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Una strada per tutte le direzioni: "Energy Control" di Acidgigi via Burro Studio Radio

Scoprire talenti emergenti come Acidgigi – classe 1999 – ci fa ritrovare la vitalità inesauribile della scena milanese, ancora il cuore pulsante dell’elettronica italiana. DJ, produttore, selezionatore e sound designer, il suo ultimo EP, "Energy Control," rilasciato lo scorso novembre per Burro Studio Radio, si configura come un manifesto inconfondibile del suo credo musicale.

Le 4 tracce che lo compongono giocano a sconvolgere, rifiutando etichette e categorie per introdurci a una rivoluzione irriverente e spensierata.





Come una sorta di demiurgo punk, Acidgigi decostruisce generi e suoni dipingendo immaginari fantastici e brutali: il risultato è una serie irresistibile di ritmi incalzanti, un richiamo energico a perdersi nell’estasi della musica, prima con il corpo e poi con la mente.

Dal primo istante di ascolto, Energy Control riesce a catapultarci dentro un uragano onirico di influenze e intuizioni in tempesta, dove break e campionamenti rave hardcore si intrecciano con sonorità dark 2-step, contaminazioni ambient e Groove.

In questa corsa ad alta velocità, ricca di capovolgimenti e squarci dimensionali, restare fermi è impossibile: dalla prima all’ultima traccia, l’euforia rapisce e annulla le distanze immergendoci in un sogno rituale da cui non vorremmo mai emergere.

Se l’ascolto in loop diventa quasi istintivo, è evidente che la vera forza dell’album si manifesta nell’esibizione live.

La grande promessa di Energy Control è proprio regalare un'esperienza live inarrestabile, dove le tracce prendano vita trasformando la musica in scintilla, pronta a farsi incendio e divampare per tutta la notte, in tutte le direzioni.



Ascoltando Energy Control si avverte subito una certa gioia nella sperimentazione, mescolando generi musicali diversi per ottenere combinazioni esplosive, come in un cocktail ben riuscito. Quanto è importante per te spaziare tra così tanti generi?


È praticamente inevitabile. Mi viene più spontaneo creare tracce che integrino vari generi musicali anziché confinarmi in uno specifico. Quando inizio la produzione di un brano, ad esempio "techno", potrebbe succedere che durante il processo aggiunga elementi Dub e magari vocali trip-hop; non so mai cosa può accadere in studio.

L'aspetto chiave non è definire il genere, ma piuttosto l'atmosfera che trasmetti attraverso la musica, l'estetica che riesci a plasmare con il tuo suono.



Tra le tante contaminazioni che ti hanno influenzato, quali sono i tuoi maggiori punti di riferimento a livello musicale e artistico?

Sul versante musicale, l'evoluzione della scena inglese dagli anni '70 in poi, da Manchester con l'oscuro mondo dei Joy Division all'evoluzione New Order, è tutto ciò che girava attorno al celebre club "Hacienda", l'industrial, fino alle periferie di Londra con il trip-hop e il Grime, e poi tantissima ambient e proto-ambient.

In ambito artistico invece il cinema assume un ruolo sempre più rilevante nel mio lavoro, talvolta più incisivo della stessa musica, influenzando sia la creazione che la comprensione delle mie tracce.



Come descriveresti il tuo processo creativo? Quanto pensi siano evolute le tue sonorità tra Energy Control e Hypersomnia?


"Hypersomnia" potrebbe essere paragonato al mio “cinema d’esordio”, acerbo ma, a mio avviso, significativo. L'EP si compone di tre tracce, tutte diverse fra loro, e ognuna di esse ha aperto strade differenti nel mio percorso musicale. Una è più incentrata su un’atmosfera synthwave e richiama un movie score, una è totalmente breakbeat, mentre l'altra è più ipnotica e orientata al dancefloor. lo definirei un progetto "dolce".

Invece "Energy Control" rappresenta quasi tre anni di lavoro, un ep più consapevole in cui sapevo stilisticamente dove volevo arrivare, forse una semplice evoluzione o forse un Anti- "Hypersomnia"? Non lo so, ma posso dire che nella mia mente le tracce singole "Hypersomnia" e "Energy Control" sono legate fra loro, come se una fosse la lontana antenata dell’altra, parallele, con lo stesso sangue.





Nonostante la loro poliedricità, tutte le tracce sono ricche di un’energia travolgente e contagiosa. Che significato ha per te l’esibizione live?


Esibirmi è cruciale, forse ancor più della produzione; sono due sfaccettature diverse.

Un DJ deve eccellere sia in studio che dal vivo. Non basta scrivere bella musica. Preferisco DJ che non producono ma si esibiscono con passione e ricerca, rispetto a talentuosi produttori obbligati a suonare.

Per me, essere un DJ e un selezionatore è prioritario; fare musica è straordinario, ma suonare è quasi primitivo, produrre è una passione fortissima, ma esibirmi è un'ossessione.



La musica è da sempre il conduttore ideale di una certa ritualità, un potere quasi mistico in grado di disperdere e riunire. È questo tipo di emozioni che vuoi trasmettere con i tuoi pezzi?


Il misticismo e il folklore, talvolta con un tocco esoterico, mi hanno sempre affascinato. Per me, la musica elettronica è la cosa più vicina a quei riti, che siano religiosi o mistici. È la collettività espressa attraverso la danza sfrenata, sia che si tratti di un club moderno o di un raduno intorno a un fuoco per invocare spiriti, come nei riti pagani antichi.

È qualcosa di primordiale, ma soprattutto spontaneo perché, quando si balla, è il corpo che reagisce istintivamente alla magia del momento.



Energy Control è il tuo secondo EP, ma porti avanti anche altri progetti (OOH/Odissey on Holiday). Ti va di parlarcene? Trovi stimolante collaborare con altri artisti?


Assolutamente, ho diversi progetti in cantiere. Oltre all'alias Acidgigi e ai vari lavori di sound design, ho unito le forze con il grafico e art director Fixer (Roberto Rigon) per creare Odyssey On Holiday (O.O.H). Se Acidgigi rappresenta la mia “stanza”, O.O.H è la mia “foresta selvaggia”, senza alcun confine.

Le arti visive, la grafica e il set design di Fixer fungono da sfondo per le mie tracce. Il nostro primo progetto, "Tempo Mutilato", è nato durante una residenza artistica presso Casa Degli Artisti, un'esperienza cruciale per la nostra creatività. Stiamo per rilasciare il nostro primo EP, composto da 6 tracce di 12 minuti, ognuna accompagnata da opere grafiche di Roberto.

Il tema principale è l'infodemia, e questo progetto è speciale perché unisce la mia passione di sound designer con la libertà artistica di rompere ogni regola. Nell'EP ci saranno collaborazioni interessanti, incluso il talento di un caro amico e grande artista, Lamusa.

Non c'è bisogno di dire che il sound sarà un mix sperimentale di dark wave, dnb, ambient e altri 130 generi che stiamo ancora scoprendo.


ENGLISH VERSION


Discovering emerging talents like Acidgigi - born in 1999 - reminds us of the inexhaustible vitality of the Milanese scene, still the beating heart of Italian electronic music. A DJ, producer, selector, and sound designer, his latest EP, "Energy Control," released last November by BS Radio, stands as an unmistakable manifesto of his musical creed.

The four tracks that make it up play with disruption, rejecting labels and categories to introduce us to an irreverent and carefree revolution.


Like some kind of punk demiurge, Acidgigi deconstructs genres and sounds, painting an imaginary of fantasy and brutality. The result is an irresistible series of incessant rhythms, an energetic call to lose oneself in the ecstasy of music, first with the body and then with the mind.

From the first moment of listening, "Energy Control" manages to catapult us into a dreamlike hurricane of influences and stormy intuitions, where hardcore rave breakbeats intertwine with dark 2-step sounds, ambient contaminations, and Groove.

In this high-speed race, rich in twists and dimensional rifts, staying still is impossible. From the first to the last track, euphoria kidnaps and cancels distances, immersing us in a ritual dream from which we would never want to emerge.

Even though looping the album becomes almost instinctive, it is evident that the true strength of the release is tied to the live performance.

The true promise of "Energy Control" is to deliver an unstoppable live experience, where tracks come to life, transforming music into a wildfire, blazing all night and in all directions.



Listening to Energy Control immediately conveys a certain joy in experimentation, blending different musical genres to achieve explosive combinations, like a well-crafted cocktail. How important is it for you to span so many genres?


It's practically inevitable. I find it more natural to create tracks that integrate various musical genres rather than confining myself to a specific one. When I start producing a track, for example, "techno," it might happen that during the process I add elements of Dub and maybe trip-hop vocals; I never know what might happen in the studio.

The key aspect is not to define the genre but rather the atmosphere you convey through the music, the aesthetics you manage to shape with your sound.



Among the many influences that have shaped you, what are your major musical and artistic reference points?

On the musical side, the evolution of the English scene from the '70s onwards, from Manchester with the dark world of Joy Division to the evolution of New Order, everything revolving around the famous "Hacienda" club, industrial, up to the outskirts of London with trip-hop and Grime, and then a lot of ambient and proto-ambient.

On the artistic side, cinema plays an increasingly relevant role in my work, sometimes more impactful than the music itself, influencing both the creation and understanding of my tracks.



How would you describe your creative process? How do you think your sounds have evolved between Energy Control and Hypersomnia?


"Hypersomnia" could be compared to my "debut cinema," raw but, in my opinion, significant. The EP consists of three tracks, all different from each other, and each of them has paved different paths in my musical journey. One is more focused on a synthwave atmosphere and recalls a movie score, one is entirely breakbeat, while the other is more hypnotic and oriented towards the dancefloor. I would define it as a "gentle" project.

On the other hand, "Energy Control" represents almost three years of work, a more conscious EP where I knew stylistically where I wanted to go. Perhaps a simple evolution or perhaps an Anti- "Hypersomnia"? I don't know, but I can say that in my mind, the individual tracks "Hypersomnia" and "Energy Control" are linked to each other, as if one were the distant ancestor of the other, parallel, with the same blood.



Despite their versatility, all the tracks are rich in overwhelming and contagious energy. What does live performance mean to you?


Performing is crucial, perhaps even more than production; they are two different facets. A DJ must excel both in the studio and live. Writing beautiful music is not enough. I prefer DJs who do not produce but perform with passion and exploration, compared to talented producers obliged to play.

For me, being a DJ and a selector is a priority; making music is extraordinary, but playing is almost primitive. Producing is a strong passion, but performing is an obsession.



Music has always been the ideal conductor of a certain ritualistic experience, an almost mystical power capable of dispersing and uniting. Are these the kinds of emotions you want to convey with your pieces?


Mysticism and folklore, sometimes with a touch of esotericism, have always fascinated me. For me, electronic music is the closest thing to those rituals, whether they are religious or mystical. It is collectivity expressed through unrestrained dance, whether it's in a modern club or a gathering around a fire to invoke spirits, as in ancient pagan rituals.

It's something primal but, above all, spontaneous because when you dance, it's the body that reacts instinctively to the magic of the moment.



"Energy Control" is your second EP, but you also have other projects (OOH/Odissey on Holiday). Can you tell us about them? Do you find it stimulating to collaborate with other artists?


Absolutely, I have several projects in the pipeline. In addition to the Acidgigi alias and various sound design works, I have joined forces with the graphic and art director Fixer (Roberto Rigon) to create Odyssey On Holiday (O.O.H). If Acidgigi represents my "room," O.O.H is my "wild forest," without any boundaries.

The visual arts, graphics, and set design of Fixer serve as a backdrop for my tracks. Our first project, "Tempo Mutilato," was born during an artistic residency at Casa Degli Artisti, a crucial experience for our creativity. We are about to release our first EP, consisting of 6 tracks of 12 minutes each, each accompanied by graphic works by Roberto.

The main theme is the "infodemia," and this project is special because it combines my passion as a sound designer with the artistic freedom to break every rule. In the EP, you will find interesting collaborations, including the talent of a dear friend and great artist, Lamusa.

Needless to say, the sound will be an experimental mix of dark wave, dnb, ambient, and other 130 genres that we are still discovering.

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