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HUNT THE LABEL: ADEPTA EDITIONS

"Il cuore del mio interesse è l'artista e la sua opera". E' proprio con questa frase, con questa dichiarazione d'intenti che voglio iniziare questa intro. Se è vero che, così come per i quadri e per i film, anche la musica è in grado di catturare un momento, allora è anche vero che le etichette discografiche servano proprio a questo. A catturare un momento significativo e renderlo fruibile agli altri. Dall'essere un qualcosa di solo e profondamente tuo, all'improvviso, impressi su cera lacca o per sempre lanciati nel mondo digitale, diventano di tutti. Ma di ognuno, in modo diverso.


Adepta Edtions è un'opera curatoriale orientata verso un approccio trasversale, trascendendo lo stile convenzionale e rinunciando ad inserirsi solo in un determinato frammento di genere.

La ricerca sonora di Adepta Edtions si concentra sulla creazione di connessioni profonde tra diverse forme d'arte, riflettendo così anche la complessità e la diversità della esperienza artistica di Peter, l'anima che si nasconde dietro l'etichetta.


Nata nell'ottobre del 2022 con una serie esclusiva di vinili in formato 8", la label nasce, in un momento primordiale, dall'urgenza di ampliare la proposta artistica nella scena elettronica/IDM, ma oggi è già diventata un punto di riferimento per chi trova casa, tra i suoni inglesi.



Chi è Peter quando non è il proprietario di Adepta Editions? Quali sono le sue influenze e le cose che ama?

Rispondendo a queste domande, posso affermare che la mia famiglia è stata la più diretta ed importante influenza, non solo a livello affettivo, ma anche per le opportunità che mi sono state date e per gli insegnamenti ricevuti. Mio padre era un fotografo pubblicitario, mentre mia madre era docente di scienze naturali. Entrambi amavano il loro lavoro come se fosse una vocazione. Fin da piccolo, mi sono interessato all'arte e alla musica. Questa passione ha guidato il mio percorso di studi, prima come maestro d'arte decoratore e poi come artista presso l'Accademia di Belle Arti di Venezia. Contemporaneamente, ho studiato al conservatorio per una decina d'anni, anche se non sono riuscito a completare il ciclo di studi.

A Venezia e poi a Trieste, ho avuto la fortuna di collaborare con artisti e musicisti molto interessanti che hanno profondamente influenzato il mio modo di percepire le cose. Dopo sei anni come artista e due come docente, ho sentito la necessità di trascendere quanto appreso e ho deciso finalmente di trasferirmi a Barcellona e intraprendere una ricerca completamente diversa. Non sapevo cos'era, ma fino a quel momento ero rimasto solo in superficie e adesso cominciava una ricerca più profonda lontano dal mondo che conoscevo. La città catalana è stata estremamente stimolante, e il cambio di lingua mi ha permesso di riconsiderare anche le cose più banali sotto una nuova luce. Ho iniziato a produrre musica con il progetto Nike Vomita, immergendomi nel sottobosco della cultura IDM e appassionandomi alla sua atmosfera. Nel frattempo, mi sono dedicato allo studio dei simboli e delle tradizioni antiche, all'esoterismo, alle religioni e ai tarocchi. Qui ha cominciato uno studio tenace che ancora oggi continua. Per un periodo, ho noleggiato uno studio nel Barrio Gotico a Barcellona dove leggevo i tarocchi alle persone interessate. È stata una delle cose più significative che ho fatto.

Per quanto riguarda la musica che ascolto, non ho mai avuto un genere preferito in particolare. Sono sempre stato più interessato all'artista e al modo specifico di affrontare le questioni esistenziali nell'atto creativo. Adoro gli artisti che sono in grado di trascendere lo stile ed esplorare terreni diversi. Sono un grande fan di Sun Ra, RDJ e Bob Dylan, ma ci sono centinaia di altri artisti che influenzano il mio lavoro, inclusi Nirvana e Metallica, scoperti di recente da mio figlio di otto anni che li ascolta a ruota libera… inevitabilmente adesso risuonano nella mia testa.


E tu, chi sei quando sei il proprietario di Adepta Editions? Come riesci a far trasparire le tue influenze attraverso l'etichetta?

Per me, Adepta Editions è semplicemente un nuovo aspetto della stessa ricerca. Non credo ci sia una distinzione netta tra le due cose. Tutto ruota intorno all'intuizione, alla capacità di catturare un momento significativo e renderlo fruibile agli altri. Il cuore del mio interesse è l'artista e la sua opera. Lavoro individualmente con ogni artista, in modo intimo e consapevole, umano. La serie iniziale, AE, su vinili da 8 pollici, è stata plasmata da una serie di circostanze e coincidenze che hanno generato un catalogo variegato nello stile e nell'approccio, ma profondamente legato all'intuizione di cui parlavo.

Non sono uno specialista o un conoscitore della musica elettronica, ma mi lascio guidare dall'intuizione, che uso anche quando devo combinare colori o leggere i tarocchi. In alchimia, c'è questa famosa doppia formula: materializzare lo spirito e spiritualizzare la materia. L'Uomo è il medium di questo processo, e l'opera d'arte è il risultato, lo scarto prezioso di un evento invisibile. Ritengo che questo processo possa applicarsi a tutto, coinvolgendo non solo l'artista, ma anche tutto ciò che gli sta attorno, inclusi gli aspetti commerciali e la negoziazione tra l'opera creata nell'intimità nello studio e la sua successiva presentazione al pubblico. Questa è una grande responsabilità per un'etichetta, forse l'aspetto più complesso e delicato, la capacità di essere all'altezza dell'artista e del pubblico.



Nonostante Adepta Editions segua un approccio trasversale, superando gli schemi convenzionali, saresti in grado di descrivere il "suono" dell'etichetta o le sue ispirazioni?

Devo dire che la musica elettronica degli anni novanta, soprattutto quella inglese e, più specificamente quella di RDJ, mi ha colpito per la sua complessità e l'alto livello di sperimentazione. Non posso negare questa influenza, però devo dire che è un'influenza che si apre a infinite modalità, vista la libertà che questo genere offre mi sento molto comodo a lavorare in questo ambiente. Per il resto, Adepta Editions è un progetto aperto a sonorità diverse. La mia passione personale per l'elettronica IDM sta guidando queste prime serie, però sono sicuro che presto nuove influenze entreranno a far parte del catalogo di Adepta.


Come avviene la scelta degli artisti? Raccontaci anche come strutturi le varie edizioni e come scegli i formati.

La scelta degli artisti è guidata dall'intuizione e dalla connessione personale con la loro musica. Lavoro individualmente con ogni artista, plasmando ogni edizione in modo unico. Ogni artista risponde a sua maniera e io cerco di adattarmi alle loro necessità. Il fatto che parallelamente ad Adepta io abbia un progetto musicale autonomo mi ha portato a relazionarmi con artisti con i quali mi identificavo e con i quali condivido certa affinità. In questi due anni ho imparato moltissimo confrontandomi con le diverse maniere che ogni artista ha sviluppato per potersi esprimere, i minimi dettagli, le manie o le convinzioni di ognuno mi permettono di riconsiderare certe idee e avanzare nella mia ricerca personale come musicista. Durante il periodo dell'Accademia ebbi l'opportunità di elaborare certe idee compositive ispirate all'opera di un fotografo a me molto caro, Wolfgang Tillmans. La spontaneità con la quale questo autore sapeva giustapporre in una parete intere serie di immagini di dimensioni diverse e farle vivere assieme intimamente in un unico gesto narrativo, mi ha dato lo spunto su come affrontare il catalogo di Adepta. Nelle opere di Tillmans ogni immagine ha la sua propria poesia, però nell'insieme permettono allo spettatore di individuare percorsi visivi più complessi, svelando una storia che in un principio non viene fotografata. In un certo modo, succede qualcosa di simile anche nella strutturazione del catalogo di Adepta.

Avere un'etichetta indipendente oggi è una bella sfida. Così, noi di t-mag ci siamo divertiti ad immaginare che gli owner avessero una sorta di "portafortuna". Un oggetto in grado di racchiudere il significato dell'etichetta, oppure il percorso fatto finora e che potesse raccontarci qualcosa in più, che solitamente non vediamo. Adepta Editions ne ha uno?

Il mio portafortuna è un mazzo di carte dei Tarocchi di Marsiglia che ho acquistato poco dopo il mio arrivo a Barcellona nel 2006. L'idea di questo oggetto mi ha affascinato profondamente, e desidero esplorarla in dettaglio. L'acquisizione di questo mazzo segnò un punto di svolta nella mia vita. Non era un oggetto estraneo a me; mi aveva sempre incuriosito, e in casa di mio nonno c'era un mazzo che lui usava per i suoi rituali magici. Mio nonno aveva sempre avuto una certa passione per l'esoterismo; aveva avuto relazioni con la società Teosofica e Elena Blavatsky, ed io ne ero affascinato. Dopo questo incontro, ho cominciato presto ad analizzare i Tarocchi e a studiare i maggiori esponenti di questo universo metafisico. Dopo 5 anni di studio, ho aperto il mio studio in centro a Barcellona e ho letto le carte gratuitamente a una grande massa di persone. "L'intuizione" era diventata il centro del mio interesse...

Il mazzo dei Tarocchi si presenta come un oggetto unico, ma al contempo plurimo, composto da singoli pezzi che convergono in un'unità. Quest'idea è al cuore dell'essenza di Adepta, simbolicamente rappresentante l'unità primordiale che precede la manifestazione, l'ombelico al centro della grotta iniziatica, il tutto in potenza senza pregiudizio. Il simbolo dell'uovo nel logo di Adepta è un omaggio alla creatività.





Parliamo di RAN | BIRDS | AAC-01, essendo un alias di un artista è sicuramente un progetto su cui hai personalmente scommesso. Ci racconti di più?

Sì, è molto diverso quando un artista ha già il suo seguito di fan o deve partire da zero. Questa serie, Adepta Atanor Collection, che è stata inaugurata con il rilascio di RAN, si basa proprio su questo concetto, ovvero mettere in primo piano più di ogni altra cosa la qualità dei pezzi. Non avendo a disposizione riferimenti che possano influenzare, rimane evidente la materia nuda e cruda, come lo stato primordiale dell'elemento. Più difficile da assimilare, ma che affina gli istinti. Un esercizio importante per molti artisti, secondo me, una sorta di liberazione. Presto vedremo questa serie prendere forma con proposte assolutamente inaspettate. D'altro canto, il concetto di "Unknown Artist" è un po' una moda ora, e dal mio punto di vista, la nostra proposta è una modalità per arricchire questa formula. Sono molto grato al progetto RAN per aver accettato di partecipare all'esperimento. Per Adepta Editions, ha presentato due pezzi sublimi e presto potremo apprezzare il suo tocco in una nuova serie di proposte.


In questa rubrica penso sia anche importante sensibilizzare riguardo le difficoltà odierne nell’ avere una label indipendente. Ci racconti quali sono stati i momenti più difficili?

Le sfide che ho incontrato sono principalmente di natura tecnica, un po' come nei film di Herzog in cui la lotta implacabile tra la volontà dell'eroe e le forze della natura si sviluppa sullo sfondo dell'indifferenza degli dei. Il mondo sembra essere in uno stato di caos, conforme all'era del Kali Yuga secondo i testi Vedici. I costi di produzione dei dischi sono elevati, e i tempi di produzione sembrano quasi biblici. Personalmente, sto ancora esplorando il mercato e non ho ancora affrontato le sfide più impegnative, ma la strada sembra orientata verso una sorta di vocazione alla povertà. Oltre alle dinamiche di marketing che possono influenzare le vendite, i costi di produzione rappresentano un ostacolo significativo, poiché tutto il processo mira a cristallizzare l'opera in un oggetto tangibile. Nel caso del vinile da 8 pollici, il processo è tutto tranne che agevole, e garantire la qualità del prodotto richiede tempo e la ricerca della persona giusta per questo compito altamente artigianale. Al di là di queste sfide, sembra che la musica rimarrà un faro costante.


Mentre ci confrontavamo per realizzare questa intervista mi hai detto una frase che mi ha profondamente colpito: “Qualcuno ha detto una volta che se senti la mancanza di qualcosa in questo mondo, è perché sei venuto a portarla tu stesso.” Ti ricordi il momento in cui hai capito che questa era la tua vocazione?

Questa frase l'ho ascoltata tanto tempo fa e mi concede il permesso esplicito di non sentirmi fuori luogo, invitandomi all'azione che va oltre la nausea. In fondo, la vita è la mia vocazione. In questo momento, mi sta offrendo questa esperienza, e intendo dedicarle attenzione e amore, come si farebbe con un bambino piccolo. È questione di coraggio, di lasciare spazio all'improvvisazione e vedere cosa accade. Semplicemente, accade, nel bene e nel male. Nonostante l'abbondanza di musica nel mondo, sento di poter contribuire con qualcosa di essenziale a questo piccolo settore della musica elettronica, forse riuscendo a far emergere qualcosa di speciale.


Qual è stato il traguardo più soddisfacente che hai raggiunto? E qual è il traguardo che ti poni per il prossimo anno?

Adepta ha visto la luce nell'ottobre del 2022 con il lancio di "Serge Gayzel". Per molti, questo rilascio è diventato un'icona. Per me, è stato l'apice del progetto, il momento in cui tutti quei segnali di fiducia ed speranza per il futuro si sono manifestati. Quel primo lancio racchiudeva tutte le aspettative del progetto e conteneva potenzialmente tutto ciò che si sta gradualmente manifestando ora. In realtà, ogni rilascio costituisce un traguardo personale, e con ognuno di essi ho vissuto una sorta di storia d'amore. Da come la vedo, ogni progetto è parte di un insieme indivisibile.

Inoltre, le cose significative spesso sfuggono alla visibilità esterna. Con alcuni artisti, sto sviluppando amicizie che, senza Adepta, non avrebbero avuto l'opportunità di nascere. Questi sono i risultati tangibili che porto a casa e che durano nel tempo. Per il futuro, possiamo solo dire che stiamo evolvendo il concetto di curatore come figura sensibile e mediatrice tra l'artista e il mondo esterno. Al momento, stiamo lavorando su due nuove serie che arricchiranno ulteriormente il catalogo con nuove sonorità. Questa volta, due curatori ospiti si occuperanno dell'aspetto curatoriale, e collaboreremo insieme per ampliare la gamma di proposte. Attualmente, abbiamo in cantiere 15 nuove uscite, peccato che il processo di produzione sia così lento.



ENGLISH VERSION


"The heart of my interest is the artist and his work. It is precisely with this sentence, with this declaration of intent, that I want to begin this intro. If it is true that, just like paintings and films, music is able to capture a moment, then it is also true that this is what record labels are for. To capture a significant moment and make it usable for others. From being something uniquely and profoundly yours, suddenly, imprinted on wax lacquer or forever launched into the digital world, they become everyone's. But everyone's, in a different way.


Adepta Editions is a curatorial work oriented towards a transversal approach, transcending conventional style and renouncing to fit only into a specific genre fragment.

The sound research of Adepta Edtions focuses on creating deep connections between different art forms, thus also reflecting the complexity and diversity of the artistic experience of Peter, the soul behind the label.


Founded in October 2022 with an exclusive series of 8" vinyls, the label was born in a primordial moment out of the urgency to expand the artistic proposition in the electronic/IDM scene, but today it has already become a reference point for those who find a home among English sounds.

Who is Peter when he is not the owner of Adepta Editions? What are his influences and the things he loves?


In answering these questions, I can say that my family has been the most direct and important influence, not only on an emotional level, but also because of the opportunities I have been given and the teachings I have received. My father was an advertising photographer, while my mother was a natural science teacher. They both loved their work as if it were a vocation. From an early age, I was interested in art and music. This passion guided my studies, first as a master art decorator and then as an artist at the Accademia di Belle Arti in Venice.

At the same time, I studied at the conservatory for about ten years, although I did not manage to complete the course.

In Venice and then in Trieste, I had the good fortune to collaborate with very interesting artists and musicians who profoundly influenced my way of perceiving things. After six years as an artist and two as a teacher, I felt the need to transcend what I had learnt and I finally decided to move to Barcelona and embark on a completely different research. I did not know what it was, but until then I had only been on the surface and now I was beginning a deeper search away from the world I knew. The Catalan city was extremely stimulating, and the change of language allowed me to reconsider even the most mundane things in a new light. I started producing music with the Nike Vomita project, immersing myself in the undergrowth of IDM culture and getting hooked on its atmosphere. Meanwhile, I devoted myself to the study of ancient symbols and traditions, esotericism, religions and tarot. Here began a tenacious study that continues to this day. For a while, I rented a studio in the Barrio Gotico in Barcelona where I read tarot cards to interested people.

It was one of the most meaningful things I did.

In terms of the music I listen to, I have never had a particular favourite genre. I've always been more interested in the artist and the specific way they address existential issues in the creative act. I love artists who are able to transcend style and explore different terrain. I'm a big fan of Sun Ra, RDJ and Bob Dylan, but there are hundreds of other artists who influence my work, including Nirvana and Metallica, recently discovered by my eight year old son who listens to them freewheeling... they inevitably resonate in my head now.


And you, who are you when you own Adepta Editions? How do you make your influences shine through the label?


For me, Adepta Editions is simply a new aspect of the same quest. I don't think there is a clear distinction between the two. Everything revolves around intuition, the ability to capture a meaningful moment and make it usable for others. The heart of my interest is the artist and his work. I work individually with each artist, in an intimate and conscious, human way. The initial series, AE, on 8-inch vinyl, was shaped by a series of circumstances and coincidences that generated a catalogue varied in style and approach, but deeply connected to the intuition I mentioned.

I am not a specialist or connoisseur of electronic music, but I let myself be guided by intuition, which I also use when I have to combine colours or read tarot cards. In alchemy, there is this famous double formula: materialising the spirit and spiritualising matter. Man is the medium of this process, and the work of art is the result, the precious rejection of an invisible event.

I think this process can apply to everything, involving not only the artist, but also everything around him, including the commercial aspects and the negotiation between the work created in the intimacy of the studio and its subsequent presentation to the public. This is a great responsibility for a label, perhaps the most complex and delicate aspect, the ability to live up to the artist and the audience.


Although Adepta Editions follows a transversal approach, going beyond conventional schemes, would you be able to describe the label's 'sound' or its inspirations?


I have to say that the electronic music of the 90s, especially that of the UK and more specifically that of RDJ, struck me for its complexity and high level of experimentation. I cannot deny this influence, but I have to say that it is an influence that opens up in infinite ways, given the freedom that this genre offers I feel very comfortable working in this environment. For the rest, Adepta Editions is a project open to different sounds. My personal passion for IDM electronics is driving these first series, but I am sure that new influences will soon become part of the Adepta catalogue.


How do you choose the artists? Also tell us how you structure the various editions and how you choose the formats.


The choice of artists is guided by intuition and a personal connection to their music. I work individually with each artist, shaping each edition in a unique way. Each artist responds in their own way and I try to adapt to their needs. The fact that in parallel with Adepta I have an autonomous music project led me to connect with artists with whom I identify and with whom I share certain affinities. During these two years, I have learnt a great deal by confronting the different ways that each artist has developed to express themselves, the smallest details, the foibles or convictions of each one allow me to reconsider certain ideas and move forward in my personal research as a musician. During my time at the Academy, I had the opportunity to develop certain compositional ideas inspired by the work of a photographer very dear to me, Wolfgang Tillmans. The spontaneity with which this author knew how to juxtapose entire series of images of different sizes on a wall and make them live together intimately in a single narrative gesture, gave me the cue on how to approach the Adepta catalogue. In Tillmans' works, each image has its own poetry, but as a whole they allow the viewer to identify more complex visual paths, revealing a story that is not photographed at first. In a way, something similar also happens in the structuring of Adepta's catalogue.


Having an independent label today is quite a challenge. So, we at t-mag had fun imagining the owners having a kind of 'lucky charm'. An object that could encapsulate the meaning of the label, or the journey so far, and that could tell us something more that we don't usually see. Does Adepta Editions have one?


My lucky charm is a deck of Tarot de Marseille cards that I bought shortly after my arrival in Barcelona in 2006. The idea of this object fascinated me deeply, and I wish to explore it in detail. The acquisition of this deck marked a turning point in my life. It was not a foreign object to me; it had always intrigued me, and in my grandfather's house there was a deck that he used for his magic rituals. My grandfather had always had a certain passion for esotericism; he had had relations with the Theosophical Society and Elena Blavatsky, and I was fascinated. After this encounter, I soon began analysing the Tarot and studying the major exponents of this metaphysical universe. After 5 years of study, I opened my studio in the centre of Barcelona and read the cards for free to a large mass of people. "Intuition" had become the centre of my interest.... The Tarot deck presents itself as a single object, yet at the same time multiple, composed of individual pieces that converge into a unity. This idea is at the heart of the essence of Adepta, symbolically representing the primordial unity that precedes manifestation, the navel at the centre of the initiatory cave, all in power without prejudice. The egg symbol in Adepta's logo is a tribute to creativity.


Let's talk about RAN | BIRDS | AAC-01, being an alias of an artist it is definitely a project you personally bet on. Can you tell us more about it?


Yes, it is very different when an artist already has a fan following or has to start from scratch. This series, Adepta Atanor Collection, which was inaugurated with the release of RAN, is based precisely on this concept, i.e. putting the quality of the pieces at the forefront more than anything else. With no references to influence, the bare, raw material remains evident, like the primordial state of the element. More difficult to assimilate, but which sharpens the instincts. An important exercise for many artists, in my opinion, a kind of liberation. We will soon see this series take shape with absolutely unexpected proposals. On the other hand, the 'Unknown Artist' concept is a bit of a fad now, and from my point of view, our proposal is a way to enrich this formula. I am very grateful to the RAN project for agreeing to participate in the experiment. For Adepta Editions, he presented two sublime pieces and we will soon be able to appreciate his touch in a new series of proposals.


In this column, I think it is also important to raise awareness about the difficulties of having an independent label today. Can you tell us what have been the most difficult moments?


The challenges I have encountered are mainly of a technical nature, a bit like in Herzog's films where the implacable struggle between the hero's will and the forces of nature unfolds against the backdrop of the indifference of the gods. The world seems to be in a state of chaos, in accordance with the Kali Yuga era according to Vedic texts. The production costs of the records are high, and the production time seems almost biblical. Personally, I am still exploring the market and have not yet faced any major challenges, but the road seems to be heading towards a kind of poverty-stricken vocation. In addition to the marketing dynamics that can affect sales, production costs are a significant obstacle, as the whole process aims to crystallise the work into a tangible object. In the case of 8-inch vinyl, the process is anything but smooth, and ensuring the quality of the product requires time and finding the right person for this highly crafted task. Beyond these challenges, it seems that music will remain a constant beacon.


While we were comparing notes to make this interview, you said a phrase that struck me deeply: "Someone once said that if you miss something in this world, it is because you have come to bring it yourself." Do you remember the moment when you realised that this was your calling?


I heard this phrase a long time ago and it gives me explicit permission not to feel out of place, inviting me to action that goes beyond nausea. After all, life is my vocation. Right now, it is offering me this experience, and I intend to devote attention and love to it, as one would a small child. It is a matter of courage, of leaving room for improvisation and seeing what happens. It simply happens, for better or for worse. In spite of the abundance of music in the world, I feel I can contribute something essential to this small sector of electronic music.


What was the most satisfying goal you achieved? And what is your goal for the coming year?


Adepta saw the light of day in October 2022 with the release of 'Serge Gayzel'. For many, this release became iconic. For me, it was the pinnacle of the project, the moment when all those signs of confidence and hope for the future manifested themselves. That first release encapsulated all the expectations of the project and potentially contained everything that is gradually manifesting itself now. In fact, each release is a personal milestone, and with each one I have experienced a kind of love affair. The way I see it, each project is part of an indivisible whole.

Moreover, meaningful things often escape external visibility. With some artists, I am developing friendships that, without Adepta, would not have had the opportunity to come into being. These are the tangible results that I bring home and that last. For the future, we can only say that we are evolving the concept of the curator as a sensitive and mediating figure between the artist and the outside world. At the moment, we are working on two new series that will further enrich the catalogue with new sounds. This time, two guest curators will take care of the curatorial aspect, and we will work together to expand the range of proposals. Currently, we have 15 new releases in the pipeline, too bad the production process is so slow.



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