I was jealous for no reason because I don't rap and don't do movement stuff and I thought let me reach out to him. That was all she wrote.


Tom: When Richie messaged me, he was doing sculptures, he was fucking up these shoes with cement and that was fucking mega to me, and then I saw the pictures and these massive artworks and I hadn't seen that energy anywhere really and I thought this is like an artitst from the same backgrounds as me. I was so hyped to be working with him. We talk about the same things, obviously in a different way but we can still talk about the same things and we can provide a standout project. .


t-mag: When did you start the project and how much time did you need to complete the work?


Richie: We started in August or September, I remember It was sunny. By the time it came out, covid had got in the way, there have been bumps in the road.


t-mag: Do you live in same city or do you work remotely, because my question is if coronavirus hadn't happened , would you have worked at this project differently?


Tom: Actually,that's a good question. I think it would have been a completely different project then. I think we wouldn't have come up with this, definitely.


Richie: Yes for sure. I'm in Portugal, I'm stuck here at the moment but If I were in England, I don't know man.

Tom: For me, the best way to work is probably to work on my own. The isolation is not something new to me. The only thing is that I can't go to record . It's always been an isolated thing. I always write on my own.


t-mag: Where do you live at the moment guys ?


Richie: I usually live in London but due to covid and other reasons, I'm stuck in Portugal.It's been ages. I kind of miss home, I'm ready to go home. But originally , I come from Hull in Yorkshire and Tom's from Manchester. We' re not from London.


t-mag: I got it from your accent guys (laughing)

What do you think about the importance of music in a piece of art? Do you think music can help artists to express the feelings and the energy of the artist? How did the music improve the project?


Tom: Personally, I don't think everything has the same value whether that be fuck all or a lot. The music is another reflection of it. I think it has got value in the sense of continuing the story,which was Richie's intention. Whether it is good or bad. It's up to me to continue its reflection and story.


Richie: It's just all about practise together. When I had the spoken word stuff. I was in Portugal and all of a sudden it went gray and the delivery in his spoke with the petals , the things he speaks about I've never really heard, I've never heard anyone talking about it, you know some of the lines, the subjects he hit on it. To put that in comparison with the title , it could have gone either way. It's an intense title Did You Cum Yet? I'm not gonna cum. It's something that everyone has said at one point in their life. To partner it with this tale of a small time drug dealer which Tom will go on to explain a bit further. It became super fucking seedy, super gray ,super dark, the total opposite of the book of Instagram comments of people slagging me off. This then took a left turn down the red light district into some gnarly shit. It's a dark, intimidating record.


Tom: My thing is to have two story going at the same time. One story would be me standing on top of the Preston bus station, and at the start of the record I've jumped and at the end of the record I've fallen down. It would be the story,this fall would be like a container within that I would have this narrative, just kind of the people that I grew up around. Everyone is searching for a climax and I think like and I wanted to do all these dull climaxes just driving into the heart of ultimately nothing.


t-mag: Do you think that the place where you were born or live has influenced you?


Tom: Yes absolutely. It's to the point that I'm aware of it when I talk to people who are from that. I don't want it to ever be like a novel. I just talk about what I know. I listen to gangster music all the time because it's what I like but I think a lot of people who listen to these things are very ignorant and arrogant towards it and they don't undestand that these people with real fucking problems they're talking about. I think it's a bit strange that I'm saying the same thing. Because I said it in a different way, maybe it's more accessible to a different audience.


t-mag: I can feel it through your video , the images or your body. Why did you decide to do a video of this project and what do you think about the importance of translating a piece of art into another piece of art?


Tom: Richie said we wanted to do a video and I collected a lot of video without any purpose just because I feel a certain way sometimes and I'm like I've got to shoot this now. Originally I did an improvisation on a roof in Barcelona and that's where I thought of Preston bus station and thinking about height and jumping off. So I get a lot of video and It was kind of like stitching stuff together which was Will's job not mine at all.I think it translates well because the record is a fucking film anyway,I got lads in this video and played it and they said that is a film already. It is a very visional record especially the text speech, the robots coming in, millions of images talking about cancer falling down from the sky and very new roads and this sort of stuff and Will just knocked it out of the park with the video really.


Richie: The robot part. Some of the visuals I got in my head from that. Every time I listen to it,there is one line in it, about the shadow cowering, looking in the broken bathroom mirror. And the shadow cowering it. I remember on NYE when ... died, Tom was the first person who posted it I found it out about.... on Tom's instagram post and I thought fuck. I realized ,..... rapped about low level drug dealers. This is an english version of it, especially the second record. The more and more I listen to it, I can feel the (name of the rapper) connection within some of the lyrics. John Cooper Clark is a big one.He just talks about what it was happening in Salford in the 60's.


t-mag: What about the choreography. How did you create it?


Tom: just feel it every time.I used to try to plan it out but it doesn't work. Because I can't focus on a lot of things at the same time. I just rely on my own sensation and ability to be in that moment. I don't really think when I do it. Honestly.


t-mag: Since at the moment art has been stopped due to Covid, What do you think about expressing art through social media . Do you think it can be dangerous or it can be helpful for letting the people know about art?


Richie: For me, on the mental health side of it,I can do it without it. I'm addicted to my phone. I'm not on anything other than Instagram and it's enough to get me down. I've struggled with addictions all my life from my early teens and I'm aware when I have any kind of problem related to it like technology. But on the positive side is a 24 hours shop window where people can get noticed and this a new avenue happening on social media. Careers have been made and money has been made.That's why I've unfollowed everyone recently.Sometimes I log on or log off Instagram but I'm aware of what's going on social media. It depends on me what I need to do or ever better what I want to do.


Tom: I think Richie made the point. It's a fucking drug . I don't post everything on the Internet. What I post is just the 30 percent that I have in my bag and most of the time what I want to post is something out of there and I think why the fuck I have to post something that people can't undestand and this makes my not good.I'd rather to sit and have it in the bank. There are a lot of big artists or film makers that only show their work to like 50 people.It' s all about trusting in the audience. When people say to me that's a cool thing but what I want is to hit that honest target that says to you: I don't like your stuff, but it's actually very decent. The audience has to develop with an artist sometimes. If you have a smaller audience that is more tuned into you they can develop and that will allow the artist to develop their own craft.


t-mag: I saw there is a quote that says: In loving memory of Alex. I would like to know if it's possible to understand the meaning behind this quote.

This is one of the reasons why we're still in Portugal. My brother in law died last summer. I just put out there as you do.


t-mag: I didn't know if it was a good question but I think it was important to understand what people feel.

Yes of course. Unfortunately my brother in law passed away, a young guy. He'd liked the record. It's really nice.




t-mag: We are almost finished, but I need to ask you the last thing. I would like to ask you 5 records each one that represents you.