In conversation with Katya


ph.: Patrizio Gentile



Confrontarsi con l'arte espressa e modellata dall'anima e dalla mano di una donna è sempre affascinante. Tuttavia, quando ho definito Katya come scultrice al femminile, lei ha risposto, sorridendomi, che preferisce essere definita “scultore no gender" perché un uomo o una donna possiedono la stessa anima. Ciò che li differenzia, in quanto esseri umani e non uomini o donne, è il pensiero creativo, il pensiero divergente e l'approccio che hanno verso i materiali, determinati dal percorso artistico intrapreso, dalle diverse ispirazioni e dal substrato culturale a cui appartengono.

La scultura è percepita come un’arte sublime che riesce a liberare dalla materia prima grezza la forma ed il concetto che vi si celano già dentro, donandole libertà di espressione e comunicazione.

Katya, trasformando la sua formazione professionale in ingegneria e animazione 3D in una pratica artistica, riesce a catturare l'attenzione dello spettatore esaminando il processo incessante e la trasformazione spirituale e fisica dell’essere, ed interpreta mitologia e archetipi attraverso una moderna lente culturale.

Ho avuto il piacere di passare del tempo con lei nello spazio che ha all'interno di “Castro Project” - un programma d'apprendimento sperimentale nel cuore di Roma fondato dall'artista Gaia Di Lorenzo e conoscere la sua storia, le sue origini ed il suo percorso artistico, lasciandomi affascinare da quelle sculture così misteriose e dalla sua estrosa personalità che coinvolge chiunque si relazioni con lei. Tutto è cominciato con una domanda: Chi è Ohii Katya?

Visionaria per vocazione ed artista poliedrica di formazione autodidatta, una qualità alquanto sorprendente da scoprire poiché osservando le sue sculture così accurate, attraenti e così trascendentali si presuppone che ci sia dietro uno studio assoluto e specifico.


P: Ciao Katya, raccontami un po' di te, so che sei ucraina di nascita ma vivi e lavori a Roma, che combinazione interessante… Come mai hai scelto di trasferirti in Italia e qual è il tuo rapporto con il tuo paese di origine?

K: Sono nata nel 1993 e cresciuta nella periferia di Kharkiv, in Ucraina in un quartiere piuttosto deprimente...ricordo ancora la vista degli alberi nudi e dei bidoni della spazzatura fuori la finestra della mia camera da letto, ero una bambina a quei tempi. Non sono mai stata innamorata della mia città, e allo stesso tempo non l'ho mai odiata, la vivevo semplicemente con totale indifferenza.

All età di 22 anni mi sono trasferita a Kiev, e da quel momento la mia vita è cambiata. Kiev è una città fantastica, molto moderna, piena di persone creative ed eventi interessanti. Qui ho finalmente iniziato a capire ed a conoscere me stessa, ho iniziato a respirare energia intorno a me ed a nutrirmi dell ispirazione di cui avevo bisogno. Sai...un pò come quando ti svegli dopo un coma inconscio. Trasferirsi in Italia è stata una grande sorpresa. Qualche giorno dopo il mio matrimonio ero in luna di miele a Barcellona quando Sasha, mio marito, ricevette un'offerta di lavoro. Lui era assolutamente sicuro di non essere adatto per quella

posizione, ma applicò lo stesso.

Passarono due mesi da lì, noi avevamo già dimenticato di quella proposta ed durante una fredda mattina di Novembre arrivò un email che diceva che Sasha era stato accettato. Così, sorpresi e pronti per questa nuova avventura, facemmo le valigie ed ci trasferimmo a Roma, nella bellissima e soleggiata Roma direi.

P:Mi sorprende molto sapere che sei un artista autodidatta...come hai scoperto la tua passione per la scultura e quando hai deciso di sceglierla come forma di espressione creativa?

K:Stavo ancora lavorando con le animazioni 3D quando mi sono trasferita a Roma ed ho iniziato a respirare aria di cambiamento.E’ proprio in questa città che ho finalmente capito di non volere più compromessi nella mia vita. Ho sempre saputo di essere un artista, non un ingegnere, né un animatore, né nessun altro...dovevo solo renderlo reale!!! Ho lasciato il mio lavoro e questo passaggio non è stato affatto facile, perché ho perso l'indipendenza finanziaria e la sicurezza economica ed ho iniziato di nuovo da zero assoluto nella mia vita. Due anni fa, nel 2019, ho iniziato a studiare storia dell’arte...non sapevo nulla dopo Picasso :) ed ho frequentato un corso di pittura. Dopo sei mesi di pittura accademica classica, ho iniziato a sperimentare da sola senza un insegnante. Ho iniziato a produrre i miei dipinti, basati sul mio background di animazione.

Tuttavia, la pittura per me era troppo stabile, troppo calma e troppo rilassante, io avevo bisogno emozioni più forti.

Ed un giorno nel settembre 2019 ho scoperto accidentalmente la scultura come mio medium. E’ stato un colpo di fulmine. Mi sono svegliata una mattina con l'idea invadente di voler fare una scultura. Non avevo idea di che materiale usare, come strutturala, ma sapevo di dover farla e basta. Ho comprato la plastilina da un negozio d'arte vicino e ho cominciato a modellarla...Mi sono subito innamorato del processo. Era così diverso dal stare davanti a un cavalletto e dipingere. Mi muovevo costantemente, guardando la massa di plastilina crescere da così tante angolazioni, e interagire con le mie mani... Era fisicamente estenuante, era come un ballo!!

Da quel momento mi sono concentrata solo sulla scultura ed ho iniziato a fare molti esperimenti con diversi tipi di materiali, da quelli ovvi come resine e siliconi a quelli più disparati come il cibo: come verdure, salsa di soia, e caramello. A proposito, quasi tutti i miei esperimenti sono stati un totale fallimento, ma questo non mi ha mai spaventata, penso che sia una parte importante di un processo. Voglio aggiungere presto anche l’ attività di performance nelle mie future sculture ed installazioni, così come la creazione di costumi e pezzi di design che si possono indossare.


P: Come riesci a dare forma alla tua fantasia e a creare i personaggi della tua scultura o delle tue immagini?

A riguardo, ci può descrivere il processo creativo della scultura, dal disegno alla realizzazione, dall'idealizzazione alla preparazione per l'esecuzione?

K:Hmm di solito le idee mi vengono in testa in qualsiasi momento della giornata, in qualsiasi stato d'animo o situazione, le scrivo su carta e le lascio come post it per un pò...Dopo un giorno o due, cerco di fare un esperimento creando un prototipo. La prima cosa che faccio è la lista di materiali e strumenti di cui potrei aver bisogno. Non faccio quasi mai un disegno normale. Sono troppo impaziente di carattere, e di solito faccio e rifaccio la forma ancora e ancora finché non arrivo al risultato che voglio. Spesso pago per il mio fervore rovinando completamente il pezzo. Coraggio e stupidità, mi accompagnano come nel cartone animato di Chip'n Dale :) Adoro anche il processo di ricerca della "forma giusta". Lo faccio non solo con i miei occhi, ma anche, e ancora di più, con le mie mani. Inizio con un idea e finisco completamente con una nuova, è come la sensazione di uscire dalla tua vecchia pelle, proprio come fa un serpente.

Per me è necessario sentire il lavoro con tutti i sensi, non solo concettualmente, ma anche fisicamente con il

tatto, è necessario cercare di esaminare da tutti i possibili angoli e punti di vista per la creazione.


P:Molte delle tue opere sono ispirate alla mitologia che costituisce il patrimonio fondante di una data cultura e di un popolo, come la tua scultura “Bastet”, che nella mitologia egizia è raffigurata da una donna dalla testa di gatto o da una gatta nera ed incarna ciò che di più intimo e femminile è rinchiuso dentro di noi e attende unicamente di emergere: la sensualità e la dolcezza, il fascino e la generosità, l’amore e la passione, il desiderio e il piacere; o come la tua scultura ” Golem”, ispirata alla mitologia ebraica il cui significato è materia grezza, embrione ed assume il ruolo della parte inconscia e incontrollabile della personalità, rivelando un

conflitto interiore con l'oscurità.

Ci sono quindi dei personaggi mitologici a cui ti senti più legata spiritualmente, come donna e come artista?


K:No e sì allo stesso tempo. Non credo che si possa essere veramente connessi o attaccati ad un'immagine o ad carattere... si cambiano sempre i ruoli dipende dalla situazione e dal contesto, dal tuo passato al tu presente. Dare una "forma solida" a qualcosa, aiuta a classificarlo e semplificarlo. Ma è anche una gabbia. Quando ti connetti con qualcosa in particolare si limitano tutte le altre possibili versioni di te stesso. O forse ho solo problemi a scegliere (ride).




P: Cosa rappresentano per te i materiali? E il senso del tatto? Che emozioni provi durante il processo creativo?


K:Il senso del tatto è molto importante, scelgo i materiali che mi piace toccare, è per questo ad esempio che non lavoro con l’argilla, non va d’accordo con le mie mani...

Non mi piacciono i materiali "a base d'acqua", li preferisco oleosi come la plastilina o la cera o appiccicosi come il caramello e il silicone. Mi piace quando il materiale sembra fisico. Del caramello adoro l'odore, mi piace, come del vetro, la trasformazione poiché non è mai stabile ed Inoltre non è possibile controllare completamente il risultato, è dominato da casualità. Il cibo è un materiale significativo per me perché è direttamente collegato con l'anima umana ed il gusto, l'odore e la consistenza rilasciano piacere.

Nel mio lavoro "Eatable Sculpture" ad esempio ho usato come componente base, come cuore, un carciofo ed ho bruciato il caramello rendendolo fluido e facendolo scivolare sinuosamente intorno ad esso.

Cosa provo mentre creo? Amore, odio e nel mezzo.

P: Ho notato una scelta di colori e materiali prettamente scuri nelle tue sculture, i quali riportano al concetto di fluido, di metamorfosi, di evoluzione.... Come definisci la tua personalità? si riflette essa nelle tue opere?

K:Mi piace il nero, è un colore molto misterioso. Inoltre assorbe molto, proprio come fanno le persone.

Cercando molto duramente di non definire la mia personalità, cerco di lasciarmi una possibilità di essere diversa e di cambiare...Penso che questa intenzione di non definire e, allo stesso tempo, la volontà di "conservare" un oggetto o un momento abbia una riflessione nelle mie opere. Sembrano in movimento e bloccati allo stesso tempo.


P: Sei cosciente quando ti scolpisci o ti abbandoni alla creazione della tua mano?


K: Penso di combinare entrambi mentre lavoro, usando tutti i sensi possibili.

P: Riguardo il tuo stile estroso, ho notato che spesso ami vestire con corde rosse e nere che attraversano il tuo corpo ed impreziosiscono i tuoi abiti... È questo modo di vestire collegato al tuo lavoro "Inner Dancer" dove è rappresentata la scena in cui le donne si stanno liberando di corde che le stanno limitando, che è una visione metaforica di uno degli aspetti della crescita personale, o ad esempio è collegato alla tecnica del bondage?

K: Trovo le corde molto sexy...Ma non sono io che cerco di connettere il mio modo di vestire con i miei lavori, ma direi che è proprio il contrario. Le mie creazioni inconsciamente diventano anche il mio modo di vestire, è come fosse un rituale. Riguardo il bondage si, trovo molto interessante come le limitazioni del movimento influenzino lo stato d’animo e le cambino le percezioni sensoriali.

P: Cè qualche tipo di musica che preferisci ascoltare mentre scolpi o dipingi o fotografi che ti ispira particolarmente o ti dà la giusta energia per creare?


K:E’ diverso da lavoro a lavoro.. passo da ascoltare l’ Opera classica ad ascoltare Burzum una band dark ambient e black metal norvegese...potrei ascoltare qualsiasi genere, dipende dal mio mood. Mentre componevo Bastet ad esempio ascoltavo Swans ed Arca per lo più.


P:Alcuni dei tuoi lavori mi rimandano personalmente alla ai concetti e scenari metafisici di artisti come H.R Giger. tu hai un artista preferito al quale ti ispiri o qualcuno che rappresenta il tuo mentore artistico?


K:Non ho un artista preferito, ce ne sono tanti, ma sicuramente H.R. Giger è uno di loro! Penso sicuramente di essere molto influenzata dalle opere di Louis Bourgeous, Anish Kapoor e Francis Bacon.

P:Lascia che ti faccia un’ultima domanda.. Ci sono altri campi come la Letteratura, la Danza, il Cinema o la Musica che ispirano la tua arte?


K:tutti! Penso che si può trovare ispirazione ovunque intorno a noi, la percezione è importante.

Ma soprattutto per me è importante la danza. Mi piace guardare le persone che si muovono e mi piace muovermi. A riguardo, non sono mai stata un ballerina professionista, ballo terribilmente, ma questo non importa, l’importante è come ci si sente.

Ballare è come raccontare una storia usando il proprio corpo, come si percepisce la musica, come ci si sente e quello che si trasmette, dalla sessualità al rilascio di serotonina. Anche nel cinema ho trovato molta ispirazione, da film come Matrix alla cinematografia di Lars Von Trier che trovo molto pesante ma allo stesso tempo molto esistenziale, o dal mistero di David Lynch, perché lui non da nessuna spiegazione nei suoi film, ed io condivido pienamente la sua filosofia perché di fronte all arte bisogna usare la percezione e la fantasia, le spiegazioni “ uccidono la magia.




"In Conversation with Katya"

ENG VERSION

Confronting the art expressed and shaped by the soul and hand of a woman is always fascinating. However, when I defined Katya as a female sculptor, she replied, …smiling, that she prefers to be called "no gender sculptor" because men and women have the same soul. What differentiates them, as human beings and not men or women, is the creative thought, the divergent thought, and the approach they have towards the materials, determined by the artistic path undertaken, the different inspirations, and the cultural substratum to which they belong.

The sculpture is perceived as a sublime art that manages to free from the raw material the form and the concept that is already hidden inside, giving it freedom of expression and communication.

Katya, transforming her professional training in 3D engineering and animation into an artistic practice, manages to capture the attention of the viewer by examining the incessant process and the spiritual and physical transformation of being, and interprets mythology and archetypes through a modern cultural lens.

I had the pleasure of spending time with her in the studio space she had at 'CASTRO Projects' - an experimental learning program based in Rome, founded by the artist Gaia di Lorenzo - and learned about her history, her origins, and her artistic path, By letting me be fascinated by those mysterious sculptures and his whimsical personality that involves anyone who has relations with her. It all started with a question: Who is Ohii Katya?

A sculptor for vocation and multifaceted artist self-taught training, quality somehow surprising to discover since

observing her sculptures so accurate, attractive, so mysterious, and transcendental to assume that there is an absolute specific study behind it...

P. Hi Katya, tell me a bit about yourself... I know you are Ukrainian by birth, but you live and work in Rome. What an exciting combination...

Why did you move to Italy, and what is your relationship with your country of origin?


K: I was born in 1993 and grew up on the outskirts of Kharkiv, Ukraine, in a rather depressing neighborhood...I still remember the sight of naked trees and garbage cans outside the window of my bedroom, I was a child at that time.

I was never in love with my city, and at the same time, I never hated it, I just lived it with total indifference.

At the age of 22, I moved to Kyiv, and since then, my life has changed. Kyiv is a fantastic city, very modern, full of creative people and exciting events. Here I finally began to understand and to know myself, I began to breathe energy around me and to feed on the inspiration I needed.

You know...a bit like when you wake up after an unconscious coma.

Moving to Italy was a big surprise. A few days after my wedding, I was on my honeymoon in Barcelona when Sasha, my husband, received a job offer. He was sure that he was not suitable for that position, but he applied the same. Two months passed by, we had already

forgotten about that proposal, and on a cold November morning, an email arrived saying that Sasha had been accepted.

So, surprised and ready for this new adventure, we packed our bags and moved to Rome, in the beautiful and sunny Rome I would say.

P: I am astonished to know that you are a self-taught artist... How did you discover your passion for sculpture, and when did you choose it as a form of creative expression?


K: I was still working with 3D animations when I moved to Rome and started to breathe the air of change. In this city, I finally realized that I didn’t want any more compromise in my life. I always knew that I was an artist, not an engineer, not an animator, not anyone else... I just had to make it real!!! I quit my job, and this transition was not easy because I lost financial independence and economic security and started again from absolute zero in my life. Two years ago, in 2019, I started studying art history... I didn’t know anything after Picasso :) and

I took a painting course. After six months of classical academic painting, I experimented alone without a teacher. I started to produce my paintings based on my animation background.

However, the painting was too stable, too calm, and too relaxing, I needed stronger emotions.

And one day in September 2019, I accidentally discovered sculpture as my medium. It was love at first sight. I woke up one morning with the intrusive idea of wanting to make a sculpture. I had no idea what material to use, how to structure it, but I knew I just had to do it. I bought the plasticine from a nearby art store and started modeling it... I immediately fell in love with the process. It was so different from standing in front of an easel and painting. I constantly moved, watching the mass of plasticine grow from so many angles and interacting with my hands... It was physically exhausting, it was like a dance!!

From that moment on I focused only on the sculpture and I started to make many experiments with different types of materials, from the obvious ones like resins and silicones to the more disparate ones like food: like vegetables, soy sauce, and caramel. By the way, almost all of my experiments have been a complete failure, but this has never frightened me, I think it’s an integral part of a process.

I want to add the performance activity in my future sculptures and installations and create costumes and design pieces that you can wear, says Katya.

P: How do you shape your imagination and create your sculpture's characters or images? In this regard, can you describe the creative process of sculpture, from drawing to realization, from idealization to preparation for execution?


K: Hmm usually ideas come to my mind at any time of the day, in any mood or situation, I write them on paper and leave them as a post-it for a while... After a day or two, I try to experiment by creating a prototype. The first thing I do is list materials and tools I might need.

I hardly ever draw a normal picture. I’m too impatient for the character, and I usually do and redo the form repeatedly until I get to the result I want.

I often pay for my fervor by completely ruining the piece.

Courage and stupidity accompany me as in the cartoon of Chip'n Dale :)

I also love the process of finding the "right shape". I do it not only with my eyes but also, and even more, with my hands.

I start with an idea and finish with a new one, it’s like the feeling of coming out of your old skin, just like a snake does.

For me it is necessary to feel the work with all the senses, not only conceptually but also physically with touch, it is essential to try to examine it from all possible angles and points of view for creation.

P: Many of your works are inspired by the mythology that constitutes the founding heritage of a given culture and a people, like your sculpture "Bastet", which in Egyptian mythology is depicted by a woman with a cat’s head or a black cat and embodies what is most intimate and feminine within us and only waits to emerge: sensuality and sweetness, charm and generosity, love and passion, desire and pleasure; or like your sculpture " Golem", inspired by Jewish mythology whose meaning is raw material, embryonic and takes on the role of the unconscious and uncontrollable part of the personality, revealing an inner conflict with darkness.

So are there any mythological characters that you feel more spiritually attached to, as a woman and as an artist?

K: No and yes at the same time.

I don’t think you can be connected or attached to an image or character... you constantly change the roles depending on the situation and the context, from your past to your present. Giving something a "solid shape" helps classify and simplify it. But it’s also a cage. When you connect with something, in particular, you limit all other possible versions of yourself.

Or maybe I just have trouble choosing ( Katya laughs :) ).

P: What do materials represent to you? And the sense of touch? What emotions do you feel during the creative process?


K: The sense of touch is very important, I choose the materials I like to touch, that’s why for example I don’t work with clay, it doesn’t get along with my hands...

I don’t like "water-based" materials, I prefer them oily like plasticine or wax or sticky like caramel and silicone. I like it when the material looks physical. I love the smell of Carmel and like the glass, it is about the transformation since it is never stable and also it is not possible to completely control the result, it is dominated by randomness. Food also represents another significant material for me because is directly connected with the human soul and the taste, the smell, and the consistency give us pleasure.

For example, in my work “Eatable Sculpture” I used as a component an artichoke as a base, as a heart and I burnt fluid caramel on it. What do I feel as I create? Love, hate, and in between.

P: I noticed a choice of dark colors and materials in your sculptures, which refer to the concept of fluid, metamorphosis, evolution. How do you define your personality? is it

reflected in your works?


K: I like black, it’s a very mysterious color. It also absorbs a lot, just like people do. Trying very hard not to define my personality, I try to give myself a chance to be different and change I think that this intention not to define and, at the same time, the will to

"preserve" an object or a moment has a reflection in my works. They seem to be moving and stuck at the same time.

P: Are you conscious when you sculpt yourself or abandon yourself to the creation of your hand?


K: I think I’ll combine both of them while I’m working, using every possible way.

P: About your whimsical style, I noticed that you often love to dress in red and black strings that cross your body and embellish your clothes... It’s this way of dressing connected to your work "Inner Dancer" where the scene is represented where women are getting rid of ropes that are limiting them, which is a metaphorical view of one of the aspects of personal growth, or, for example, is it linked to the bondage technique?


K: I find the ropes very sexy... But I’m not the one trying to connect my way of dressing with my works, but I would say that’s the opposite. My creations subconsciously become also my way of dressing, it’s like a ritual. As for bondage, I find it very interesting how the limitations of movement influence the mood and change the sensory perceptions.

P: Is there any kind of music that you prefer to listen to while you carve or paint or photograph that particularly inspires you or gives you the right energy to create?


K: It’s different from work to work.. I go from listening to the classical opera to listening to Burzum a dark ambient band and Norwegian black metal...I could listen to any genre, it depends on my mood. While composing Bastet for example I listened to Swans and Arca mostly.

P: Some of your works personally refer me to the metaphysical concepts and scenarios of artists like H.R Giger. Do you have a favorite artist you inspire or someone who represents your artistic mentor?

K: I don’t have a favorite artist, there are many, but surely H.R. Giger is one of them!

I think I have a strong influence from the works of Louis Bourgeous, Anish Kapoor, and Francis Bacon.

P: Let me ask you one last question. Are there other fields like Literature, Dance, Cinema, or Music that inspire your art?

K: all! I think you can find inspiration anywhere around us; perception is important.

But dance is especially important to me. I like to watch people move, and I like to move. In that regard, I’ve never been a professional dancer, I dance terribly, but that doesn’t matter, the important thing is how it feels.

Dancing is like telling a story using your body, how you perceive music, how you feel, and what you transmit, from sexuality to serotonin release.

Even in the cinema, I found a lot of inspiration, from films like the Matrix to the cinematography of Lars Von Trier that I find very heavy but at the same time very existential, or from the mystery of David Lynch, because he does not give any explanation in his films, and I fully agree with his philosophy because in front of art you have to use perception and fantasy, explanations just " kill magic ".