IN CONVERSATION WITH: ACIDGIGI




Il produttore emergente Acidgigi offre il suo primo EP da solista

sull'etichetta italiana Alzaya. Un coraggioso debutto in uno dei momenti più difficili per la scena della musica elettronica.


L'EP in questione si sposta verso un suono cinematografico con sfumature UK Garage e suoni breakbeat super ricercati. Il tutto si appoggia su sonorità dark wave che non permettono di comprendere appieno Acidgigi.


New wave, dark elettronica ed elettronica si fondono insieme dalla contorta interpretazione di Acidgigi.


Colmando il mondo dei breakbeat, l'esoterismo e la musica pop

Il cielo lampeggerà di un leggero psichedelico.


Questo mondo folle ha una nuova firma: ACIDGIGI





Hypersomnia è uno stato d’animo, è una dimensione in cui sono rimasto intrappolato.

L’ossessione per la notte è stata la mia principale fonte d’ispirazione.

La mia musica non vuole raccontare tanto una storia, quanto rendere partecipe l’utente delle emozioni che provo io in prima persona.


Le mie produzioni sono un insieme di immagini e figure, tratte da film e quadri, rielaborate, distorte, compresse e poi tradotte in musica, senza una logica predefinita.

Voglio solo trasmettere quello che sento e provo quando vivo la notte.

La mia musica è il mezzo, ma anche il risultato di un pro cesso che si sviluppa intorno alla mia solitudine. E’ il mio modo di reagire a ciò che mi accade nel momento dell’ipersonnia.


Quando intimità, debolezza e solitudine si incontra no, i suoni nella mia testa iniziano un lento dialogo a loro volta. Avverto le mie produzioni come brani molto evocativi. Io

voglio mostrare un aspetto rituale della notte a tutti coloro che si cimentano nell’ascolto. Su questo aspetto particolare io penso subito a “Suspiria” del maestro Guadagnino. Il regista indaga la spiritualità.

Sono sempre stato convinto che nella musica ci debba sempre essere spiritualità e nella mia c’è.

Fleruty è un inno al demone della notte, una colonna sonora per un rito dedicato ad esso, una vocazione.



“Suspiria”

Regista: Luca Guadagnino

Data: 2018



Arnold Böcklin mi ha dato l’input che ha poi determinato il concept di Hypersomnia; la sua opera “L’isola dei morti” raffigura un luogo isolato con sepolcri scavati nella roccia.

La barca sta accompagnando il defunto nel suo ultimo viaggio. Si erge sull’imbarcazione una figura umana avvolta in una tunica bianca, davanti a questa una bara.

La simbologia dietro questa opera è ancora poco chiara in realtà; proprio questa sensazione di mistero mi ha colpito e l’ho fatta mia associandola all’insomnia.



“L’Isola dei morti”

Autore: Arnold Böcklin

Data: 1880-1889


Lucifero, rappresentato da Last von Stuck, è il male più assoluto. Ma questo Lucifero non spaventa; è una figura suadente con gli occhi penetranti che prova nostalgia per un paradiso che troverà mai più.


Allo stesso modo io provo nostalgia per il sonno, ma al tempo stesso non riesco a far meno dell’insomnia in realtà perché è il momento creativo più significativo per me. E’ quella parte della giornata in cui vivo il mio corpo e le mie idee in modo diverso, quasi

distaccato, come se fossi connesso anche con le vite di altri.



“Lucifero”

Autore: Franz Von Stuck

Data: 1889-1890


Inoltre la brutalità esplicita dell’immagine che caratterizza il linguaggio cinematografico di Lars von Trier,è paragonabile al produttore che dialoga attraverso la potenza del suono.


Sono sempre alla ricerca di tonalità e di suoni che creino in me (e spero anche nell’ascoltatore) la stessa sensazione che provo nel guardare una scena di un film di von Trier.


Mi piace pensare che così come il regista descrive se stesso e le sue ossessioni attraverso scelte artistiche, Io faccio lo stesso con la mia musica.


“The house that built jack”

Regista: Lars Von Trier

Data: 2018


Hypersomnia è anche un noir romantico, proprio come “Nosferatu il principe della notte”. E’ presente l’animo horror in questo film, ma non è il classico horror movie a cui tutti siamo abituati; la paura è qualcosa di velato, è romantico sia per la trattazione della figura del vampiro sia per la fotografia che contraddistingue la pellicola intera.


Il principe della notte è un “non morto” proprio come chi soffre d’insonnia, come me.

Non mi vedo come uno zombie, privo di coscienza umana, bensì come un vampiro, che vaga durante la notte alla ricerca della prossima preda da condannare alla vita eterna o in questo caso, al non dormire più.


La musica può essere rapportata al romanticismo? Si, io penso di si. Tramite l’arte si esprime la nostalgia, il timore e lo stupore della natura troppo potente per noi.


La notte è più potente di noi e questo mi spaventa, ma al tempo stesso mi emoziona.



“Nosferatu,il principe della notte”

Regista: Werner Herzog

Data: 1979


Un film che parte come un oscuro dramma sull’elaborazione impossibile del lutto e tramite una pratica del BDSM, diventerà una storia d’amore.


Nel seminterrato di negozio, una donna dominatrice soddisfa le voglie proprie e di chi ama farsi sottomettere.


Per un uomo diventerà un’ossessione nel momento in cui si renderà conto che nell’atto del soffocamento simulato riesce a rivivere le sensazione provate nell’acqua del lago tanti anni prima, gli ultimi momenti passati accanto al cadavere della

moglie.



“Dogs Don’t Swear Pants”

Regista: Jukka Pekka Valkeapää

Data: 2019



L’amore può nascere da una e vera e propria ossessione mania.

Hypersomnia è un’ossessione, hypersomnia è amore.




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https://soundcloud.com/alzaya/alzdgtl02-acidgigi-hypersomnia-incl-closet-yi-remix

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