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In conversation with: MarieLou


Abbiamo conosciuto meglio MarieLou: nata a San Francisco e residente a Milano, è una DJ e produttrice emergente. Il suo sound è radicato nella techno e i suoi mix sono una miscela di suoni ambient ed electro.


Parigi, Londra, Roma, Milano, il suo legame tra moda e musica.

Amante del vinile, per lei la musica oltre che forma d’espressione, è stata (ed è) anche un'analisi per scoprirsi nel profondo.


La musica si riconferma un qualcosa di indispensabile nella vita.

Un valore assoluto, senza il quale sarebbe tutto grigio.




Hai respirato aria di musica sin da piccolissima; ricordi quale sia stato il tuo primo approccio alla musica?


La musica fa parte della mia vita da sempre. Non ho ricordi in cui non ci sia stata. I miei genitori mi hanno cresciuta facendomi ascoltare tantissima musica. Mia mamma, ad esempio, alla mia età scriveva testi di musica rap e fa tutt’ora un freestyle da invidiare! Durante i nostri viaggi in macchina ascoltavamo i Bee gees, Lauryn Hill, Prince…La mia preferita in assoluto era Knocking On Heaven's Door dei Guns N’Roses. Mentre mio padre mi suonava sempre la chitarra e ascoltavamo insieme James Brown, The Kooks, Red Hot Chili Peppers…mi ricordo ancora quando mi regalò il mio primo lettore CD, da lì ho iniziato a collezionarli e a crearmi anche i miei personalizzati, masterizzandoli da I-Tunes.

Crescendo questa passione si è espansa e ho iniziato a coltivare un profondo interesse per il clubbing. Ho frequentato vari club a Roma, specialmente il Goa, dove ho sentito per la prima volta DJ, da cui ancora oggi prendo ispirazione, come Richie Hawtin, Ellen Allien, Marcell Dettman, Ricardo Villalobos; ero, e sono tutt’ora, affascinata dal tipo di musica che suonano e da ciò che riescono a trasmettere attraverso il loro suono.


Finire la scuola a Parigi e studiare moda a Londra, quanto hanno influenzato chi sei oggi?


Hanno giocato un ruolo fondamentale, ad oggi nella mia vita e soprattutto nella mia crescita musicale.

A Parigi ho finito il liceo, mentre a Londra ho studiato Direzione Creativa all’Istituto Marangoni.

Durante quegli anni, oltre ai club che frequentavo regolarmente a Londra, come Il Fabric, il Village Underground, l’Oval Space, sono andata in numerosi club e festival in giro per l’Europa. Qui il mio gusto musicale si è evoluto sempre di più. Queste esperienze artistiche e in particolare la mia passione per la musica mi hanno aiutata molto a scoprire me stessa e la mia identità.


Hai frequentato parecchi club: dal Goa di Roma al Fabric di Londra; quando hai capito di voler vivere la realtà della consolle e non solo quella del dancefloor?


Sono sempre stata attratta dal potere che ha la musica nell’espandere i nostri sensi e permetterci il contatto con la nostra sfera emotiva e personale.

La pista mi aiuta a sentire invece di pensare, questa sensazione mi ha spinta a intraprendere questo nuovo percorso ed è quello che cerco di trasmettere nei miei dj sets. Credo ci sia una grande sensibilità dentro colui che riesce a trasportare tutte le persone che sono dentro una stanza con le loro emozioni; nonché una grande forza, per riuscire ad accompagnarli tutti nel proprio viaggio interiore. E’ iniziato tutto per amore, curiosità e voglia di sperimentare, di mettere in pratica tutto il tempo che ho sempre dedicato alla musica.




Il periodo della pandemia, il ritorno a Roma, sono stati momenti decisivi per il tuo percorso musicale. Vuoi raccontarci il tuo approdo al mondo del vinile?


Dopo la pandemia ho frequentato un corso di produzione alla scuola di musica Electronic Music Division a Roma, dove ho avuto l’opportunità di fare un corso di mixing in vinile con Silvie Loto e suonare per la prima volta all’Hotel Butterfly. Da lì fino ad oggi non ho mai smesso di suonare e, tanto meno, di collezionare dischi in vinile. I primi dischi che ho comprato sono stati “Mezzanine” dei Massive Attack e “I Care Because You Do” di Aphex Twin. Continuo a fare molta ricerca, cosciente del fatto che ci sia ancora tanta strada da fare, e non mi stuferò mai di imparare.


Ti abbiamo vista suonare all’Hotel Butterfly di Roma e al Polifonic, a Milano. Dove ti vedremo in futuro?


Polifonic è stata un’esperienza indimenticabile che spero di replicare! Per ora suono spesso al Silicone Club di Milano con il collettivo “Die Sekte”, mentre in futuro mi piacerebbe entrare sempre di più nella scena underground, stabilizzarmi e trovare il mio percorso anche all’estero.


Con quali dj italiani ti piacerebbe collaborare?


Ammiro molto le produzioni di Marco Shuttle e Dj Red!


Invece, fuori dall’Italia vedremo mai girare i tuoi piatti?


Spero presto! A breve è uscito un podcast per Wos Sound System un collettivo di Berlino che ha come missione il connettere dj e artisti di tutto il mondo accogliendo diversità e spontaneità. Il 3 Dicembre hanno inaugurato la "Tea House", una minuscola casetta rosa di legno nel giardino dell’Anomalie dove organizzeranno sessioni di ascolto dal vivo.





Si è molto discusso sulla questione rave, ultimamente. Cosa ne pensi? Qual è la tua opinione sulla questione? Hai mai vissuto un rave?


Personalmente ho partecipato a pochi rave. Per me rimane sempre importante la libertà di espressione e credo che si dovrebbe pensare ad approcci più costruttivi invece di continuare a strumentalizzare situazioni a fini politici, ma allo stesso tempo sono d'accordo che ogni tipo di manifestazione vada organizzata con modalità che non mettono a rischio la vita delle persone.


ASCOLTA LA PLAYLIST ESCLUSIVA SU SPOTIFY A CURA DI MARIELOU

MarieLou x t-mag


ENG VERSION


We met MarieLou to understand better what's behind her. Marielou, born in San Francisco and based in Milan, is an emerging DJ and Producer. Her sound is rooted in techno and mixes are a blend of ambient, electro and eclectic sounds.


Paris, London, Rome, Milan, her connection between fashion and music. A lover of vinyl, for her music, as well as a form of expression, was (and is) also a kind of analysis to discover herself deep inside.


Music reconfirms itself as something indispensable in life.

An absolute value, without which everything would be grey.



You breathed the air of music from a very young age; do you remember what your first approach to music was?


Music has always been part of my life. I don't have any memories where it hasn't been there. My parents brought me up listening to a lot of music. My mum, for example, was writing rap music lyrics at my age and still does a freestyle to envy! On our car trips we listened to the Bee gees, Lauryn Hill, Prince...My absolute favourite was Knocking On Heaven's Door by Guns N' Roses. While my father always played guitar for me and we listened together to James Brown, The Kooks, Red Hot Chili Peppers...I still remember when he gave me my first CD player, from there I started collecting them and also creating my own, burning them from I-Tunes.

As I grew up this passion expanded and I began to cultivate a deep interest in clubbing. I frequented various clubs in Rome, especially Goa, where I heard DJs for the first time, from whom I still take inspiration today, such as Richie Hawtin, Ellen Allien, Marcell Dettman, Ricardo Villalobos; I was, and still am, fascinated by the type of music they play and what they manage to convey through their sound.


Finishing school in Paris and studying fashion in London, how much did they influence who you are today?


They have played a fundamental role to date in my life and especially in my musical growth.

In Paris I finished high school, while in London I studied Creative Direction at Istituto Marangoni.

During those years, in addition to the clubs I frequented regularly in London, such as Fabric, the Village Underground, Oval Space, I went to numerous clubs and festivals around Europe. Here my musical taste evolved more and more. These artistic experiences and in particular my passion for music helped me a lot to discover myself and my identity.


You have frequented many clubs: from Goa in Rome to Fabric in London; when did you realise you wanted to experience the reality of the console and not just that of the dancefloor?

I have always been attracted to the power music has in expanding our senses and allowing us to get in touch with our emotional and personal sphere.


The track helps me to feel instead of think, this feeling pushed me to take this new path and that is what I try to convey in my DJ sets. I believe there is a great sensibility inside the one who manages to transport all the people who are inside a room with their emotions; as well as a great strength, to be able to accompany them all on their own inner journey. It all started out of love, curiosity and a desire to experiment, to put into practice all the time I have always dedicated to music.


The pandemic period and your return to Rome were decisive moments in your musical journey. Would you like to tell us about your arrival in the world of vinyl?


After the pandemic, I attended a production course at the Electronic Music Division music school in Rome, where I had the opportunity to take a vinyl mixing course with Silvie Loto and play for the first time at Hotel Butterfly. From there until today I have never stopped playing music, let alone collecting vinyl records. The first records I bought were Massive Attack's 'Mezzanine' and Aphex Twin's 'I Care Because You Do'. I continue to do a lot of research, aware that there is still a long way to go, and I never get tired of learning.


We saw you play at Hotel Butterfly in Rome and at Polifonic in Milan. Where will we see you in the future?


Polifonic was an unforgettable experience that I hope to repeat! For now, I often play at the Silicone Club in Milan with the Die Sekte collective, while in the future I would like to enter the underground scene more and more, stabilise and find my way abroad.


Which Italian DJs would you like to collaborate with?


I really admire the productions of Marco Shuttle and Dj Red!


On the other hand, outside Italy will we ever see your turntables?


I hope soon! A podcast for Wos Sound System, a Berlin-based collective whose mission is to connect DJs and artists from all over the world by welcoming diversity and spontaneity, is coming out soon. On 3 December they inaugurated the 'Tea House', a tiny pink wooden house in the garden of Anomalie where they will organise live listening sessions.


There has been a lot of discussion about the rave issue lately. What do you think about it? What is your opinion on the issue? Have you ever experienced a rave?


Personally, I have attended very few raves. For me, freedom of expression is always important and I believe that we should think about more constructive approaches instead of continuing to instrumentalise situations for political purposes, but at the same time I agree that all kinds of events should be organised in a way that does not put people's lives at risk.


Listen to the exclusive playlist on Spotify curated by MarieLou

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