ACID PULSE: IL NUOVO DISCO DEGLI ASYMPTOTE SU SUBURBAN AVENUE

Domani, mercoledì 7 Aprile 2021, Suburban Avenue pubblicherà Acid Pulse, il nuovo EP degli Asymptote.


Il disco del duo italiano, di base a Roma - all’interno di una collezione di due lavori, prodotta durante il lockdown dello scorso anno - apre un promettente 2021 per Suburban Avenue, che già possiede in catalogo leggende come Oscar Mulero e Mark Broom o artisti di calibro internazionale come Zadig, Reeko e Alessandro Adriani.


Con questo lavoro gli Asymptote ribadiscono la peculiarità della propria proposta, fedele ad uno stile distintivo che miscela Techno e Acid, lanciando un messaggio di fiducia nel periodo di transizione che tutti noi stiamo vivendo:“what we see behind is the end; on the horizon, a new beginning”.


Acid Pulse riparte quindi dal patrimonio degli ultimi due dischi pubblicati dal duo, Liquid Love e Illusion Of Control: “ritmi incalzanti Acid Techno altamente focalizzati sulla carica Raw degli anni 90’, con sfumature Rave”.


La release numero 16 del catalogo sarà disponibile sia in vinile che in digitale. Il team dietro la label, per il formato in vinile propone un 12” nero di 180gr. con tiratura limitata. Il design della cover realizzato dal KPLR Studio mostra uno scatto del fotografo Mnemonic ottenuto con un rullino Vista 35mm scaduto nel 2010. Il mastering del disco è stato affidato a Giovanni Conti dell’Artefacts Mastering Studio di Berlino; la distribuzione, invece, commissionata a Ready Made.


Acid Pulse [SAV016] | Asymptote | Suburban Avenue (bandcamp.com)



IN CONVERSATION WITH: ASYMPTOTE


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Mi piacerebbe partire da un concetto espresso nel vostro press: "what we see behind is the end; on the horizon, a new beginning." ovvero "quello che vediamo dietro è la fine; all'orizzonte, un nuovo inizio." Vorrei capire meglio cosa c'è dietro questo concetto, quindi a cosa fate riferimento quando parlate di "dietro" e qual è secondo voi il nuovo inizio a cui fate riferimento..



Ci piace di solito, alla fine del press di ogni release di Suburban Avenue, scrivere qualcosa che contestualizzi quel vinile, che lasci intendere il nostro stato d'animo in quel momento preciso.

Finalmente si inizia a vedere la luce alla fine del tunnel, e pian piano, con il buon senso e la collaborazione di tutti, potremmo lasciarci quest'incubo alle spalle. Per noi è stato particolarmente duro dover passare dall'essere circondati da centinaia di persone ogni weekend, alla vita che stiamo facendo, in quest'ultimo periodo inoltre, anche lontani l'uno dall'altro. Eppure, ogni volta che ascoltiamo "Acid Pulse", ci sale una carica positiva pazzesca, che ci porta a pensare che ci sarà necessariamente un nuovo inizio: più volte nel nostro percorso artistico abbiamo avuto dei momenti di difficoltà, ma il nostro amore per la musica, per il nostro lavoro, è così grande, che ne siamo sempre usciti più forti.


Siamo convinti che nonostante le difficoltà che stanno affrontando oggi i club, i promoter e gli artisti, ci sarà (non appena possibile) una rapida ripresa in un futuro prossimo: tutti avranno voglia di ballare, di ascoltare buona musica e di farlo insieme; i club saranno pieni come mai negli ultimi anni, perché è indubbio che ognuno di noi avrà capito quanto è importante quello che avevamo e che davamo per scontato.



Collegandomi a questo concetto, la prossima curiosità è proprio quella di sapere in che modo avete vissuto questa esperienza di isolamento. In che modo è cambiato il processo creativo nella realizzazione di questo disco? In che modo ha influenzato la creazione di esso?



Acid Pulse ha preso forma agli inizi di marzo dello scorso anno; era appena iniziata la disavventura del lockdown, nonostante ciò, non ci siamo persi d'animo e abbiamo utilizzato questo stop forzato dal nostro mondo per lavorare a questo Ep, che avevamo in mente già da un pò. Ad esser sinceri difatti, esso è caratterizzato dal mood del periodo precedente alle chiusure: lo si può ascoltare dall'energia che c'è nei groove, dalle drum decise, il ritmo incalzante e le bassline potenti. In generale, volendo raccontare il nostro processo creativo, durante quest'ultimo anno di pandemia, possiamo dire di aver esplorato in maniera piuttosto profonda vari stati d'animo: dalla paura all'incertezza, per poi passare alla consapevolezza e accettazione di ciò che stavamo vivendo. Nei primi mesi, è stato praticamente impossibile far musica: il morale era sotto terra, e l'ispirazione pressoché nulla. Poi finalmente l'amore per quello che facciamo è prevalso su tutto, abbiamo imparato a gestire le avversità per evitare che ci paralizzassero, e da ottobre, finalmente, stiamo lavorando con un buon ritmo, a tantissime produzioni che usciranno nei prossimi mesi. Abbiamo utilizzato questa pausa per affinare le nostre tecniche, studiare ed imparare cose nuove. In fin dei conti, è col mare in tempesta, che si diventa marinai!



Vorrei poi sapere in maniera dettagliata: in che modo è stato prodotto il disco? Qual' è stata la strumentazione utilizzata?



Partiamo dalla premessa che abbiamo un approccio personale alle produzioni, che è maturato nel tempo: per noi il focus è innanzitutto sull'idea. Se abbiamo in testa un’idea, grazie all'esperienza, studio e conoscenza di ciò che stiamo facendo, possiamo metterla in atto in vari modi, con vari synth o plug-in, o samples che abbiamo registrato in precedenza, non fa molta differenza. Ciò che conta, è che alla fine il suono deve rappresentare la nostra identità, il nostro progetto: ci sono tanti elementi per cui un ascoltatore, deve poter chiudere gli occhi, e riconoscere una nostra traccia senza alcun problema. In Acid Pulse ci sono la 909 e la 303 della Roland, Analog Rytm e Analog four dell'Elektron; anche Vst come Reaktor della Native Instruments, alcuni plug-ins dell'Arturia, Devastor (un distorsore multibanda virtuale), il riverbero Valhalla, o come detto, samples che abbiamo registrato nel nostro studio con i vari e tanti synth che possediamo, processati a loro volta con vari effetti esterni e non. C'è tutto e niente: l'importante è sempre la nostra idea, è quello che conta.



Parlando del sound, da dove prendete ispirazione? Quali sono i suoni sui quali lavorate maggiormente? A tal proposito, definite il sound di SUBURBAN AVENUE 016 come sound retro-futuristico, ispirato a Detroit. Come mai avete deciso di "rendere omaggio" alla Techno City?



Gli anni '90 sono sicuramente un buon punto di partenza per capire da dove prende origine il suono Asymptote. Il nostro avvicinamento al mondo della Techno, all’incirca 12 anni fa, è iniziato in modo graduale, passando attraverso l'elettronica di stampo UK dei Chemical Brothers, di Aphex Twin; ci siamo poi innamorati dei dj set e delle produzioni di fine millennio di Dave Clarke, Luke Slater e Oscar Mulero, con cui siamo cresciuti musicalmente. Poi l'amore per Detroit, e per i suoi figli: da Jeff Mills, Juan Atkins, Robert Hood e il suo stile minimalista, che è presente in alcuni elementi delle nostre texture, le produzioni di Drexciya, dei veri capolavori timeless. Lo stile "funkeggiante" di questi artisti ha sicuramente influenzato il nostro suono, specialmente nell'utilizzo delle drum. Il nostro omaggio alla Techno City, deriva da una profonda ammirazione verso un gruppo di artisti che hanno fatto del proprio suono uno stile di vita, rimanendo davvero underground, creando capolavori che verranno ricordati per sempre. Nel nostro background, c'è anche un grande amore anche per le prime tracce di Hawtin, con il suo alias Circuit Breaker, che hanno sicuramente influenzato le nostre bassline acide. Ma nella nostra musica ci sono tante contaminazioni, dall'Ebm all'Electro alla D&B: il nostro obiettivo, come già detto, è quello di creare un suono nostro, delle sonorità, che prescindano dal genere: alcuni elementi che si ripresentano nei nostri brani e li rendono personali, al di là che sia una traccia ambient piuttosto che electro o techno. Quando parliamo di un sound retro-futuristico è perché la nostra mission è quella di partire da una base di influenza che sono le sonorità degli anni 90', a cui ci ispiriamo, creando al contempo qualcosa di nuovo: una variazione sul tema, un'evoluzione piuttosto che emulazione.



A differenza di altre uscite di SUBURBAN AVENUE, nelle ultime produzioni ci siete voi in prima linea nella realizzazione musicale. Come mai la scelta di essere presenti a 360°?



Le ultime tre release di Suburban Avenue (Acid Pulse inclusa) sono state prodotte esclusivamente da noi. La ragione si fonda su una scelta di identità: volevamo rendere chiaro, all'interno della scena Techno, che sta mutando negli ultimi 2-3 anni, l'indirizzo musicale che la label stava prendendo; naturalmente nessuno meglio di noi, che ne siamo l'anima, poteva esprimere con la musica, quello che c'è nella nostra mente.



Parliamo dell'aspetto visivo: qual'è stata la ricerca visiva e la scelta finale di essa? In che modo è stata realizzata la copertina?



Anche l'aspetto visivo si attiene al concetto di retro-futurismo di cui sopra: attraverso la collaborazione, tra il grafico (KPLR) e il fotografo (Mnemonic) del team di Suburban Avenue, si è cercato di accostare elementi moderni di graphic design, con uno stile fotografico retrò, grazie allo scatto analogico con un rullino Vista 35mm, scaduto nel 2010. Cerchiamo di curare ogni minimo particolare, per far in modo che tutto abbia un senso ed un significato. La squadra di Suburban Avenue fortunatamente è grande, e tutti i componenti svolgono in maniera professionale le proprie mansioni: questo ci permette di lavorare bene, progettando in modo chiaro le release future, il che è fondamentale per una label indipendente.




Dopo un anno di lontananza dal mondo del club e dei party, qual'è - secondo voi - la "mission" che ha l'arte e nel vostro caso in particolare, la musica?



"In dark times we must dream with open eyes". Questa frase bellissima di Nico Vascellari, esplica perfettamente, a nostro modo di vedere, il ruolo dell'arte in questo momento: ci fa vedere il bello, anche nelle tenebre, la luce, perché la bellezza, di cui l'arte si fa portabandiera, è essenziale per la nostra esistenza; sognare ad occhi aperti ci permette di tenere duro, continuando a credere in quello che amiamo.


La musica per noi è tutto, è uno dei nostri modi di comunicare, di esprimerci ed essere noi stessi; è la nostra bussola, ed anche in momenti così bui, ci tiene lontani dalle tenebre.


Ultima domanda: questo è sicuramente un disco che guarda al futuro. Vorrei conoscere i progetti futuri (per quanto possibile) di SUBURBAN AVENUE.



Il team di Suburban Avenue è affiatato più che mai: abbiamo continuato a stampare in vinile nonostante il mondo degli eventi sia completamente fermo, e stiamo lavorando sodo in questo periodo, per portare avanti i nostri progetti e affermare la nostra idea musicale nel panorama attuale. Dopo Acid Pulse, a giugno, uscirà un VA (various artists) di stampo prevalentemente Electro, con quattro artisti italiani, di cui abbiamo una stima profonda: Mattia Trani col suo alias 051 Destroyer, Pearl River Sound, 2030 e Davide Piras. Il prossimo 2 Agosto, invece, rilascerà un suo Ep su Suburban, una vera leggenda della Techno music...ma non vi sveliamo ancora il nome!!


15 dischi che rappresentano ASYMPTOTE

Spotify – Asymptote meets t-mag


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