IN CONVERSATION WITH: LADY MARU

Updated: Dec 1, 2020

Lady Maru inizia a produrre musica nel 1994 con una chitarra elettrica, delle percussioni giocattolo e un 4 piste della tascam. Si avvicina alla musica come chitarrista dal '96 in gruppi post punk e no wave. Inizia a suonare come dj nel 2003, nello specifico al Metaverso, un club "cult " in via di Monte Testaccio a Roma ed in ambienti prettamente underground, per poi iniziare la carriera da producer nel 2008. Il suo suono ha spaziato dalla deep alla techno più dura. Lady Maru è molto apprezzata soprattutto per i dj set acid techno, hardtechno fino a 150 bpm dinamici e carichi di energia.



Partiamo dal nome, come nasce il nome Lady Maru? Lady Maru me l'ha messo il batterista nonché fondatore dei DADA SWING, la mia prima band. Non so in realtà com'è uscito fuori, parliamo di molti anni fa, inizi anni 2000.. Scherzando su Ru, Maru (parte del cognome) era uscita fuori questo nome: Lady Maru. Mi piaceva e l'ho tenuto poi come nome d'arte.


Qual'è stata la tua evoluzione musicale. Da dove sei partita? Quale musica ascoltavi? come ti sei avvicinata al mondo del clubbing? Parlaci del tuo percorso artistico.

Negli anni '90 suonavo solo con le band, con la chitarra e un paio di strumenti casuali non molto tecnici, in band post punk. Avevamo due o tre cantanti nel caso della mia prima band, poi accanto a questo organizzavamo concerti, avevamo un'agenzia, lavoravamo solo con la musica anche come drivers e attacchini sempre musicali . Andando spesso in città come Berlino e Londra dove c'erano negozi di dischi ho iniziato a comprare vinili. Mi sono avvicinata quindi lentamente alla musica elettronica, molto pre e post electroclash. Poco commerciale spaziando anche nell' electro. Da li ho iniziato a miscelare il tutto con la techno e ho iniziato a mettere dischi in spazi come il Metaverso (localetto cult in via di Monte Testaccio) o negli squat dei primi anni 2000.





Tutto in italia giusto?

Si all'inizio non ho avuto richieste dall'estero come dj, facevo piuttosto tournee con la band, nella prima della metà del 2000. Suonavamo In Europa e negli Usa ma poco in Italia. C'era poca scena post-punk in italia, una scena che negli anni è cresciuta, ma non è comunque un genere che funziona molto qui. Quello che va di più del nostro post punk oltre all'Indie Rock e a roba più dark experimental è la musica da club, quindi ballabile. Mi sono avvicinata anche io quel mondo musicale, anche se noi la facevamo in versione queer alternativa con la festa Phag Off e il concept iniziale Kill the Dj (ovvero poca tecnica - siamo stati un po' odiati per questo- io stessa a ripensarci): Phag Off non era una mia festa, era una festa per la quale suonavo con questi miei amici e funzionava tantissimo.

Qual'era la musica proposta nei vostri party?

Techno ed electro più o meno ballabile, sicuramente alternativa e non commerciale, ricercata ma ballabile.

Da lì ho iniziato a fare la dj, alla fine mi ci sono messa lentamente ad organizzarmi a modo mio. Dopodichè ho iniziato a imparare i programmi sequencer come Ableton , per scrivere musica elettronica, e mi sono specializzata in un programma Ableton appunto che grazie ad alcune lezioni di Salvo Zappalà. Ho comprato dei sintetizzatori. Ho dato via la Casio nel 2003 e ho preso come tutti alle prime armi, il MICROKORG e il Mininova che sono sintetizzatore semplici per avvicinarmi poi alle macchinette seguendo i generi che mi interessavano di più. Da li ho iniziato ad evolvermi e ancora mi sto evolvendo.

Per poi andare a creare una tua realtà che potesse rappresentare la tua musica, parliamo quindi della creazione della tua etichetta. Raccontaci di più.


L'etichetta doveva essere un lavoro per i miei quarant'anni, che però ha slittato di un anno perchè non avevo la pazienza di portarla avanti: non sapevo bene il bilancio economico, alla fine non è andato così male il 2019 quindi ho deciso di provarci. Per questo motivo sono riuscita ad aprirla durante il lockdown (sfiga! ) . Sai, con la pandemia ho dovuto cancellare tutte le date all'estero, che avrebbero portato sicuramente alla vendita di più vinili, che invece è rimasta soltanto online con Tkp Vinyl il mio distributore. Ho passato anche dei giorni di Agosto in giro per tutti i record store di Berlino, dove quasi tutti hanno preso subito i vinili. Ci sono andata in maniera oldschool, personalmente con lo zainetto in spalla a promuoverlo store to store e questa cosa è stata molto apprezzata sia dai proprietari dei negozi che dalle persone che appunto frequentano questi posti. E' molto più apprezzato il nostro lavoro in città come Berlino. C'è molta curiosità anche per le realtà meno conosciute. In Italia è un po' più difficile, non c'è questa cultura. Anche se devo dire che grazie al mio distributore riusciamo ad avere dei buoni numeri anche qui e fuori Italia.

A proposito di club invece, come stai vivendo la lontananza da questi spazi?

Posso dirti che è una sofferenza infernale. L'unica cosa che mi sento di dire è che ad oggi tutti quanti stiamo creando le basi per avere poi (si spera) qualcosa di concreto quando ci sarà la possibilità. Credo che più si è attivi oggi più ci sarà modo di fare cose in futuro. Aver partecipato attivamente a dei progetti è molto importante per riuscire poi ad aver maggiori ingaggi in futuro. Come nello spettacolo al quale ho contribuito di Enzo Cosimi: uno spettacolo di danza nel quale ho avuto il piacere di inserire la mia musica in due/tre scene. Una dove entravo con una chitarra e facevo rumore, un'altra in tribale in cui ballavano 7 ballerine nere e un'ultima in cui con la maschera della morte suonavo un loop techno creato per lo spettacolo. Sono sempre positiva alle occasioni per portare la mia musica in spazi diversi..

Quali saranno i tuoi prossimi progetti?

Ci saranno varie uscite nei prossimi mesi. Ce ne sarà una con il collettivo GEGEN Berlin, un progetto di 8 donne e NON BINARY. Tra cui due italiane: io e Martina S. Troverete tutta musica industrial, molto veloce bella pesante. Poi uscirà una traccia sull'etichetta di una mia amica dj americana Sarah Strandberg - Fallen Angel e una per il mio collettivo Witches are Back, con cui stiamo anche aprendo una label. Per il momento siamo attive con una compilation per Ombre Rosse che sostiene i diritti delle sex workers in difficoltà causa Covid.

E' un progetto molto interessante questo delle Witches are back, sarà anche qui musica INDUSTRIAL, dark e sperimentale anche non da dancefloor. Mi piace molto la musica un po' più storta ed è bello inserire elementi non convenzionali come per esempio le viole o trombe su musica elettronica - lo fanno suonare meno manierista. Questo sarà tutto entro fine 2020.

Nel 2021 uscirà invece il disco della mia etichetta. Il nome del disco è QUARANTENA ACIDA e sarà composto da 8 tracce. 6 su vinile e due su digitale perchè sono tracce arrivate in ritardo. Essendo tracce che mi piacevano anche se diverse, volevo inserirle a tutti i costi nel progetto e ho trovato questo compromesso. Per la realizzazione del disco ho voluto chiedere esplicitamente il contributo ad artisti italiani ad eccezione di 1 traccia. Ci saranno 8 tracce con ottimi producers; per fare qualche nome: Gigi Galli, Michele Papa, gli storici The Mighty Raptus, e gli Sboyz che è un trio campano composto da ragazzi emergenti che credo tra non molto si faranno sentire; poi ancora Stefano Rocchi che ha curato anche tutto il master del disco. Jackpoint Zeroes, un progetto molto sperimentale, con suoni stranissimi anche loro molto elettronici.

E per finire, immancabile Ayako Mori con un remix di Moog Conspiracy da Berlino per avere un contributo di Quarantine's Feeling anche da lì.


Quindi possiamo sicuramente dire che è stato il risultato del lockdown..

Io credo che chi lavora con la musica e non ha mai smesso di farla da qualche parte arriverà. E' anche vero che stando fermi si ha più tempo per ragionare quindi magari delle cose non le avrei fatte. Quindi diciamo che sì, è stato un ottimo momento per l'organizzazione e la creatività. Spero che tutto questo porti ad un miglioramento una volta "liberi".