DREAMIN' COCORICO - IN CONVERSATION WITH FERRUCCIO BELMONTE

Acquista la tua copia qui: ISSUE 8 / ONIRICA | T-MAG (t-magazine.it)


FILO TRA SOGNO E REALTA' - COCORICO - THE GENERATION OF LOVE

Noi avevamo questo sogno, che era riuscire a fare degli spettacoli dove fossero rappresentate un po' tutte le discipline che riguardano lo spettacolo. La componente principale è ovviamente la musica però quello che interessava a me era inserire altre forme artistiche come ad esempio i graffitisti - all'epoca ce n'erano tantissimi, sopratutto a Rimini, alcuni con risonanza a livello europeo; oppure inserire nel mondo della discoteca anche il teatro.

Mi sono reso conto che quando il pubblico non è attore si annoia.

Li vedi, stanno lì seduti, morti. Se tu invece gli dai la possibilità di essere protagonista del tuo sogno e della tua avventura cambia tutto. Questo era possibile perchè allora c'era un movimento forte, nuovo che aveva in sè delle caratteristiche per le quali la gente si ritrovava e si riconosceva. Ora che ci si rivolge alle nuove generazioni quello che io dico è che bisogna ritrovare un sogno e quell'energia che univa tutte queste persone.


Noi in quel periodo promozionavamo la GENERAZIONE DELL'AMORE. Una delle prime cose che ho fatto al Cocoricò è stato fare questo super banner gigante con una Madonna e Gesù bambino con scritto The Generation Of Love perchè rappresentava il nostro sogno ripreso dal disco the House of God - colonna sonora dei nostri anni. Il banner venne realizzato da una mia amica, insegnante di mosaico all'Accademia di Belle Arti di Ravenna. Il lavoro fu molto complesso, venne realizzato completamente a mano; stese questo lenzuolo gigante nel dancefloor, iniziò a disegnare e realizzò appunto quelli che erano i preparativi per dare vita alla nostra Generation Of Love.


MOMENTO STORICO - ITALIA - CULTURA -


C'era una gran voglia di ritrovarsi, di uscire da un baratro che era stata la depressione che aveva generato gli anni '80. Negli anni '80 c'è stata della musica bellissima, molto intima ma con dei soggetti particolarmente tristi come i Joy Division, Bauhaus, etc. Non a caso era nata la generazione Dark che da un punto di vista culturale per me rappresenta un livello altissimo, a livello di costume/fashion lo stesso però a livello emotivo c'era davvero molta tristezza. Non a caso in quel momento lì avevamo un grosso problema tra i giovani italiani con l'eroina che si estendeva a macchia d'olio.

Negli anni '90, ci fu l’avvento di una nuova droga che dava felicità, che dava questo senso di amore, che lavorava sulla parte psicologica. Una vera e propria sostanza onirica. In più avere un nuovo stile di vestirsi, noi lo chiamavamo "inciuciarsi" perchè appunto la gente prima di venire nel nostro dancefloor perdeva ore ed ore a rendersi protagonista, attore. Tutti questi elementi hanno generato una situazione positiva, favorevole. Pensa che all'inizio avevamo un servizio d'ordine minimo rispetto al numero di persone con cui lavoravamo.

Nel tempo poi vedremo che tutte queste situazioni sono andate a scomparire con l'inserimento della politica: sono state attuate delle forme repressive, a mio avviso sbagliate. Generi sociali diversi, infiltrazioni mafiose che hanno portato a mettere le mani sul prodotto: la gente non era più così serena, inizia ad essere alterata in maniera negativa. Tutto ciò ha portato poi alla caduta del dancefloor.

Anche se, continuo ad affermare che l'errore più grande è quello di aver reso il pubblico da attore a spettatore: rivolgersi alle agenzie, mettere un dj importante che faceva cassetto e lì finiva la serata. Non c'era più il party coinvolgente, non c'era più il messaggio subliminale che noi davamo attraverso il flyers per cercare di stimolare la fantasia dando un contributo, un oggetto che sarebbe poi diventato simbolo della serata. Noi cercavamo sempre di sorprendere il pubblico: spettacoli teatrali, proiezioni, ospitate di personaggi incredibili. Ci vuole molta passione e noi avevamo solo quella.



ETA' - MEFISTO - FORMAGGI - LIBERTA'


Quando ho iniziato nel 1982 aprendo Mefisto, che era un negozio di dischi, avevo circa 25 anni. Prima ho fatto l'università poi non mi sono più ritrovato in quello che stavo costruendo. Avevo sempre questo sogno nel cassetto, per cui con un amico trovammo questo buco e ci siamo detti: qui facciamo il nostro negozio di dischi. Non avevamo una lira, era una situazione piuttosto paradossale. Per aprire ci vuole una certa metratura che noi non avevamo, scoprimmo che sotto c'era una cantina facemmo un buco e trovammo la metratura necessaria per l'apertura del negozio. Scavando sotto terra: questa era la passione. Una volta riusciti ad avere i permessi non avevamo i soldi per comprare i dischi. La prima cosa che pensammo è: "okay sacrifichiamo i nostri dischi.” Abbiamo iniziato così, vendendo i nostri dischi; siamo stati anche molto fortunati: era un periodo molto florido per la musica, per la cultura. Siamo cresciuti in maniera esponenziale fino ai primi anni '90. Rimane un gran bel sogno. Ricordo sempre che io ho iniziato comprando un furgoncino che portava i formaggi, lo avevo allestito come un negozio di dischi: scaffalature, temperatura adatta per i dischi. Praticamente viaggiavo per tutta l'Italia vendendo dischi. Sono stati dei bei momenti, molto più liberi.


PARTE GRAFICA - SCELTA VISIVA - COLORI


In quel periodo lì, a differenza di ora dove l'art director ha sotto di se’ tutta una serie di esponenti: grafico, comunicazione, sicurezza, etc. tutto passava attraverso di me, che mi prendevo la briga di organizzare il tutto. Esisteva il primo COMMODORE 64 che era il primo computer in assoluto ad entrare nelle tipografie e con quello era molto difficile far della grafica. Io portavo in genere dei disegni, dei ritagli ed insieme al tipografo componevamo il flyers. Non era un'impresa facile, non è come ora che con un batter d'occhio fai un flyers con una bellissima immagine. Era una vera e propria FOTOCOMPOSIZIONE.



SELEZIONE MUSICALE - RICERCA - TALISMANO DELLA NOTTE - VIVIENNE WESTWOOD

Per quello che riguarda la musica io ho avuto la grande fortuna di avere nell' '82 un negozio di dischi e quindi ho avuto la possibilità di studiare la musica. Io sono nato che ero un rockettaro. non amavo tanto il club, non amavo tanto le discoteche, preferivo andare a festival rock. Sapevo tutto del PUNK. del DARK. Andavo a Londra, frequentavo certi salotti, mi imponevo in certi spazi pur di poter partecipare e capire cosa ci fosse dietro. Non a caso ho avuto la fortuna di conoscere Malcolm Mc Laren, che chiaramente per noi era un mito. Ho conosciuto la sua donna: Vivienne Westwood che è una grande stilista. Mi ricordo la prima volta che andammo nel suo negozio: AVEVA IL PAVIMENTO OBLIQUO ed aveva un orologio gigante che andava al contrario e vendeva il suo pianeta con sopra lo stemma reale. Noi impazzivamo per questo gadget. Da lì poi ho preso spunto per fare il gadget del Cocoricò: il Talismano della Notte che dava la possibilità di entrare nel privée e quindi aveva ancora più importanza. Non lo acquistavi soltanto, dovevi avere tutta una serie di contatti nel locale per poterlo acquistare, era una sorta di decorazione. Dentro c'era un cristallo che rappresentava l'energia e fuori c'era la piramide che rappresentava il contenitore dell'energia. Era di un materiale molto importante, di una lega d'argento che si chiama peltro e di cristallo quindi non si erode.


Nell' '82 come ti dicevo andavo in giro per l'Italia con questo furgoncino come un pazzo, tornavo a casa, davo gli esami, ascoltavo dischi.. una vita molto frenetica ed ero molto legato alla musica punk, rock, dark. Poi ad un certo punto della mia vita qualche amico/cliente mi ha aiutato ad ascoltare anche altri sound. Per questo motivo ho iniziato a ricercare musica RnB, il soul. Sono tornato a fare un viaggio generazionale indietro e andando indietro ho conosciuto la musica di Philadelphia, la musica con la M maiuscola. Da lì, passare al funky e al funky-jazz è un attimo. Quando ascolti il soul, l'RnB c'è già la vena del funky e quindi è stato un attimo.

Sai, nel nostro territorio che è il territorio dei dj funky, mi riferisco a Mozart, Maselli (che non c'è più), Rubens, Spranga, l'Ebreo, al grande Baldelli - loro hanno portato avanti questo genere musicale per sempre, non si sono mai staccati. Io invece nella mia ricerca una volta che ho terminato l'esperienza del funky, mi sono spostato ancora e poi ecco il mio mestiere era quello di ascoltare nuova musica. Non era sicuramente facile come oggi, non esisteva il web e quindi la musica te la dovevi ascoltare per telefono. Ascoltarsi della musica per telefono dagli Stati Uniti, con i telefoni della SIP degli anni '90 dai quali non si sentiva niente con tanto di fusorario. Chiaramente abbiamo iniziato ad ascoltare i primi fenomeni musicali, prima con Afrika Bambataa e l'hip-hop e subito dopo, quasi assieme la nuova musica che veniva da Chicago: questa house elettronica molto particolare. Prendemmo i contatti con questa etichetta alla quale ci affezionammo molto che si chiamava TRAX RECORDS. Siamo diventati i distributori esclusivi per l'Italia, quindi chiaramente avendo la distribuzione di un'etichetta così importante avevamo in mano la situazione musicale italiana per la house music. Da quell'etichetta sono venute fuori le grandi ispirazioni.

Parallelamente c'era un altro movimento House inglese a cui eravamo molto vicini: parliamo della Flying Records che all'epoca aveva Andrew Weatherall, Carl Craig i quali amavano molto il Cocoricò.- Non a caso ci organizzavano Chart con 50 loro Djs che venivano e ci chiedevano di poter suonare. Ricordo durante una serata di questi dj inglesi ci furono due scenografi che per la prima volta misero in atto quello che succedeva nelle serate in Inghilterra. Gli strumenti a disposizione erano pochi, ancora prima dei video. Loro ci insegnarono una cosa: elaborare le diapositive e con un Superotto incollando la pellicola, quest'ultima gira nel Superotto e va a proiettare delle luci, dei colori su delle diapositive giganti. Era molto bello. Grazie a loro abbiamo iniziato a capire che dovevamo lavorare con sulle luci, sui colori e non solo sulle lampadine (cosa che per anni facevano nelle discoteche.)

Questa cosa qui è stata molto apprezzata: una piramide con dei muri di vetro su cui puoi proiettare delle diapositive giganti e quindi cambiare scenografie a secondo della serata, tutti i giorni. In tutto questo aggiungici che noi andavamo a San Giovanni in Marignano, fucina di grandi stilisti che lavorano per Alberta Ferretti e quindi c'erano i vari Gaultier, Moschino. Thierry Mugler.

Perchè alla fine il palinsensto che noi avevamo strutturato prevedeva la moda, la scenografia, il teatro. la musica.






IDENTITA' DEL CLUB


C'era questa possibilità. Chiaramente avevamo anche un titolare che ce lo permetteva. Un personaggio strano che ci ha permesso di giocare con il suo denaro. Oggi non è così facile. Noi abbiamo caratterizzato il locale perchè fosse un festival culturale, in tutti i sensi. La cosa che più ho amato di quel locale è stato il fatto che la gente quando non poteva venire il sabato si scusava perchè si sentiva come se gli mancasse il terreno sotto ai piedi per aver perso la possibilità di farsi vedere. Quello che io amo del club è che componi una colonna sonora del tuo locale e la gente conosce quella. La cosa che lo fa distinguere dagli altri club, perchè quella è la tua musica, il tuo genere. Fondamentale era il fatto che si avevano le stesse idee e si aveva lo stesso sogno. E' il sogno che deve essere uguale per tutti. Avere un sogno che è quello della bellezza, dell'arte, della buona musica diciamo che sono elementi particolarmente importanti. Quando entri in un ambiente così forte dimentichi tutta la tristezza delle settimana. Tu potrai creare web, intelligenza artificiale, realtà aumentata.. ma il contatto non lo puoi sostituire. Quella che è una carezza non te lo dà il web.


FRANKIE KNUCKLES - EDUCAZIONE ALLA MUSICA


Il genere musicale che portava Frankie Knuckes era molto House, un genere musicale molto più calmo, più raffinato rispetto alla techno del Cocoricò. Io lo feci suonare nella Main Room, al contrario di quello che dicevano "Fallo suonare nel privée, di là non lo capiscono" e invece lui si fece capire molto bene perchè finì molto tardi con tantissimi applausi. Questo era dovuto al fatto che la gente devi istruirla, devi in qualche modo imporre la tua personalità. Se non imponi la tua personalità suoni la musica che vogliono loro. Se suoni la musica che vogliono loro c'è il rischio che se c'è qualcuno che ascolta musica cattiva, fai musica cattiva.

Bisogna saper condurre il pubblico, non trascinarlo. Devi essere dolce.



DAVID MANCUSO - LERRY LEVAN


Chiaramente David Mancuso, Lerry Levan e il Paradise Garage sono un'entità parallela al Cocoricò. Noi ne subivamo l'influenza. Ovviamente noi non eravamo a New York e quindi non avevamo la possibilità di avere un pubblico come loro però eravamo su strade parallele. Abbiamo sentito molto il loro influsso sopratutto a livello musicale. Ascoltare loro è significato crescere. Chi vuole fare questa professione deve ascoltare molto Lerry Levan e anche Mancuso. Anche perchè non sono facili da ascoltare, non è una musichetta che ascolti e subisci. Hai bisogno di ascoltarla parecchie volte e ogni volta è diverso quello che ti trasmette.


DEPRESSIONE - NOIA – OGGI


Questo periodo mi ricorda tantissimo gli anni '80. Un periodo di tristezza e di ansia. Anche li si veniva fuori da un momento di estrema ricchezza e di estrema fortuna. Prima era stato tutto bello poi ad un certo punto è iniziata la crisi economica per l'Italia e per l'Europa. Chiaramente davanti alla crisi economica si aveva molta paura del futuro. i movimenti politici sono crollati. Mi ricordo nel '77 Bologna faceva la rivoluzione, famosa fu: "UNA RISATA VI SEPPELLIRA'" che appariva in piazza Verdi.

Questi sogni si sono infranti. Chi voleva fare la rivoluzione se l'è persa, ha perso anche il partito e chiaramente si sono chiusi nella tristezza e hanno perso quella voglia di sognare, di cambiare il mondo.

Qui ha trovato un bel terreno la musica dark, la musica scura proprio perchè andava a viaggiare su questi sentimenti tristi e toccava quelle emozioni. Dopo quelle emozioni è nata la "AGE OF LOVE”


Quindi io credo che in questo periodo di assoluta paura, perchè adesso purtroppo c'è da avere paura di quello che sta succedendo. Non a caso se senti il telegiornale di oggi ti si rizzano i capelli, si dice che si stia decidendo per un nuovo lockdown nazionale. Credo che davanti a questo, l'ansia è dovuta dal fatto che tu pensi delle cose da fare e non riesci a realizzarle. Pensi "tornerò mai ad avere contatti con la società? con le persone?" Ora come ora è difficile salutare le persone, è difficile avere nuovi contatti, non vivi bene.


SE LA GENTE SI IMPEGNA A SFRUTTARE QUESTO PERIODO INVECE DI FARSI PRENDERE DALL'ANSIA A STUDIARE QUALCOSA DI VERAMENTE FORTE, DI UN PROGETTO FORTE, VEDERE COSA C'E' DENTRO DI SE' DI CREATIVO CHE PUO' REALIZZARE ARRIVERA' IL MOMENTO CHE PUO' REALIZZARLO.

SE NOI ABBIAMO PROGETTATO UNA COSA MOLTO BELLA SIAMO SICURI CHE QUELLA E' L'ETA' DELL'AMORE PERCHE' QUEL CAMBIAMENTO VIENE NATURALE. SE QUESTO NON LO SI FA, SI HA ANSIA.


VORREI CHE OGGI COME OGGI LA GENTE SPEGNESSE QUELLA CAZZO DI TELEVISIONE E SI LEGGESSE UN LIBRO. NON BISOGNA ESSERE SPETTATORI, BISOGNA ESSERE ATTORI NELLA VITA. PERCHE' SE ACCETTI DI ESSERE LO SPETTATORE SARAI SEMPRE UNA PERSONA SFRUTTATA, COMANDATA E SENZA LE PALLE.
NON SIATE SUPERFICIALI NELL'ASCOLTO. QUESTO DA’ LA POSSIBILITA' AD UN CERTO PUNTO DI NON ESSERE SOLO ED ESCLUSIVAMENTE UN CONSUMATORE. DOBBIAMO DEDICARCI A MEDICINE CHE CI EMOZIONANO E LA CULTURA E' UNA MEDICINA CHE E' NATA PER FAR STAR BENE LE PERSONE.
E PROPRIO PERCHE' LA VITA E' UNA MERDA CHE TU DEVI SOGNAR, DEVI ELEVARTI, TI DEVI ALZARE.

5 DISCHI:


Love Devotion Surrender - John McLaughlin

Joy Division - Love will tear us apart

Front 242

Frankie Knuckles - Your Love

MOHIKANA - Francesco Farfa Remix