In conversation with François X

Photo Credit: Manuel Obadia-Wills


François X è un artista che ha bisogno di poche presentazioni, è una delle migliori esportazioni francesi nel mondo della techno, ha collaborato con artisti come Marcel Dettmann, Bambounou ecc ed è stato un habitué di istituzioni e festival importanti dal Berghain a Exit Festival, Nuits Sonores solo per citarne alcuni.


Più di 2 anni dopo il suo ultimo progetto solista, François X ritorna ora con un EP sulla sua nuova piattaforma, XX LAB. Registrato durante il covid questo disco svela un approccio innovativo alla techno da parte di François, incorporando tecniche moderne di produzione pop e rap che ha sviluppato nel corso del periodo come arrangiamenti e Vocal FX (tutti i loop vocali e FX sono suoi).


La traccia di apertura "Forever' N' 'Fever" rappresenta un primo esempio della sua mente immaginativa in ebollizione, impostando il tono torbido dell'EP con la sua vibrazione trappish evocativa. Questa effervescenza trainante fa emergere una notevole pluralità nelle tonalità delle composizioni, oscillando tra la pronta e ardente atmosfera club-ready di "Lone Wolf Cabin" all'estatica ed emotiva chimica di "Shame Stare".





Partiamo dall’inizio: ”Digital Fever". Puoi dirmi di più sulla scelta del nome? Da dove proviene?

Il mio ultimo EP è uscito nel 2019 ed è stato come se fosse passato molto tempo. È uscito ad Aprile 2019 e tra questa data e ora è arrivato il COVID. Intorno al 2018-19 ero un po' annoiato dalla musica techno. Non propriamente dalla musica ma di quello che era la scena. Sai, sono come un gatto, ho vissuto tante vite (moda, tennis, finanza, musica...) e ho sempre bisogno di dar nuova vita alle mie idee.


Per me il primo lockdown è stato davvero bello. La maggior parte dei miei amici erano davvero annoiati. Io ero super felice perché sono stato in tour per 5 anni e non avevo più il tempo di sedermi e pensare alla mia vita: "Cosa sto facendo, mi sto godendo la mia musica?". Voglio dire, quando hai il tempo di pensare inizi a metterti in discussione.


Allo stesso tempo avevo un sacco di tempo per rilassarmi. Così passavo il mio tempo facendo un po' di musica da un lato e pensando alla scena techno in cui mi stavo evolvendo. Nuova gente, nuova generazione. Quindi c'erano molte idee, molte cose che stavano accadendo e avevo il bisogno di digerire tutto. Di sentire davvero cosa stavo facendo, dove volevo andare.

Fondamentalmente stavo facendo un sacco di musica, guardavo la tv, Netflix, giocavo a videogiochi come GTA 5 per tipo 50 volte ed ero così tanto nella mia bolla che mi sembrava di essere a Los Angeles.

Facevo un po' di musica, scaricavo un sacco di sample pack degli anni '90.

Tutti in quel periodo vivevano in modo digitale: chiamando gli amici, relazionandosi tra computer, ecc.


Ero davvero preso dalle cose digitali, ero solo nella mia bolla ed era davvero come se stessi vivendo una vera e propria febbre digitale.


Questo album è uscito due anni dopo il tuo ultimo progetto solista. Immagino che tu l'abbia fatto durante la pandemia. Come ha influito la situazione sulla tua produzione creativa?

È divertente perché la mia pandemia è iniziata prima che la pandemia accadesse. Musicalmente parlando. Prima della pandemia ho incontrato alcune persone intorno a me che lavoravano nella musica pop. A un certo punto il mio amico Bambonou mi ha presentato Sam Tiba. Un ex membro del Club Cheval. Attualmente produce per rapper e cantanti francesi. L'ho incontrato un anno e mezzo prima della pandemia e abbiamo avuto una discussione sulla musica rap. In realtà mi piace molto la musica rap, ma a quel tempo non sapevo come farla bene.


Mi ha invitato nel suo studio e abbiamo iniziato una sorta di amicizia e abbiamo anche collaborato musicalmente. Ad un certo punto mi sono detto: "Sì, è quello che voglio". Toccare altra musica, iniziare ad essere più abile come produttore. Posso portare queste nuove tecniche alla mia techno. Sei mesi prima della pandemia ho preso di nuovo lezioni di piano, per rituffarmi nell'armonia, nelle scale e in altre cose. La cosa divertente è che prima della pandemia stavo producendo tantissimo, stavo riscoprendo album, come Life of Pablo di Kanye West.


Poi è arrivato il COVID e mi sono detto "meglio così perché ho un sacco di tempo. Nessun tour, nessun bisogno di controllare nuova musica nella techno, scriviamo un nuovo capitolo. Prendiamo una pagina bianca e vediamo di cosa parlerà la storia. Il COVID mi ha dato il tempo di sperimentare. Conoscere nuovi strumenti, nuove abilità. Musicalmente parlando mi sono evoluto molto.



Parlando di produzione, in questo album hai usato nuove tecniche e nuovi strumenti per produrre musica. Come sei arrivato a questo nuovo modo di produrre?

La tua domanda è super azzeccata. Quando ho incontrato Sam abbiamo iniziato a produrre musica, abbiamo fatto delle sessioni insieme. Ero lì con la mia mentalità techno. Nessun uso di preset, nessun campione, come vuole la techno. Mentre lavoravamo con lui abbiamo avuto una discussione su una traccia di Kanye West "Life of Pablo" chiamata "Wolves". In questa traccia ci sono molti musicisti elettronici coinvolti, nessuno della techno. Dalla mia prospettiva techno e dalle mie regole, quella era solo musica elettronica senza un punto di vista rigoroso. Ad un certo punto mi sono detto "Dannazione, mi sono perso così tanto rimanendo così rigido nella techno, avrei potuto essere lì, avrei potuto essere aperto cinque anni prima. Forse avrei potuto essere presente nella traccia di Kanye".

La cosa divertente è che da quel momento abbiamo iniziato a lavorare con più libertà. Con Sam ero più in grado di arrangiare le tracce. Avevo più libertà nella mia mente.


XXLAB, la piattaforma. Puoi dirci di più su questo progetto?

Ad un certo punto della mia vita ho avuto bisogno di avere una mia piattaforma. Ho sempre realizzato cose in collaborazione con qualcuno. A volte collaborando con qualcuno bisogna scendere a compromessi.

Dovevo avere una mia piattaforma per vedere ciò che avevo in mente e tradurlo in progetti personali.


XXLAB è la piattaforma dove voglio produrre ciò che ho in mente. Mi piace sperimentsre. Volevo qualcosa che mi rappresentasse. Vado pazzo per la fantascienza. Ho avuto questa bella idea di creare una sorta di corporate privata. Mi dà la libertà di fare quello che voglio. Naturalmente si tratta di techno, ma ho anche fatto un breve film d'animazione e forse in futuro potrà essere qualcos'altro. È una piattaforma multidisciplinare.


Ho creato questa scheda metallica USB con dei simboli sopra, c'è un flip e la si può mettere nel computer e avere tutti gli album. Questa è la scheda per entrare nella corporate della XXLAB.

NFT, musica digitale, Cosa pensi di questo nuovo modo di approcciare l'arte?

Ho un amico che lavora su blockchain, NFT e crypto come ingegnere. In effetti parliamo di progetti con NFT. Quando fai un NFT hai bisogno di creare una comunità. Creare un mondo nel metaverso. Mi piacerebbe estrarre il mio meta-oggetto dal mio meta mondo e portarlo nella realtà.


Penso che nel prossimo futuro prossimo farò qualcosa. Sono affascinato dal futuro.

Abbiamo parlato molto di digitale, ma per questo album hai deciso di stampare anche un vinile. Qual è il tuo rapporto con la musica in vinile?

Sarò veramente onesto. All'inizio non volevo fare un vinile. Oggi ci vogliono 15 settimane per averlo, economicamente parlando lo stampi per 300/500 persone. Poi la mia distribuzione ha detto: "facciamo un vinile" e io ho detto "Ok, perché no". Sai, nella techno se non fai un vinile sembra che tu non sia veramente puro. Il mio pensiero era più profondo in realtà. Quando vado in un club di 500 persone, quanti di loro compreranno un vinile? Dopo la festa la gente raggiungerà l'artista tramite stream, Spotify e piattaforme digitali. I vinili sono per i vinyl-addicted. Quando suono non suono per i vinyl-addicted. Suono per un sacco di gente diversa.


Penso che in futuro prenderò esempio dalla musica pop e dalla musica rap. Investire soldi in video, merch migliore, fare cose che possano migliorare la mia arte. Qualcosa per creare un vero e proprio mondo, collegando la mia musica con le persone.

È davvero divertente, mi ritrovo a suonare in un'industria dove c'è del denaro. Se investi soldi nel marketing o nelle cose digitali non sei abbastanza techno ma se guadagni 20k per una data e non hai instagram, merch e altre cose allora va bene. Sei veramente techno.

In conclusione voglio che la scena techno si evolva. Vorrei che non rimanga più in questa mentalità così rigida. E’ tempo di evolversi nel futuro.


Eng Version



IN CONVERSATION WITH FRANCOIS X:

François X is an artist who needs little introduction, he is one of France's finest exports in the world of techno, he's collaborated with artists like Marcel Dettmann, Bambounou etc & has been a regular at notable institutions & festivals from Berghain to Exit Festival, Nuits Sonores just to name a few.


More than 2 years after his last solo project, François X now returns with an EP on his new platform, XX LAB. Recorded during covid this record unveils an innovative approach to techno from François, by incorporating modern pop and rap productions techniques he has developed over the period like arrangements and Vocal FX (all the vocals loops and FXs are his).

The opening track "Forever' N' 'Fever' represents a prime example of his imaginative boiling mind, setting off the EP's murky tone with its evocative trappish vibe. This driving effervescence brings out a remarkable plurality in the tonalities of the compositions, swinging between the prompt and fiery club-ready atmosphere of "Lone Wolf Cabin" to the ecstatic and emotive chemistry of "Shame Stare".



Starting from the beginning “Digital Fever”. Can you please tell me more about the choice of the name? From where it came from?

My last EP was released in 2019 and it was like long time ago. It was released in April and between this date and now COVID happened. At that time I was a bit bored about techno. Not the music but you know I’m a cat, I set many lives and I need always to change my mind.


We were all in lockdown and actually for me was really cool. Most of my friend were actually really bored. I was super happy because I was touring for 5 years and I didn’t have proper time to sit down and thinking about my life: “What I’m doing, am I enjoying my music?”. I mean when you have time to start questioning about yourself.

At the same time I had plenty of time to just chill. So I was spending my time doing a bit of music on one side and thinking about the techno scene was evolving. New people, new generation. So there were lots of ideas, lots of things happening and I had the need to digest everything. To really feel what I was doing, where I wanted to go.

Basically I was making a lot of music, watching TV shows, Netflix, playing video games like GTA 5 for like 50 times and I was so much in my bubble that I feel like I was in LA.

I was doing some music, I was downloading lots of 90’s sample packs.

Everyone at that time was living digitally: calling friends, relationship were between computers, etc.

I was really into digital things, I was alone in my bubble and it really was like a Digital Fever.

This came two years later your solo album. Guessing you did it during the pandemic. How the situation influenced your creative production?

It’s funny because my pandemic started before pandemic happened. Musically speaking. Before pandemic I met some people around me that were working in pop music. At some point a met Bambonou that introduced me to a guy call Sam. It was a member of Club Cheval. He actually produces for French singers. I met him one year before pandemic and we have a discussion about rap music. I actually really like rap music but at that time I didn’t know how to do it.

He invited me in his studio and we started a kind of friendship and also a collaborating work. At some point I was like “Yes, that’s what I want. Touching other music, starting to be more skilled as a producer. I can improve these new technics to my techno. Six months before pandemic I took piano lessons again, to dive back to the harmony, scales and stuff. Funny things is that before pandemic I was fully making stuff, I was like burning , rediscovering albums, like Kanye West.

Than COVID happened and I was like “that’s even better because I’ve plenty of time. No gigs, no need to check new music in techno, let’s write a new chapter. Take a blank page and let’s see what the story will be about. COVID gave me the time to experiment. Get some new tools, new skills. Musically speaking I evolved a lot.

Talking about production, in this album you used new technics and new stuff to produce music. How did you get in this new way of production?

Your question is super on point. When I met Sam we started to produce music, we did like sessions together. I was there with my techno mentality. No use of presets, no sample, as techno want. At some time working with him we have a discussion about a track from Kanye West “Life of Pablo” called “Wolves”. In this track there are a lot of electronic musicians involved, no one from techno. From my techno perspective and rules that was just electronic music with no strict point of view. At some point I was like “Damn, I missed so much staying so strict in techno, I could be there, I could have been open five years before. Maybe I could have been featured in Kanye’s track.”

The funny thing is that from that moment we started work with more freedom. With Sam I was more able to arrange the tracks. I had more freedom in my mind.

XXLAB, the platform. Can you please tell us more about this project?

At some point in my life I needed to have my own platform. I always made things in collaboration with someone. Sometime collaborating with someone need to make compromises.

I had to have my own platform to see what I’ve in mind and translating it in to personal projects.

XXLAB is the platform where I want to produce what I’ve in mind. I’m always experimenting. I wanted something that represented me. I’m crazy about science fiction, I had this cool idea of create a kind of private corporate identity. It gaves me the freedom to do what I want. It is of course about techno but I did also a short animated movie and maybe in the future it can be something else. It is a multidisciplinary platform.

I made this USB metallic card with symbols on it, there’s a flip and then you could put it in the computer and have all the albums. That’s the card to get into the corp of XXLAB.

NFT, digital music, What do think about this new way of approaching art?

I’ve a friend of mine that works on blockchain, NFT and crypto as an engineer. We actually talk about project with NFT. When you do an NFT you need to create a community. Create a meta verse world. I want to extract my meta object to my fictional world to reality.


I think in the next close future I’ll do something. I’m fascineted about the future.

We talked a lot about digital stuff, but for this album you actually decided to print also a vinyl. What is your relation with music in vinyl?

I’m gonna be truly honest. At the beginning I didn’t want to do a vinyl. Nowadays it looks 15 weeks to have it, economically speaking you printed it for 300/500 people. Then my distribution said: “let’s do a vinyl” and I said “Okay, why not.” I was like, in techno if you don’t do a vinyl it doesn’t seems to be really pure. My though was more deep actually. When I’m going to a club of 500 people, how many of them will buy a vinyl? After the party people will reach the artist through stream, Spotify and digital platforms. Vinyls are for vinyl-addicted. When I play I don’t play for vinyl-addicted. I play for lots of different people


I think in the future I will take example from pop music and rap music. Investing money in videos, better merch, making things that can improve my art. Something to create a world, connecting my music with people.

It’s really funny, I’m playing in an industry where there’s some money. If you invest money in marketing or digital stuff you’re not techno enough but if you earn 20k for a gig and you don’t have instagram, merch and other stuff so that’s okay. You are purely techno.


In conclusion I want the techno scene to evolve. Staying no more in this strictly mentality. Let’s evolve in the future.