top of page

5 must-know emerging fashion brands

Dall’estetica girlish di Lucila Safdie alla couture daily wear di Aaron Esh: farsi strada nel vasto e affascinante panorama contemporaneo della moda non è affatto semplice. Se da un lato il settore sembra più accessibile alle nuove generazioni, rimane difficile distinguersi nella liquidità mediatica dei social. I marchi consolidati dominano il settore, ma sono i designer emergenti a creare connessioni emotive attraverso capi unici e distintivi, offrendo a tutti i consumatori la possibilità di esprimere la propria identità in modo autentico. Per la stagione autunno inverno 2024 ne abbiamo scelti 5 di cui sentiremo sicuramente parlare quest’anno. Alcuni hanno trasformato in realtà un sogno coltivato in anni di studi. Altri hanno iniziato a farsi notare sui social. Il fil rouge che li lega? L’essersi distinti come faro di freschezza, originalità e innovazione.



MAISON YOSHIKI PARIS 

Con la collezione FW24 debutta a Milano Maison Yoshiki: il brand recentemente fondato dalla rock star giapponese Yoshiki, leader del gruppo rock-metal X Japan, noto per la sua capacità di mescolare elementi di musica classica e metal in modo innovativo e ricercato. Yoshiki ha anche intrapreso una carriera da solista, collaborando con importanti nomi della scena internazionale. Un artista cosmopolita e con un profilo poliedrico, Yoshiki si riflette completamente nell’immaginario del brand. Il suo avvicinamento alla moda in realtà non è un fatto recente; il padre aveva un negozio di kimono di lusso che nel 2011 ha ispirato il suo primo brand di moda: Yoshikimono.

“Maison Yoshiki Paris”, racconta il designer, “è la naturale evoluzione di Yoshikimono, che si rivolgeva principalmente al mercato giapponese e asiatico. Ho sentito che dovevo fare qualcosa di molto più internazionale. Sono due progetti molto personali, ma allo stesso tempo molto diversi l’uno dall’altro”.

La sua prima collezione donna si compone di 37 look genderless caratterizzati da un'allure glamour, patchwork di tessuti upcycled e accessori meticolosamente realizzati a mano. La scelta del nero come colore predominante è arricchita da delicati accenni di rosso e ci rimanda alla canzone “Red Swan” degli X Japan. I look sono definiti da ganci e cerniere in metallo, mentre i gioielli e le cinture ricordano il filo spinato. La morbidezza delle lane e delle finte pellicce si mescola a distese di paillettes e ai tessuti laminati che illuminano le silhouette. Yoshiki ha accompagnato l’intera sfilata con cinque dei suoi brani più significativi, mentre lo show si chiude con una rivisitazione dell’aria “Nessun dorma”, dall’opera Turandot di Puccini, un inedito realizzato in collaborazione con il musicista Hiroshi Fujiwara.



AVELLANO

Un’estetica cyber-punk, lavorazioni sartoriali uniche che confluiscono nell’impiego del latex come elemento protagonista delle sue collezioni. Il percorso artistico di Arthur Avellano inizia nel sud della Francia, precisamente nella sua città natale, Toulouse, dove si diploma in Fine Arts per poi proseguire a Parigi presso l’Atelier Chardon Savard, specializzandosi in sartoria e modellistica. Il suo progetto universitario finale nel 2017 sarà un successo che lo porterà a lanciare la sua omonima etichetta nel 2018 con una prima collezione menswear, per poi specializzarsi nella moda unisex. Quella di Avellano è una vera e propria “latex couture”, che prende ispirazione dal mondo del bondage, dal lusso e dal cinema degli anni ’80, ma che vuole sdoganare l’impiego del latex come solo rimando al sadomaso e alle fantasie fetish, per enfatizzarlo come tessuto innovativo e prestigioso. Pierre Cardin e Paco Rabanne scelsero il latex per realizzare dei capi ai tempi di una piovosa e movimentata Swinging London, mentre per Thierry Mugler negli anni ‘90 era un “plus” sensuale, elegante e cutting-edge. L’ultimo show di Avellano si è tenuto a Parigi, nel cuore di Montparnasse. Ad aprire la passerella la cantante Noah Cyrus, che indossava un look iridescente e dall’aspetto futuristico, ovviamente total latex; in sottofondo il suo ultimo inedito. I nuovi capi firmati Avellano spaziano dal verde oliva trasparente e dal violaceo a un nero più coprente, che in superficie presenta dei leggeri motivi astrakan. Infine il bianco, nella sua versione più immacolata da abito da sposa, indossato sempre da Noah Cyrus, con uno strascico lungo dieci metri.



COLLEEN ALLEN

La novità di questa ultima fashion week si chiama Colleen Allen. Dall’ufficio stile di The Row e Calvin Klein, la designer ha debuttato nella Grande Mela presentando per la prima volta il suo brand. La sua prima collezione donna strizza l’occhio alla sartoria e al guardaroba maschile. L’eleganza delle forme, apparentemente minimaliste, si apre a silhouette ultra sartoriali che prendono ispirazione dallo stile vittoriano ottocentesco. La ricerca stilistica culmina nella scelta dei materiali e in una palette di colori dalle nuance calde e autentiche. Il rosso, il viola e l’arancione dominano la collezione insieme a un color burro e a un bianco neutro. I materiali, che spaziano dal pile alla seta, alla tela e ai boots in pelle, convergono in un mix&match volumetrico molto particolare, frutto di una rilettura dei capi classici del menswear. Camicie e giacche corporate sono reinterpretate lavorando su nuove silhouette, enfatizzando spalle e punto vita. L’interesse per la sartoria maschile di Allen si oppone alle forme arrotondate e romantiche degli abiti couture femminili, preferendo quelle più angolari.



LUCILA SAFDIE

Lucila Safdie è il brand più virale del momento. I capi, indossati da personalità influenti della Gen-Z come Devon Lee-Carlson, Alex Consani e Chloe Cherry, e da esponenti della musica k-pop come il gruppo NewJeans, richiamano un'estetica girlhood e sono un dolceamaro ricordo adolescenziale. La designer Lucila India Safdie è originaria dell’Argentina e fonda a Londra il suo brand dopo aver terminato il percorso di studi presso la Central Saint Martins, nel 2022. Ogni collezione è incentrata sulla figura di una donna iconica che la designer reinterpreta con i suoi capi, in base ai suoi ricordi, con un girl twist. "I Desire The Things That Will Destroy Me In The End" è la sua terza collezione. L’immaginario ricorda vagamente una Amy Winehouse che indossa vestiti da scolaretta a vita bassa. Allo stesso tempo abbraccia l’immagine di una donna degli anni ‘50, ispirata ai racconti di Sylvia Plath e al suo romanzo "La campana di vetro”. Il libro, ambientato nel 1953, racconta la storia di una studentessa di diciannove anni che soffre di depressione. La sua malattia è radicata nel sentimento paralizzante del possibile, nel sentirsi afflitta dalla vertigine della libertà e dalla difficoltà di decidere tra le infinite possibilità che la vita le offre. Per lei, ogni scelta comprende anche un paradosso e comporta l’aderire ai vincoli della società, come il solo lavarsi e vestirsi. Lo stile trasandato e le silhouette goffe da ragazzina fanno riferimento al racconto di Plath, a un pericoloso viaggio verso la femminilità. Pois e jersey, maniche a sbuffo e polo in stile uniforme, inserti in pelle e pizzo, sono elementi stilisticamente diversi tra loro ma, nell’insieme, suggeriscono che il bello, l'armonico possono trovarsi anche nell’irresolutezza e nel disaccordo estetico. 


AARON ESH

Con una collezione co-ed, Aaron Esh sfila per la seconda volta a Londra, città che continua a rivelarsi culla d’avanguardia per i promettenti creativi newgen. Anche Esh lancia il suo brand nel 2022, non appena terminato il corso MA in Fashion Design presso la Central Saint Martins, con il supporto della Sarabande Foundation. Il suo è un guardaroba contemporaneo ispirato alle silhouette dell'abbigliamento femminile e all'alta moda, giustapposto ai capi base, ai tessuti e alle finiture del menswear. Il marchio Aaron Esh è una crasi tra abbigliamento urbano e luxury, declinato in un’estetica di ispirazione indie, come la playlist garage-rock che ha accompagnato il suo ultimo show di febbraio in occasione della nuova collezione FW24. La modella Kiki Willems apre la passerella e ricorda una Kate Moss immortalata di ritorno alle cinque del mattino, in un abito midi trasparente da cocktail e una sottile sciarpa grigia avvolta al collo. La nuova collezione incarna il classicismo parigino e "lo spirito dell'East London", spiega Esh. I capisaldi del suo brand, come le felpe con cappuccio, i pantaloni classici e gli smoking dal taglio sovversivo, non mancano mai. Come non mancano mai i riconoscibili color block di grigi chiari e antracite, glitterati e marroni. New entry di questa ultima collezione sono i cappotti, con un’importante doppia abbottonatura, e gli skinny, che ci riportano a un immaginario informale caratteristico del movimento Indie Slaze, ma che strizza l’occhio a un romanticismo decisamente urban-chic


Copy editing Conzuelo Fogante Translation Leonardo Carsetti



ENGLISH VERSION


From Lucila Safdie's girlish aesthetic to Aaron Esh's dailywear couture, making a mark in the vast and fascinating contemporary fashion landscape is no easy feat. While the industry appears more accessible to new generations, standing out amidst the media fluidity of social platforms remains challenging. Established brands dominate, yet emerging designers forge emotional connections through unique, distinctive pieces, offering all consumers a chance to express their identity authentically. For the Fall/Winter 2024 season, we've selected five that will undoubtedly make waves this year. Some have turned a dream nurtured over years of study into reality. Others have started gaining attention on social media. The fil rouge? They stand out as beacons of freshness, originality, and innovation.



MAISON YOSHIKI PARIS

Debuting in Milan with the FW24 collection is Maison Yoshiki, the brand recently founded by Japanese rock star Yoshiki, leader of the rock-metal band X Japan, known for blending classical and metal elements in an innovative and refined manner. Yoshiki has also had a successful solo career, collaborating with numerous international artists. A cosmopolitan artist with a multifaceted profile, Yoshiki's brand embodies his essence fully. His foray into fashion isn't recent; his father owned a luxury kimono shop which inspired his first fashion brand, Yoshikimono, in 2011, primarily targeting the Japanese and Asian markets.

"Maison Yoshiki Paris," explains the designer, "is the natural evolution of Yoshikimono, aiming for a much more international appeal. They are two very personal projects, yet vastly different from each other."

His inaugural women's collection comprises 37 genderless looks exuding glamour, featuring patchworks of upcycled fabrics and meticulously handcrafted accessories. The predominant black palette is accentuated by delicate hints of red, reminiscent of X Japan’s song "Red Swan." Metal hooks and zippers define the looks, while jewelry and belts evoke barbed wire. Soft wools and faux furs intermingle with sequins and laminated fabrics that illuminate the silhouettes. Yoshiki accompanied the entire runway show with five of his most significant songs, concluding with Puccini's "Nessun dorma" from Turandot, a collaboration with musician Hiroshi Fujiwara.


AVELLANO 

A cyber-punk aesthetic with unique tailoring techniques converging around latex as the central element of his collections. Arthur Avellano’s artistic journey began in southern France, specifically in his hometown of Toulouse, studying Fine Arts, followed by specialized studies in tailoring and modeling at Atelier Chardon Savard in Paris. His final university project in 2017 was a success, leading to the launch of his eponymous label in 2018 with an initial menswear collection, later specializing in unisex fashion. Avellano's is a true "latex couture," drawing inspiration from the worlds of bondage, luxury, and 1980s cinema, aiming to destigmatize latex from its associations solely with BDSM and fetish fantasies, presenting it as an innovative and prestigious fabric. Pierre Cardin and Paco Rabanne employed latex during the rainy, vibrant days of Swinging London, while for Thierry Mugler in the '90s, it was a sensual, elegant, cutting-edge "plus." Avellano's recent show in Paris, amidst Montparnasse's heart, featured singer Noah Cyrus opening the runway clad in iridescent, futuristic attire—total latex, naturally—accompanied by her latest unreleased single. New Avellano pieces range from transparent olive green to deep purple, alongside a more opaque black adorned with slight astrakhan motifs. Finally, pristine white—wedding dress style—also graced by Noah Cyrus, complete with a 10-meter train.


COLLEEN ALLEN

The latest standout from this fashion week is Colleen Allen.With experience from The Row and Calvin Klein's design studios, the designer debuted her brand in the Big Apple for the first time. Her inaugural women's collection draws inspiration from tailoring and men's wardrobes. The elegance of seemingly minimalist shapes unfolds into ultra-sartorial silhouettes inspired by Victorian-era styles. Stylistic exploration culminates in material choices and a palette of warm, authentic hues. Red, purple, and orange dominate alongside buttery yellow and neutral white. Materials range from fleece to silk, canvas, and leather boots, merging into a highly particular volumetric mix&match—a reimagining of classic menswear pieces. Corporate shirts and jackets are reinterpreted with new silhouettes, emphasizing shoulders and waistlines. Allen's interest in menswear tailoring contrasts with the rounded, romantic shapes of couture women's wear, favoring more angular cuts.


LUCILA SAFDIE

Lucila Safdie is the most viral brand of the moment. Worn by influential Gen-Z personalities like Devon Lee-Carlson, Alex Consani, Chloe Cherry, and K-pop musicians like NewJeans, her pieces evoke a girlhood aesthetic—a bittersweet teenage memory. Designer Lucila India Safdie, originally from Argentina, established her brand in London after completing studies at Central Saint Martins in 2022. Each collection centers on a historical woman, reinterpreted through Safdie's memories, infused with a girlish twist. "I Desire The Things That Will Destroy Me In The End" marks her third collection. The imagery loosely recalls an Amy Winehouse clad in low-rise schoolgirl attire. Simultaneously, it embraces a 1950s woman, inspired by Sylvia Plath's narratives and her novel "The Bell Jar." Set in 1953, the book tells the story of a 19-year-old student battling depression, her illness rooted in the paralyzing feeling of potential, overwhelmed by the dizzying freedom and the difficulty of deciding amidst life's myriad possibilities. For her, every choice embodies a paradox and entails adhering to societal constraints, even in the simplest acts like washing and dressing. The disheveled style and awkward schoolgirl silhouettes echo Plath's narrative—a perilous journey towards femininity. Polka dots and jersey, puff sleeves, and uniform-style polos, leather and lace inserts—stylistically disparate yet collectively suggesting that beauty and harmony can reside in irresolution and aesthetic discord.


AARON ESH

Presenting a co-ed collection, Aaron Esh makes his second appearance in London, a city continuing to prove a hotbed of avant-garde for promising new creatives. Esh launched his brand in 2022 after completing his MA in Fashion Design at Central Saint Martins, supported by the Sarabande Foundation. His contemporary wardrobe draws inspiration from feminine clothing silhouettes and haute couture juxtaposed with menswear basics, fabrics, and finishes. The Aaron Esh brand fuses urban and luxury clothing aesthetics, embodying an indie-inspired vibe, akin to the garage-rock playlist that accompanied his latest February show for the new FW24 collection. Model Kiki Willems opens the runway, reminiscent of Kate Moss captured returning at 5 a.m. in a transparent cocktail midi dress, adorned with a thin grey scarf around her neck. The new collection encapsulates Parisian classicism and "East London spirit," explains Esh. Brand staples like hoodies, classic trousers, and subversively tailored suits remain. Notably absent is the recognizable neutral color block of light and charcoal grays, glittering and brown. New additions to this latest collection include coats with significant double-breasted designs and skinny styles, harkening back to an informal imagery characteristic of the Indie Slaze movement but with a urban-chic romanticism twist.







Comments


bottom of page